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	<title>CLEONICE PARISI &#187; LE MICROFAVOLE</title>
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	<description>Una favola lunga una vita</description>
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		<title>Fu il Giudizio che per primo riconobbe il Vizio &#8211; Micro Favola</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 19:47:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cleonice Parisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[LE MICROFAVOLE]]></category>

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		<description><![CDATA[Preferisco affogare, solo ora sono libero di volare.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/08/volare4.jpg"></a><a href="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/08/volare4.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-14141" title="volare" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/08/volare4.jpg" alt="" width="549" height="395" /></a></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Fu il Giudizio che per primo riconobbe il Vizio</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un Tizio nello spogliarsi dal peso del Giudizio, si lanciò da un precipizio dando al suo Volo inizio. Il Giudizio lo stava stupito a guardare e poi incominciò a parlare:</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Io sono come il mare, o bere o affogare!</p>
<p style="text-align: justify;">E il Tizio che era ormai libero dal peso del Giudizio, rispose:</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Preferisco affogare, solo ora sono libero di volare.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Tartaruga che perse la Testa &#8211; Micro Favola</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 13:47:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cleonice Parisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[LE MICROFAVOLE]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è nell'inseguir il pensiero che svelerai il mistero, volerà lontano e non potrai tenergli a lungo la mano, ma è nell'osservare il suo volare che imparerai a lasciarlo andare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><a href="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/06/tartaruga-harriet.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-13801" title="tartaruga-harriet" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/06/tartaruga-harriet.jpg" alt="" width="379" height="294" /></a></h1>
<h1 style="text-align: center;">La Tartaruga che perse la Testa</h1>
<p style="padding-left: 30px;">Uffa questa Testa tutto appesta!</p>
<p>Disse una Tartaruga funesta  a una Libellula in festa.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Taglia la Testa!</p>
<p>Rispose la Libellula lesta.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Tagliar la testa? E dopo che resta?</p>
<p style="padding-left: 30px;">Resta la Festa. E’ meglio viver una vita senza Testa ma in festa, o una vita con la Testa ma Funesta?</p>
<p>La Tartaruga ci pensò un po’ e poi decretò:</p>
<p style="padding-left: 30px;">Della Vita voglio viver la Festa, meglio senza Testa.</p>
<p>E fu così che la Tartaruga perse la Testa e  quel giorno iniziò la sua Festa.</p>
<p style="text-align: center;"><em>Non è nell&#8217;inseguir il pensiero che svelerai il mistero,<br />
volerà lontano e non potrai tenergli a lungo la mano,<br />
ma è nell&#8217;osservare il suo volare<br />
che imparerai a lasciarlo andare.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Una mano piena di rabbia &#8211; Micro Favola</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 19:47:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cleonice Parisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Favole del Risveglio]]></category>
		<category><![CDATA[LE MICROFAVOLE]]></category>

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		<description><![CDATA[La tua rabbia è un leone in una gabbia, non coprirla sotto la sabbia, grandi danni può causare c’è persino chi arriva ad ammazzare. La rabbia non si può controllare è energia che devi lasciar andare. Se dalla rabbia ti fai catturare non l’accumulare, con due urla danni gravi non puoi fare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/05/unamanopienadirabbia.jpg"><img class="size-full wp-image-13674 aligncenter" title="unamanopienadirabbia" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/05/unamanopienadirabbia.jpg" alt="" width="414" height="310" /></a></p>
<h1 style="text-align: center;"><strong>Una mano piena di rabbia</strong></h1>
<p style="text-align: justify;">Esisteva una mano piena di rabbia che nascondeva spesso la testa sotto la sabbia, e che era solita a se stessa dire:</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Affinché nessuno abbia a capire quel che dentro muove il mio volere, mi devo bene coprire!</p>
<p style="text-align: justify;">Ma un giorno infuriò una tempesta che trascinò via lesta la sabbia da quella testa, e la Rabbia uscì da sotto alla sabbia come un Leone impazzito dalla gabbia.</p>
<blockquote style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La tua rabbia è un leone in una gabbia, non coprirla sotto la sabbia, grandi danni può causare c’è persino chi arriva ad ammazzare. La rabbia non si può controllare è energia che devi lasciar andare. Se dalla rabbia ti fai catturare non l’accumulare, con due urla danni gravi non puoi fare.</p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Maddalena e i 10 demoni &#8211; La micro favola</title>
		<link>http://www.cleopa.it/2010/05/17/maddalena-e-i-10-demoni-la-micro-favola/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 20:07:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cleonice Parisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Favole del Risveglio]]></category>
		<category><![CDATA[LE MICROFAVOLE]]></category>
		<category><![CDATA[varie]]></category>
		<category><![CDATA[dolore passato guardarlo risvegliarsi favola]]></category>

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		<description><![CDATA[10 demoni inseguivano lontano dieci passi Maddalena, una giovane donna sempre prena che alla luce dava solo pena. Non arrivava a sgravar dolore, che immediatamente un altro seme le fecondava il cuore. I 10 demoni godevano nel fecondarla, non serviva neanche toccarla bastava nel pensier sfiorarla.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/05/maddalena.jpg"><img class="size-full wp-image-13526 aligncenter" title="maddalena" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/05/maddalena.jpg" alt="" width="400" height="400" /></a></p>
<h1 style="text-align: center;">Maddalena e i 10 demoni</h1>
<p style="text-align: justify;">10 demoni inseguivano lontano dieci passi Maddalena, una giovane donna sempre prena che alla luce dava solo pena. Non arrivava a sgravar dolore, che immediatamente un altro seme le fecondava il cuore. I 10 demoni godevano nel fecondarla, non serviva neanche toccarla bastava nel pensier sfiorarla.</p>
<p style="text-align: justify;">Maddalena camminava ormai piegata di schiena e con una gamba in cancrena, ed ahimè  ancora una volta prena. Aveva in se grande dignità, ma il suo cammino faceva davvero tanta pietà, elemosinava frammenti di luce per curare le ferite delle sue tante croci, e tra atroci tormenti tirava avanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Un giorno per il dolore smise di camminare ed avanti non potè più guardare, e questo indietro la fece voltare. I 10 demoni si sentivano al sicuro, il passato per molti è come un muro, e quando l’occhio di Maddalena su di loro si schiuse, la loro vita in un attimo si concluse.</p>
<p style="text-align: justify;">Maddalena riprese  a camminar di buona lena, le guarì la gamba in cancrena e le si riaddrizzò la schiena, il suo cuore non era più fecondo di dolore e da quel giorno Maddalena partorì solo amore.</p>
<p style="text-align: center;"><em>Maddalena non si era mai guardata dietro la schiena,<br />
era da lì che nasceva la sua grande pena,<br />
se solo l&#8217;avesse fatto prima&#8230;</em></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><em><strong>Ascolta la favola letta da Francesco Cusani</strong></em></p>
<p style="text-align: center;"><em><strong><a href="http://www.suonamiunapoesia.it/ZNS_SUPz_Parisi_maddalena_demoni.HTML"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-13647" title="microfono" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/05/microfono-84x100.jpg" alt="" width="84" height="100" /></a><br />
</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>La Legge del Mare e il Saper Aspettare &#8211; La Micro Favola</title>
		<link>http://www.cleopa.it/2010/05/04/la-legge-del-mare-e-il-saper-aspettare-la-micro-favola/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 15:04:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cleonice Parisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[LE MICROFAVOLE]]></category>
		<category><![CDATA[mare favola legge cleonice parisi]]></category>
		<category><![CDATA[toccare la luna favola]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa è la Legge del Mare, che insegna a saper aspettare e i remi in barca mai a tirare, anche su di te la Luna dovrà transitare, tu non smettere di aspettare e col capo alto fatti trovare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/05/LaLuna.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-13338" title="LaLuna" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/05/LaLuna.jpg" alt="" width="481" height="381" /></a></p>
<h2 style="text-align: center;"><strong><em>La Legge del Mare e il Saper Aspettare</em></strong></h2>
<p>E il Mare disse:</p>
<p style="padding-left: 30px;">Ma tu mi stai chiedendo la Luna?</p>
<p style="padding-left: 30px;">Lo so!</p>
<p>Rispose Qualcuna figlia di Nessuna, madre di Pretenzio.</p>
<p style="padding-left: 30px;">E vorresti ora il mio assenzio?</p>
<p style="padding-left: 30px;">Mi basterà il tuo silenzio!</p>
<p>Rispose Qualcuna dea devota alla Luna.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">E fu così che quel dì, Qualcuna arrivò a toccar la Luna, e nonostante fosse figlia di Nessuna e madre di Pretenzio del Mare ebbe l’assenzio.</p>
<p style="text-align: justify;">Di chiedere la Luna non ti stancare, se davvero a qualcosa vuoi arrivare devi saper aspettare. Chi nulla sta a sperare a niente infin potrà arrivare. Questa è la Legge del Mare, che insegna a saper aspettare e i remi in barca mai a tirare. Anche su di te la Luna dovrà transitare, tu non smettere mai di aspettare e col capo alto fatti trovare.</p>
<p><strong>Ti è piaciuta? Leggi anche:</strong></p>
<p style="padding-left: 30px;"><a href="http://www.cleopa.it/2010/01/09/sai-dove-il-mare-la-favola-del-perdonarsi/">Sai dov&#8217;è il Mare?</a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La grande pentola &#8211; La micro favola</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 04:28:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cleonice Parisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[LE MICROFAVOLE]]></category>
		<category><![CDATA[favola riconoscenza pentola fame]]></category>
		<category><![CDATA[uomo riconoscenza scienza favola]]></category>

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		<description><![CDATA[Se  digiuno non vuoi restare gli altri non dimenticar mai di ringraziare, sarà la tua riconoscenza a ripagarli di tanta pazienza.  La riconoscenza non è una scienza ma una fantascienza, e l’uomo non ne coltiva la conoscenza, ma nel sentir vuota la pancia anche in quello studio spesso si lancia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/04/lagrandepentola1.jpg"><img class="size-full wp-image-13127 aligncenter" title="lagrandepentola" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/04/lagrandepentola1.jpg" alt="" width="377" height="318" /></a></p>
<h1 style="text-align: center;">La grande pentola</h1>
<p style="text-align: justify;">C’era una volta una grande pentola con dentro un lungo mestolo, e ogni uomo che passava  un po’ di minestra nel piatto si versava  è mai ringraziava. Un giorno ameno  la pentola decise che di lei si  poteva  fare a meno, poiché nessuno si era mai premurato di esserle grato.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli uomini come è di costume, accesero il lume  solo quando ormai il gallo avea perso tutte le piume. Alla pentola andarono come ogni giorno, e  con la pancia vuota fecero ritorno .</p>
<p style="text-align: justify;">Se  digiuno non vuoi restare gli altri non dimenticar mai di ringraziare, sarà la tua riconoscenza a ripagarli di tanta pazienza.  La riconoscenza non è una scienza ma una fantascienza, e l’uomo non ne coltiva la conoscenza, ma nel sentir vuota la pancia anche in quello studio spesso si lancia.</p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>Ascolta la favola letta da Francesco Cusani</strong></em></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.suonamiunapoesia.it/ZNS_SUPz_Parisi_grande_pentola.HTML"><em><strong><img title="microfono" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/05/microfono-84x100.jpg" alt="" width="84" height="100" /></strong></em></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>La scelta dell&#8217;avaro &#8211; La favoletta del Somaro</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 20:40:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cleonice Parisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[LE MICROFAVOLE]]></category>
		<category><![CDATA[asino somaro favola esopo]]></category>
		<category><![CDATA[la scelta dell avaro somarello fedro]]></category>

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		<description><![CDATA[Un contadino assai avaro si recò al mercato, avrebbe comprato un somarello per caricarlo del suo fardello...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-12694" title="asinello" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/03/asinello.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<h1 style="text-align: center;"><strong>La scelta dell’avaro</strong></h1>
<p>Un contadino assai avaro si recò al mercato, avrebbe comprato un somarello per caricarlo del suo fardello.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Prendi questo, guarda quanto è bello!</p>
<p>Disse un mercante al contadino.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Quanto costa?</p>
<p style="padding-left: 30px;">Dieci soldi!</p>
<p>Rispose il mercante mostrando i muscoli dell’animale.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Quel che è bello della buona maniera è figlio e fratello, non c’è la farebbe a sopportar il peso di un capello,  figuriamoci di un fardello!</p>
<p>Disse il contadino avaro, cercando di sminuire le doti dell’animale.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Piuttosto dammi quello!</p>
<p>Aggiunse indicando uno spelacchiato somarello.</p>
<p style="padding-left: 30px;">E’ brutto lo so e per lui mezzo soldo ti do.</p>
<p>Il mercante accettò e il somarello al contadino consegnò. E fu così che sul somarello venne caricato un grosso fardello, e il  poverello andò giù di schiena  prima della luna piena. L’indomani il contadino corse al mercato repentino, gridando minaccioso:</p>
<p style="padding-left: 30px;">Il somarello che mi vendesti a caro prezzo la schiena aveva a pezzi, dammi un altro somaro!</p>
<p style="padding-left: 30px;">Non avrai ne somaro e neppure danaro, la tua è stata la scelta dell’avaro. Ingoia questo boccone amaro e che questa esperienza ti faccia da faro, affinchè in altro fare tu ti sappia meglio regolare.</p>
<p style="padding-left: 30px;">
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>I Nuovi Santi &#8211; Haiti 2010 &#8211; La microfavola dei Messi d&#8217;Amore</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 05:50:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cleonice Parisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[LE MICROFAVOLE]]></category>

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		<description><![CDATA[Voi partiste in modo triste, ma il Creato è assai ammalato, ammaliato dalle cose e di vista perde spesso quelle invece assai preziose. Nel dolor che stringe il cuore, si nasconde un gran dottore, e voi siete i miei messi d’Amore.

 ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/01/solidarieta_0.jpg"></a><a href="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/01/solidarieta_mondo.jpg"><img class="size-full wp-image-11633 aligncenter" title="solidarieta_mondo" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/01/solidarieta_mondo.jpg" alt="" width="320" height="259" /></a></p>
<h1 style="text-align: center;">I Nuovi Santi – Haiti 2010</h1>
<p>Giunsero in tanti e furono chiamati i <strong>Nuovi Santi</strong>, venivano da lontano tenendosi tutti l’un con l’altro per mano, donne uomini e bambini eran tutti vicini:</p>
<p style="padding-left: 30px;">E’ un Esercito d’Amore?</p>
<p>Chiese un Angelo al Signore.</p>
<p>Il Signore questa volta, andò lui ad aprir la porta e li accolse uno per volta. L’allegria nel ciel è di casa e l’Amore è quella cosa che cancella dal ricordo ogni cosa dolorosa:</p>
<p style="padding-left: 30px;">Voi partiste in modo triste,  ma il Creato è assai ammalato, ammaliato dalle cose e di vista perde spesso quelle invece assai preziose. Nel dolor che stringe il Cuore si nasconde un gran dottore e voi ne siete i miei <strong>Messi d’Amore</strong>.</p>
<p style="padding-left: 30px;">
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>La Gallina Molesta &#8211; La microfavola che ti sveglia la Testa</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 19:35:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cleonice Parisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Favole Nere]]></category>
		<category><![CDATA[LE MICROFAVOLE]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho davvero fatto un ovetto perfetto, devo complimentarmi con me stessa sono proprio una campionessa!

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/01/gallina_21.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-11534" title="gallina_2" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/01/gallina_21.gif" alt="gallina_2" width="278" height="244" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">La Gallina Molesta</span></h1>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #993300;">Guarda un po’ che ovetto che ti sforno?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Disse la Gallina Molesta alla Gallina che le covava vicina. La Gallina vicina la guardò e il becco altrove voltò. Dopo neanche un minuto la Gallina Molesta di nuovo tentò di far esploder tempesta:</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #993300;">Ho davvero fatto un ovetto perfetto, devo complimentarmi con me stessa sono proprio una campionessa!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Disse rivolgendosi sempre alla Gallina vicina, che per la seconda volta  fece finta di non averla sentita, m</span><span style="color: #993300;">a alla Gallina Molesta i pensieri non si fermavano mai nella testa, e allora pur di mettere zizzania incominciò a cantare una fastidiosa nenia:</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #993300;">Come covo io, non cova nessuna, ho la giusta attenzione, ho la giusta posizione e da questo uovo ne uscirà un campione. Sono una razza superiore, se son qui è di sicuro un errore!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Il pollaio era in rivolta la Gallina aveva proprio sbagliato stavolta, e mentre stava per aver la peggio in un tiepido pomeriggio di maggio, il contadino del pollaio aprì la porta ed entrò dicendo:</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #993300;">Questa è buona per il brodo, e l’uovo me lo faccio sodo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">E quando la porta si richiuse non ci fu più motivo di rivolta, alla Gallina Molesta avevan tagliato la testa.</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #993300;">La Vita è un apertura di porta, un attimo prima sei viva e  un attimo dopo sei morta.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/01/gallina_2.gif"></a><a href="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/01/gallina%20gialla.jpg"></a></p>
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		<title>L’Uomo e il suo Peso &#8211; La Microfavola della Stima</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 04:21:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cleonice Parisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[LE MICROFAVOLE]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ grande la tua forza fratello, ma non dimenticare mai che tu porti un fardello, nel tuo negare è insito il tuo non saperti Stimare. Tu un peso hai saputo con te trascinare, riconosciti merito e non ti sminuire. Sia sempre giusto il tuo  saperti valutare, sappiti Stimare, solo così ti sarai saputo Amare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2008/04/uomopeso.jpg"><img class="size-full wp-image-11462 aligncenter" title="uomopeso" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2008/04/uomopeso.jpg" alt="uomopeso" width="231" height="247" /></a></p>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">L’Uomo e il suo Peso</span></h1>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Un Uomo portava sulle spalle un peso con grande amarezza e tristezza, e nel procedere lungo il suo cammino finì per accettarlo, credendo di non sentirlo. Un  altro Uomo lo vide camminare trascinando un così grosso peso e lo avvicinò  dicendo:</span></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Fratello ti ammiro, cammini su questo sentiero portando un così grande fardello!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">E l’Uomo che ormai del suo fardello non sentiva più il peso disse:</span></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Fardello? Io non porto alcun fardello caro fratello!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">L’altro Uomo lo guardò ammirato dicendo:</span></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="color: #000000;">E’ grande la tua forza fratello, ma non dimenticare mai che tu porti un fardello, nel tuo negare è insito il tuo non saperti Stimare. Tu un peso hai saputo con te trascinare, riconosciti merito e non ti sminuire. Sia sempre giusto il tuo  saperti valutare, sappiti Stimare, solo così ti sarai saputo Amare.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Stanza e la Lampadina &#8211; La Microfavola della troppa Coscienza</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 05:35:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cleonice Parisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[LE MICROFAVOLE]]></category>

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		<description><![CDATA[C’era una volta una Stanza che aveva di se troppa Coscienza e credeva che degli altri poteva fare senza...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><a href="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/01/lampadina.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-11419" title="lampadina" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/01/lampadina.jpg" alt="lampadina" width="479" height="395" /></a></h1>
<h1 style="text-align: center;">La Stanza e la Lampadina</h1>
<p style="text-align: justify;">Una Stanza era  illuminata da una sola Lampadina e di questo era  preoccupata,  perché da li a poco la lampadina si sarebbe fulminata.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Stanza sono quasi agli sgoccioli trovati un alternativa, altrimenti resterai al buio quando mi sarò spenta.</p>
<p style="text-align: justify;">La Stanza ne era cosciente ma sentiva comunque di non poter far niente, non riusciva a trovare una soluzione, e il tempo che rimaneva alla Lampadina lo visse come chi lentamente si avvelena.</p>
<p style="text-align: justify;">Venne il giorno in cui la Lampadina si fulminò e la Stanza al buio restò. Improvvisamente un attività di cui  non aveva Coscienza prese a manifestare la sua presenza all’interno della Stanza. Finestre e porte furono schiuse, e la stanza venne arieggiata, tinteggiata e finalmente illuminata, sembrava che la Vita fosse tornata. La Stanza  aveva commesso un errore,  si era caricata di una responsabilità che non spettava solo a lei  in realtà, perché quella stanza contava più di una presenza.</p>
<p style="text-align: justify;">C’era una volta una Stanza che aveva di se troppa Coscienza  e credeva che degli altri poteva fare senza, solo su se stessa aveva caricato il peso dell’Esistenza, ma un giorno grazie a una spiacevole circostanza, comprese che degli altri non si poteva far senza.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Equilibrio Mentale &#8211; La Microfavola del Pensiero</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 18:56:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cleonice Parisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[LE MICROFAVOLE]]></category>

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		<description><![CDATA[Sbagli Pensiero, la gioia è un fiore che nasce, cresce e muore, e il dolore altro non è, che l’eco del fiore che più non c’è. Dove raccoglierai il Dolore  e lì che ci ha vissuto un Fiore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><a href="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/01/Index-Pensiero.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-11414" title="Index - Pensiero" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/01/Index-Pensiero.jpg" alt="Index - Pensiero" width="310" height="335" /></a></h1>
<h1 style="text-align: center;">L&#8217;Equilibrio Mentale</h1>
<p style="text-align: justify;">Una lacrima di dolore cadde un giorno da un Cuore scivolando rapidamente nella Mente. La Mente è una bilancia assai precisa, quando troppo dolore pesa immediatamente avvisa. Il suo equilibrio era già precario, e il peso di quella lacrima la fece oscillar in modo davvero serio.</p>
<p style="text-align: justify;">Intervenne di corsa la Coscienza:</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Bilancia che accade lo squilibrio mentale è da evitare!</p>
<p style="text-align: justify;">E la Bilancia afflitta rispose:</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Ho due piatti  uno pesa la gioia e l’altro il dolore, il Pensiero dal Cuore attinge ahimè solo il Dolore!</p>
<p style="text-align: justify;">Fu così che la Coscienza convocò il Pensiero di urgenza:</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Sei colpevole d’aver raccolto solo il Dolore,  ti arreca noia trasportar la gioia?</p>
<p style="text-align: justify;">Disse adirata la Coscienza avendo della Vita  competenza.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Signora non sia mai detto, io sono il Pensiero e son corretto, da quel Cuore scaturisce solo quel che intristisce!</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Sbagli Pensiero, la gioia è un fiore che nasce, cresce e muore,  e il dolore altro non è, che l’eco del fiore che più non c’è. Dove raccoglierai il Dolore  e lì che ci ha vissuto un Fiore.</p>
<p style="text-align: justify;">E il Pensiero disse:</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Coscienza è vero, è un mistero non me lo spiego davvero? Eppur sono attento lo giuro!</p>
<p style="text-align: justify;">Pensiero, la Gioia è mitezza, tenerezza, carezza, leggera brezza, mentre il dolore è un ascia che spezza.  Lo Squilibrio Mentale è il risultato di una bilancia abituata a pesar solo il male, impara a raccoglier i fiori dei cuori e quando raccoglierai i dolori, l’equilibrio della mente non verrà minacciato nuovamente.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Una cosa la puoi fare &#8211; La Microfavola che saluta il Natale</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 13:15:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cleonice Parisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[LE MICROFAVOLE]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Natale è assai più bello se lo vivi col fratello, sai non basta un Alberello ad accedere nel cuore quell’eterno fuocherello che la Vita chiama Amore. Se davver vuoi conservare del Natale ciò che vale, una cosa la puoi fare non smettere mai di Amare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><a href="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/01/albero-natale-verde.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-11410" title="albero-natale-verde" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/01/albero-natale-verde.jpg" alt="albero-natale-verde" width="490" height="356" /></a></h1>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #008000;">Una cosa la puoi fare</span></h1>
<p><span style="color: #008000;">L’Alberello era di nuovo spoglio proprio lui che delle feste ne era l’orgoglio, e una penna che il Natale non voleva lasciar andare, su di un foglio lo volle fermare:</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #008000;"><em>Alberello quanto eri bello,</em></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #008000;"><em>di palline adorno,</em></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #008000;"><em>tutte le luci ti si accendevano intorno</em></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #008000;"><em>sembrava quasi che la notte si vestisse a giorno.</em></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #008000;"><em>Attenderò il tuo ritorno,</em></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #008000;"><em>riportami quel Sogno</em></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #008000;"><em>di cui ogni Cuore ha bisogno.</em></span></p>
<p><span style="color: #008000;">L’Alberello della penna lesse il fardello:</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #008000;">Il Natale è assai più bello se lo vivi col fratello, sai non basta un Alberello ad accedere nel cuore quell’eterno fuocherello che la Vita chiama Amore. Se davver vuoi conservare del Natale ciò che vale, una cosa la puoi fare non smettere mai di Amare.</span></p>
]]></content:encoded>
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