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Il tuo primo ruggito sarà come il tuo primo vagito

Il tuo primo ruggito sarà come il tuo primo vagito

“Nel naturale tragitto del nostro esistere riconoscere le vere nature di chi ci circonda porterà equilibrio alla nostra esistenza. Non tutti gli specchi umani riflettono la verità, molti specchi sono il diniego di ciò che sarebbero potuti essere.”

Un leone che non aveva mai ruggito con passo umile e silenzioso camminava tra gli altri leoni e nel sentirli ruggire non poteva fare a meno di chiedersi:

Sarò mai all’altezza di ruggire così?

E seppur appariva fiero e sorridente aveva solo quel pensiero in mente voleva diventare competente per saper ruggire saggiamente ma si sa il mondo non attende.
Il leone che non aveva mai ruggito fu aggredito e tradito e nel raccogliere il suo dolore prese a viaggiare a ritroso attraverso i tanti perché del suo esistere, sino ad approdare sulla spiaggia del suo primo vagito e lì con enorme meraviglia poté assistere al più grande spettacolo della vita il suo primo vagito. Una naturale pulsione che non aveva competenze ma che affondava le sue radici nel primordiale attaccamento alla vita, l’energia di quel vagito lo avvolse riportandolo alla realtà completamente cambiato.

Riprese a camminare nel mondo dei leoni stavolta libero dai preconcetti incominciando ad ascoltarli col cuore e si chiese mille volte:
Che razza di leoni fossero quelli che rinnegavano la verità senza alcuna dignità?

Quel giorno lì vide per quello che erano dei piccoli animali impauriti nascosti sotto pelli di leoni, c’erano gazzelle, topi, conigli e persino il capo branco colui che dettava legge era una pecora fuggita dal gregge. Se era falso il loro apparire vuoto era anche il loro ruggire.

Fu così che un leone che non aveva ancora ruggito comprese che ruggire era un moto primordiale che nasceva naturalmente e che non aveva bisogno di diventare competente.

Così come il primo vagito dal tuo cuore spontaneamente sarà uscito, allo stesso modo uscirà il primo ruggito quando di essere un leone avrai capito.

Costruisci (Favola per grandi)

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Costruisci
(Favola per “grandi”)

Breve favola a sfondo metaforico, tra sogno e realtà.

Un giorno un uomo si trovò le mani sporche di cemento ed incominciò con un lungo lamento.

Ho del cemento tra le mani, odio avere sempre le mani sporche!

Quel lamento giunse sino alle orecchie del vento che lo raggiunse in men di un momento.

Di cosa ti lamenti? Fai presto costruisci qualcosa o quel cemento ti si solidificherà tra le mani.

Così di “punto in bianco” non saprei cosa costruire?

Rispose l’uomo.

Non importa, qualsiasi cosa purché tu lo metta a “terra”.

L’uomo mise il cemento in terra cercando di dargli una forma gradevole.

Ed ora?

Chiese al vento.

Aspetta, semplicemente, aspetta e ricorda che ogni uomo se vorrà costruirsi un solido domani dovrà avere cemento tra le mani.
In molti c’è l’hanno ma invece di considerarlo un dono lo considerano un danno.

Costruisci, costruisci, inconsapevolmente, tra la stanchezza del corpo e della mente ma costruisci e il tuo domani avrà la forma di quello a cui ambisci.

Il nome dato e quello sussurrato (Favola per “grandi”)

Big-Eyes-Margaret-Keane

 

Il nome dato e quello sussurrato
(Favola per “grandi”)

Breve favola a sfondo metaforico, tra sogno e realtà.

Una bambina piangeva sul ciglio di una strada, una donna le si avvicinò e le chiese:

Cara qual’è il tuo nome?

Elisa.

Rispose la bambina e la donna aggiunse:

Non il nome di fuori, vorrei conoscere il tuo nome di dentro.

La bambina la guardò stranita dicendo:

Il mio nome di dentro?

Si il nome del tuo cuore, quando si nasce alla vita ci vengono dati due nomi, il nome di fuori e il nome di dentro.
Guarda il tuo cuore e leggimi il tuo nome.

La bambina si guardò il cuore e poi prese a leggere:

C’è scritto “Occhi per piangere”.

Che brutto nome che ti hanno dato? E’ questo il motivo per cui piangi tanto.

Davvero?

Piccola mia un nome ci viene consapevolemnte dato ed un altro ci viene inconsapevolmente sussurrato. Il nome sussurrato è quello del cuore. Chi ci mette al mondo c’è lo trasferisce vuole o non vuole.

Capisco.

Disse la bambina abbassando tristemente il capo.

Pertanto sono destinata ad una vita infelice.

Assolutamente no, chi può leggere il nome del proprio cuore può anche cambiarlo.

La bambina prese il suo cuore e laddove c’era scritto “occhi per piangere” cancellò la parola “piangere” e scrisse “ridere”.  Da quell’istante smise di guardare il mondo attraverso una tendina di lacrime e prese a guardarlo attraverso la luce di un sorriso.

Ogni persona ha due nomi, il nome di fuori e il nome di dentro, sono doni della nascita, sono un eredità dei nostri genitori ma se un genitore ha un cuore sofferente, il nome sussurrato non potrà mai essere differente.