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	<title>CLEONICE PARISI &#187; Favole per Bambini</title>
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	<description>Una favola lunga una vita</description>
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		<title>ParNaso e BreviMano &#8211; Favola</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 19:38:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cleonice Parisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[FAVOLA - TERAPIA]]></category>
		<category><![CDATA[Favole del Risveglio]]></category>
		<category><![CDATA[Favole per Bambini]]></category>

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		<description><![CDATA[Non tutti i mali vengono per nuocere, ed anche se nel passato ti hanno nuociuto, non è detto che nel futuro non ti siano di aiuto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><a href="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/07/parnaso.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-14091" title="parnaso" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/07/parnaso.jpg" alt="" width="180" height="280" /></a></h1>
<h1 style="text-align: center;">ParNaso e BreviMano</h1>
<p style="text-align: justify;">Un vaso prezioso, era conservato in una grotta di un ricchissimo emirato. Un antica profezia diceva che chiunque avesse annusato il fiorir sacro di quel vaso, sarebbe divenuto il nuovo sultano dell’emirato. Per questo motivo ogni sultano che di mano in mano si era tramandato l’emirato, quel vaso aveva tenuto gelosamente conservato. Ma l’ultimo Sultano soprannominato BreviMano , era da alcune notti che dormiva male, la sua risaputa avarizia lo faceva vivere sempre in attesa della catastrofica notizia, il vaso era ben protetto ma BreviMano, non si sentiva mai al sicuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Un giorno arrivò nell’emirato un uomo senza naso, si presentò al sultano e gli si offrì come guardiano. BreviMano lo osservò con mille occhi, e poi fu subito colto da un idea:</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><em>Un uomo senza naso non potrà mai sentir il profumo del fiorir sacro, sarebbe davvero il giusto guardiano per il mio vaso!</em></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Uomo come mai non hai il naso?</p>
<p style="text-align: justify;">L’uomo calò il capo e colto da profonda tristezza e disse:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Ero un bambino e per fame rubai un panino. Al mio paese si taglia l&#8217;organo che arreca l&#8217;offesa, e mi si doveva pertanto amputar la mano, ma poiché ero un bambino mi fu fatto scegliere il mio destino:</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Scegli bambino, perdere una mano, un occhio, un orecchio o il naso?</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Senza una mano non sarei andato lontano, dovevo pur lavorare per poter mangiare. Senza un occhio non mi sarei potuto orientare, senza l’udito non avrei imparato nell’ascoltare, e scelsi che mi venisse tagliato il naso, e da quel giorno per tutti fui Parnaso.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Bene , bene caro Parnaso, tu fai proprio al mio caso! Da oggi ti nomino guardiano del sacro vaso. E’ un incarico importante, direi vitale dovrai fare in modo che nessuno mai lo possa avvicinare.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Parnaso fu condotto dallo stesso BreviMano in una profonda grotta, dove era nascosto il vaso e lì fu lasciato a fare la guardia. BreviMano tornò al palazzo finalmente tranquillo, quella notte avrebbe finalmente dormito. Scese la notte e ParNaso vide una luce abbagliante uscire dal vaso, e dopo l’iniziale stupore nel vaso vide mascere un fiore. Si trattava di una rosa talmente bella da ricordagli del ciel una stella, e restò a fissarla l’intera notte sino alle prime luci quando caddè in un sonno profondo. BreviMano giunse a controllare il vaso,  trovò Parnaso in terra addormentato a cui era ricresciuto il naso,  e non c&#8217;era più traccia del vaso. Inutile dire che andò su tutte le furie:</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Parnaso che fine ha fatto il vaso, e come mai ti è ricresciuto il naso?</p>
<p style="text-align: justify;">Parnaso non si era accorto di niente, nel guardar estasiato alla rosa si doveva essere addormentato, ed ancora confuso allungò la mano per toccarsi il naso, e con stupore constatò che gli era davvero ricresciuto. La profezia si era avverata quell’uomo senza naso giunto per caso, aveva annusato il fiore sacro del vaso, ed era divenuto il legittimo e ricchissimo sultano dell’emirato. BreviMano lasciò l’emirato e ParNaso divenne il Re di quel paradiso.</p>
<p style="text-align: justify;">Non tutti i mali vengono per nuocere, ed anche se nel passato ti hanno nuociuto, non è detto che nel futuro non ti siano di aiuto. Se Parnaso avesse avuto il naso, non sarebbe mai arrivato al vaso.</p>
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		<title>Il Topolino del dentino &#8211; Favola</title>
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		<pubDate>Sun, 23 May 2010 16:06:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cleonice Parisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Favole del Risveglio]]></category>
		<category><![CDATA[Favole per Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[mamma favola topolino dentino soldino]]></category>
		<category><![CDATA[topolino dentino favola]]></category>

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		<description><![CDATA[Mamma il Topolino si è sbagliato si è preso il dentino, ed invece del soldino mi ha lasciato un formaggino!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/05/cletobambinoinquieto.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-13586" title="cletobambinoinquieto" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2010/05/cletobambinoinquieto.jpg" alt="" width="234" height="350" /></a></p>
<h1 style="text-align: center;"><strong>Il Topolino del dentino</strong></h1>
<p>Cleto era un bambino assai irrequieto, e tanto ma tanto distratto, quante volte la sua mamma gli aveva detto:</p>
<p style="padding-left: 30px;">Cleto, Cleto sii  più quieto!</p>
<p>Ma niente Cleto era sempre disobbediente, faceva ogni cosa troppo frettolosamente e non gli riusciva mai bene niente. Un giorno Cleto perse un dentino, e tutto sorridente corse dalla mamma repentino.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Mamma guarda ho perso un dentino!</p>
<p>Disse mostrandolo con orgoglio.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Stanotte il topolino mi porterà il soldino?</p>
<p style="padding-left: 30px;">Forse!</p>
<p>Rispose la mamma con occhietti furbetti.</p>
<p>Cleto mise il dentino sotto al cuscino, certo che l’indomani avrebbe trovato al suo posto il soldino, del resto era sempre andata così. La mattina alzò il cuscino e al posto del dentino trovò un formaggino, ancora incartato e tutto schiacciato.</p>
<p>Corse dalla mamma senza fiato:</p>
<p style="padding-left: 30px;">Mamma il Topolino si è sbagliato si è preso il dentino, ed invece del soldino mi ha lasciato un formaggino!</p>
<p>Cleto, Cleto te lo dovevi aspettare, i topolini sono proprio uguali ai bambini, e il tuo topolino è frettoloso come te.</p>
<p style="padding-left: 30px;">….  Poverino!</p>
<p>Aggiunse  la mamma dopo un pochino.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Perché poverino?</p>
<p>Chiese il bambino.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Sai stamattina è passata un ambulanza ed ha portato via un Topolino che aveva un soldino nella pancia. Vedi Cleto cosa accade nell’esser distratti?</p>
<p>Cleto guardò il formaggino che aveva tra le mani e poi disse:</p>
<p style="padding-left: 30px;">Povero Topolino speriamo digerisca presto il soldino.</p>
<p>Da quel giorno Cleto divenne meno inquieto,  lo fece per il suo Topolino non voleva mangiasse per errore qualche altro soldino.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La lucciola generosa  di Giovanni Ferraro</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 09:39:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cleonice Parisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Favole per Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANNI FERRARO]]></category>
		<category><![CDATA[LA FAVOLA VAGANTE]]></category>

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		<description><![CDATA[tu sei una semplice Lucciola,  con il compito di illuminare la montagna quando manca la Luna Mannaggia, ed hai svolto  il tuo compito senza pretendere niente e rischiando la tua vita, questo spettacolo è solo per te...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><a href="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2009/10/lucciola-ricchezzaVera.com.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-9741" title="lucciola - ricchezzaVera.com" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2009/10/lucciola-ricchezzaVera.com.gif" alt="lucciola - ricchezzaVera.com" width="186" height="175" /></a></h1>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;">La lucciola generosa<br />
</span></h1>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Questa storia, narra di un tesoro nascosto in cima alla montagna dei Cento Denari, ma, nessuno sapeva esattamente cosa fosse.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Il tesoro si trovava esattamente nella radura in cima a questa montagna, dove si ergeva una grande pietra, lunga e affusolata, che sembrava puntare il dito verso il cielo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">La storia narra che, per poter trovare il tesoro bisognava scalare la montagna di notte ed evitare le trappole tese dal <strong>Motemagno</strong>, un essere dalla forza spaventosa in grado di sputare fuoco dalla bocca, colate di lava dagli occhi e fumo dalle orecchie, che abitava nella radura in cima alla montagna.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><em> </em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Nella montagna la curiosità di sapere cosa fosse il tesoro e di trovarlo era fortissima e, tutti alla fine ci facevano un pensierino, i più accaniti erano: il <strong>Topo Campagnolo</strong> e <strong>lo scarabeo rinoceronte</strong>, <em> </em><strong>il Trio col Pungiglione,<em> </em>il Trio  Succhiasangue</strong><em> </em>ma, il vero problema era come riuscire a scalare la montagna di notte, al buio, avendo quel poco di luce per vederci e nello stesso tempo non farsi vedere dal Motemagno.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"> I più spavaldi era senza dubbio il <strong>Topo Campagnolo</strong> e <strong>lo Scarabeo Rinoceronte</strong>, due compari arroganti e presuntuosi sempre pronti a tutto.<em> </em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">So’ io chi mi può aiutare: disse il <strong>Topo Campagnolo</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Durante le mie scorribande notturne ho incontrato spesso una Lucciola, che fa quel tanto di luce che mi ci vuole e tra l’altro conosce benissimo questa montagna.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Stanotte la incontrerò sicuramente e  gli chiederò di aiutarmi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Le notti, nella montagna erano sempre uguali, apparentemente sempre uguali, tranne quando spuntava <strong>la Luna Mannaggia</strong> che la illuminava di un chiarore strano, in quelle notti poteva succedere davvero di tutto, il motemagno riusciva  a vedere esattamente chi si muoveva nella montagna.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Per fortuna questa notte, era la solita notte e il Topo Campagnolo, insieme al suo degno compare,  si misero alla ricerca della <strong>Lucciola</strong>, non fu certo difficile trovarla ed infatti, la piccola luce che emanava si vedeva benissimo al buio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Il Topo Campagnolo subito le disse: Salve Lucciola, tu che conosci benissimo questa montagna, ci faresti un po’ di luce per arrivare in cima alla montagna per cercare il tesoro  evitando il Motemagno, se troveremo il tesoro ti daremo una bella ricompensa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">La  Lucciola,  era un tipo generoso e gli rispose così: Io sono una semplice lucciola, nata per fare un po’ di luce di notte in questa montagna, quando manca la luna Mannaggia, ti aiuterò senz’altro, questo è il mio compito e non ho bisogno di ricompense.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.lafavolavagante.com/">http://www.lafavolavagante.com</a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">E così incominciarono a salire verso la radura in cima alla montagna.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">La  Lucciola illuminava la strada, mentre i due compari la seguiva da dietro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Tutto sembrava andare per il meglio ma, arrivati vicino alla radura il Motemagno era in agguato e subito vedendo il topo, lo scarabeo  e la Lucciola avvicinarsi incominciò a scagliare una vera e propria pioggia di sassi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">La  Lucciola che stava sempre vigile sentito i rumori dei primi sassi, disse ai due compari : presto riparatevi sotto terra come fate di solito, io rimango dietro questo grande albero.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Dopo avere sfogato tutta la sua forza tirando i sassi il Motemagno stanco morto cadde a terra sfinito e….. adesso ci voleva una notte intera per riprendersi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"> In quel momento la Lucciola disse al Topo e allo scarabeo: Presto, presto è il momento di continuare, il Motemagno non si riprenderà prima di domani.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Ed, infatti, continuarono a salire indisturbati e, presto si trovarono nella radura in cima alla montagna dove in mezzo c’era questa bellissima pietra affusolata lunghissima e sottile.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Sarò io a trovare il tesoro, disse il Topo, sarò il più ricco del mondo; no sarò io a trovarlo disse lo scarabeo rinoceronte, diventerò il re di questa montagna.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"> E cerca e cerca, e scava e scava, e scava e scava, e cerca e cerca, ma del tesoro non c’era nessuna traccia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Dopo una notte intera di scavare e cercare, il Topo e lo scarabeo, stanchi e avviliti dissero: non esiste nessun tesoro in questa montagna e, presi dalla rabbia lasciarono lì la Lucciola e scapparono via, ma nel frattempo il Motemagno si era ripreso è…… allungata la sua lingua di fuoco li fece arrosto entrambi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"> Saputo dell’insuccesso del Topo e dello scarabeo rinoceronte, <strong>il trio formato dall’Ape, dalla Vespa e dal Calabrone</strong> vollero provar a cercare il tesoro, in tre pensavano, sarà  molto facile trovarlo.<em> </em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Incontrata <strong>la Lucciola</strong> le dissero: buona sera, Lucciola Generosa, tu che conosci bene questa montagna, ci faresti un po’ di luce per arrivare in cima alla montagna ed evitare il Motemagno, sarai adeguatamente ricompensata.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">La  Lucciola rispose: oggi è il mio giorno di riposo e mi serve per ricaricarmi e tra l’altro questa notte la montagna sarà illuminata dalla luna mannaggia ed è molto pericoloso salire.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Ma il Trio col Pungiglione insistette molto, si  sentivano molto forti e tra l’altro erano anche armati. <em> </em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">La  Lucciola pur sapendo che si poteva esaurire dalla stanchezza e perdere completamente la sua luce disse: Io sono una semplice lucciola, il mio compito e di illuminare la montagna quando manca la  Luna Mannaggia ma, non appena la luna spunterà dovete continuare da soli.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"> </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.lafavolavagante.com/">http://www.lafavolavagante.com</a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Il Trio col Pungiglione accettarono con entusiasmo, si sentivano forti  e pensavano, in tre troveremo sicuramente il tesoro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">La  Lucciola incominciò a salire ed illuminare la strada ma, la sua luce non era sempre accesa ogni tanto si spegneva, la stanchezza era in agguato, questo doveva essere il suo giorno di riposo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">I tre compari volavano intorno alla Lucciola e incrociando il loro pungiglione dicevano:tutti per uno, uno per tutti, sembravano i Tre Moschettieri.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"> Erano a buon punto ma, ecco che la luna Mannaggia incominciò a fare capolino dalla montagna.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">La  Lucciola allora disse: non posso proprio andare avanti, sta arrivando la luna Mannaggia dovete sbrigarvela da soli.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">L’Ape, la Vespa e il Calabrone incrociarono di nuovo il loro pungiglione e…tutti per uno, uno per tutti all’attacco.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"> Ma il Motemagno con l’aiuto della luce della luna Mannaggia, aveva visto benissimo i tre individui e…con una precisione chirurgica  bruciò per primo le ali per non farli volare, dopo bruciò il pungiglione per non farsi attaccare, ed infine li fece cadere in una fumante colata di lava.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Avevano fatto davvero una brutta fine!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Ormai nella montagna tutti sapevano della fine che avevano fatto il Topo Campagnolo, e il Trio col Pungiglione e c’era poca voglia di cercare il tesoro, ma <strong>la Pulce</strong><strong>, la Zanzara  Tigre e la Zecca</strong> vollero provare anche loro a cercare il tesoro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Il coraggio e la cattiveria di tutte e tre era insuperabile, non per niente erano chiamati il trio dei succhiasangue, quando succhiano il sangue si attaccano e non mollano la presa a costo di morire.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">La notte successiva si misero alla ricerca della <strong>lucciola</strong> e non appena la incontrarono le dissero: salve Lucciola, tu che conosci bene questa montagna, ci faresti un po’ di luce per arrivare sino alla radura ed evitare il Motemagno.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">La  Lucciola stava recuperando le sue forze , aveva saltato il suo giorno di riposo e si sentiva molto stanca, sicuramente non sarebbe riuscita a scalare ancora una volta la montagna ma, il suo compito era quello di illuminare la montagna e non era capace di dire di no.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"> Vi aiuterò, disse la lucciola, ma sono molto stanca e ogni tanto dobbiamo riposarci per prendere un po’ di forze.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Iniziarono lentamente a scalare la montagna, e più salivano e più la lucciola perdeva le sue forze a la sua luce. <em> </em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Sentiva che si stava esaurendo dalla stanchezza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Intanto il Trio dei Succhiasangue si fregavano le zampe: saremo noi a trovare il tesoro, dicevano tra di loro.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.lafavolavagante.com/">http://www.lafavolavagante.com</a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">La  Lucciola  con fatica continuava  a salire , la sua generosità non la faceva fermare, ma il motemagno era ancora in agguato e sentendosi ancora una volta disturbato attaccò senza pietà il Trio dei Succhiasangue.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">La  Lucciola non ebbe la forza di avvisare i compagni di salita, ormai le sue forze erano al lumicino.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">La rabbia del Motemagno era al massimo e scatenò tutta la sua forza: lava, fuoco, fumo ma, il Trio dei Succhiasangue si era accorto in tempo del nemico e cercarono di fuggire.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Presto scappiamo, disse la Zecca.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Il Trio scappava, il Motemagno inseguiva e lanciava fumo, lava e fuoco, bruciando tutto ciò che incontrava.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Non fu certo facile per il Motemagno.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Fu una lotta terrificante, sembrava di stare all’inferno.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"> Dopo una lunga ed estenuante fuga il Trio andò ad infrangersi in un bosco di ficodindia  carnivori, mentre il motemagno continuava a bruciare tutto ciò che incontrava, fino a perdere completamente le sue forze e non potersi più rialzare, tanto da morire bruciato dallo stesso fuoco che aveva appiccato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"> La  Lucciola che conosceva benissimo la montagna aveva trovato riparo in una piccolissima grotta, si sentiva molto, molto stanca e pensò: mi manca poco per arrivare  alla radura, lassù mi potrò riposare e riprendere un po’ di forza. Continuò a salire, ma era allo stremo delle forze.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Arrivata in cima alla montagna andò a sdraiarsi proprio sotto la pietra lunga e affusolata che sembrava volesse indicare qualcosa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Le forze la stavano abbandonando, la sua generosità l’aveva portata a dare tutta se stessa; stava per morire.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">In quel momento, mentre era sotto la pietra si accorse che in effetti la pietra aveva la forma di un dito che indicava il cielo, e con le poche forze rimaste osservò con attenzione e quello che vide la lasciò a bocca aperta, sembrava che fosse stato preparato uno spettacolo unico tutto per lei.<br />
</span>
</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Il cielo era puntellato di una infinità di stelle luccicanti, Sirio sembrava fargli l’occhiolino, i pianeti avevano improvvisato un balletto di colori, la galassia di andromeda insieme alle altre avevano fatto un bellissimo fuoco di artificio, una pioggia di stelle cadenti sembravano volerla rinfrescare , e anche se non poteva vederlo, un spettacolare campo di gelsomino di notte diffondeva un profumo inebriante.<em> </em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"> Adesso, la Lucciola Generosa  aveva capito benissimo cos’era  il tesoro della montagna,  non era certo un tesoro di oro o pietre preziose, ma era il miracolo della bellezza della natura e quella notte era al massimo del suo splendore.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.lafavolavagante.com/">http://www.lafavolavagante.com</a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Mentre osservava con incredulità, non gli sembrava di meritare tutto questo, una voce venne fuori dalla roccia: tu sei una semplice Lucciola,  con il compito di illuminare la montagna quando manca la Luna Mannaggia, ed hai svolto  il tuo compito senza pretendere niente e rischiando la tua vita, questo spettacolo è solo per te, solo donando si riceve.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Gli mancava  il respiro, non riusciva a capire se era per via della grande emozione o per l’intenso profumo di gelsomino  o per la grande stanchezza e, quando pensava che fosse arrivato il suo ultimo momento  di vita, ecco che il cielo incominciò a colorarsi di un arancione chiaro, il sole stava spuntando e il suo primo raggio colpì proprio lei ed incominciò a ricaricarla di energia, di luce e di vita.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">La sua generosità  e il suo attaccamento al dovere erano stati premiati.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;"><strong><em>Presto si senti più forte e più felice di prima.</em></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><em> </em></span></p>
<p style="text-align: right;"><em><strong><span style="color: #0000ff;">Giovanni Ferraro </span></strong><br />
</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Prutusino ogni Minest&#8217; &#8211; La favola del più e del meno</title>
		<link>http://www.cleopa.it/2009/07/22/prutusino-ogni-minest-la-favola-del-piu-e-del-meno/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 15:33:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cleonice Parisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Favole per Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[che si deve fare per campare]]></category>
		<category><![CDATA[conosco i miei polli]]></category>
		<category><![CDATA[finestra]]></category>
		<category><![CDATA[mamma di manna]]></category>
		<category><![CDATA[minestra]]></category>
		<category><![CDATA[o ti mangi stà minestra o ti butti dalla finestra]]></category>
		<category><![CDATA[prutusino]]></category>
		<category><![CDATA[prutusino ogni minest]]></category>

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		<description><![CDATA[O ti mangi questa minestra, o ti butti dalla finestra!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-8230" title="minestra" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2009/07/minestra.jpg" alt="minestra" width="432" height="346" /></h1>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #008000;">Prutusino ogni Minest&#8217;</span></h1>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;"><strong>Prutusino</strong> era semplicemente un bambino piccino con un bel caratterino, aveva sempre  qualcosa da dire e da ridire.<br />
</span>
</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">La mamma era spesso costretta ad allontanarlo quando parlava con le amiche, perché <strong>Prutusino</strong> interveniva in ogni cosa, e quasi sempre a sproposito, e le sue amiche lo canzonavano  spesso dicendo:</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #008000;"><strong>Prutusino</strong> ma perché non fai un poco il bambino, vai a giocare in giardino?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">La mamma di <strong> </strong></span><span style="color: #008000;"><strong>Prutusin</strong></span><span style="color: #008000;"><strong>o</strong> sapeva che il suo bambino era  spesso saccente, supponente, intraprendente ma soprattutto era in ogni frangente onnipresente, ma come farglielo capire senza farlo soffire?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">Quel giorno <strong>Prutusino</strong> entrò in cucina e vide che la mamma aveva fatto dei cambiamenti, la tavola era stata messa vicino alla finestra.</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #008000;">Mamma perché hai messo la tavola vicino alla finestra?</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #008000;"><strong>Prutusino</strong> è primavera possiamo godere del sole mentre mangiamo! Non vedi quanto è bello così?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">In effetti era tutto molto più bello, sembrava quasi una giornata di festa.</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #008000;">Che si mangia mamma?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">Chiese curioso il bambino.</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #008000;">Minestra!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">A quella parola <strong>Prutusino</strong>, prese a gridare:</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #008000;">Non la voglio lo sai che non mi piace. Non mi piace, non la mangio!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">La mamma sapeva benissimo che la minestra non gli piaceva, e quel giorno che sembrava essere nato per far festa, divenne subito nero come un cielo in tempesta.</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #008000;">Prutusino mangia la minestra, mi stai facendo venire mal di testa! Lo sai come diceva sempre il mio papà: </span></p>
<h3 style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #ff6600;">O ti mangi questa minestra, o ti butti dalla finestra!</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">Ma <strong>Prutusino</strong> era cocciuto come un babbuino, guardò la finestra, con le braccia conserte e le labbra strette e nei suoi occhietti esplosero due saette.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">Fu giusto lo spazio di un secondo nel quale la mamma gli diede le spalle, che <strong>Prutusino</strong> prese il piattino col minestra e lo svuotò fuori dalla finestra.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">La mamma nel voltarsi non vide più la minestra nel piatto, capì e un brevissimo sorrisetto le accese lo sguardo, ma Prutusino non lo notò, era troppo preso dal nascendere la sua marachella, passarono pochi istanti e una voce dalla strada prese a dire adirata:</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #008000;">Maleducati, malnati, ingrati, se vi piglio… se vi acchiappo …e poi dicono che uno diventa guappo!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;"><strong>Prutusino</strong> e la sua mamma si affacciarono alla finestra facendo uscire solo un pochino la testa…quell’uomo stava scatenando una tempesta, e purtroppo su quel lato del palazzo c’era solo la loro finestra.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;"><strong>Prutusino</strong> che era solitamente un peperino, diventò alla luce dei fatti un microscopico pulcino, e alla mamma si fece vicino, vicino.</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #008000;">Non preoccuparti <strong>Prutusino</strong>, andiamo ad aiutare quel poverino!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">Presero un grande asciugamano e scesero di corsa a portar aiuto al malcapitato signore, che si era sorbito una minestra in testa, proprio in quel giorno che doveva esser di festa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">La mamma chiese scusa al signore, dell’incidente dovuto a quel suo bambino troppo inpertinente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">L’uomo sorrise alla mamma e guardò con sguardo truce Prutusino, dicendo:</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #008000;">Bambino mi viene all’orecchio che sei molto monellino, me lo ha detto un uccellino. Facciamo un patto io dimenticherò questo increscioso fatto, ma in cambio voglio che tu faccia<strong> <span style="color: #3366ff;">MENO</span></strong> di alcune cose e  <strong><span style="color: #ff6600;">PIU&#8217;</span></strong> di altre?</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #008000;">Mangerai senza far capricci, e nei discorsi dei grandi più non ti impicci!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">Disse con un gran vocione il signore.</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #008000;"><strong>Prutusino</strong> mise un triste musino, e acconsentì al patto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">Da quel giorno <strong>Prutusino</strong> cambiò veramente, divenne <strong><span style="color: #3366ff;">MENO </span></strong>intraprendente, saccente e supponente, ma soprattutto <span style="color: #3366ff;"><strong>MENO</strong></span> onnipresente quando a casa c’era gente, ma si sa la bilancia se da una parte pende dall’altra alta protende, infatti il bambino divenne <strong><span style="color: #ff6600;">PIU&#8217;</span></strong> obbediente, compiacente, e sorridente…e quello stesso giorno, perse persino il suo primo dente, segno evidente della sua maturità crescente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">Ogni mamma per il suo bambino è manna, anche se qualche volta lo inganna. La mamma salutò il malcapitato signore con un occhiolino…altro non era che il suo vicino, tra i due c&#8217;era un piccolo accordino.<br />
</span>
</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">Della serie<strong> “conosco i miei polli”</strong>, e “<strong>che si deve fare per campare”</strong>…altri due proverbi che dovrò trattare…</span></p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #008000;">LEGGI LA FAVOLA: <a href="http://www.cleopa.it/2009/07/22/la-mamma-di-manna-la-favola-della-mamma/"><span style="color: #ff0000;">LA MAMMA DI MANNA</span></a><br />
</span></h2>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La storia della cipolla del casale di Giovanni Ferraro</title>
		<link>http://www.cleopa.it/2009/07/22/la-storia-della-cipolla-del-casale-di-giovanni-ferraro/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 04:34:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cleonice Parisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Favole per Bambini]]></category>

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		<description><![CDATA[Arrivati in cantina chiamarono la cipolla e dissero “per favore signora cipolla, perdonaci per non avere fatto amicizia con te , vieni a fare l’insalata con noi forse sei tu che ci manchi!”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">Ed ora una favola del maestro <a href="http://www.lafavolavagante.it"> Giovanni Ferraro</a></h2>
<p style="text-align: center;">Direttore d&#8217;0rchestra, compositore, narratore</p>
<h2 style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-8217" title="obesita 2" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2009/07/obesita-2.jpg" alt="obesita 2" width="288" height="272" /><span style="color: #3366ff;"><br />
</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #3366ff;">La storia della cipolla del casale</span></h2>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">Nella montagna del casale abitava una cipolla.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">Durante l’inverno, amava dormire sonni beati e tranquilli ma arrivata la primavera si svegliava e andava alla ricerca di qualcuno con cui fare amicizia. E così incominciava a girare per la montagna del casale fischiettando e salutando.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">Ed ecco che incontra un bel pomodoro rosso, con tutti i suoi pomodorini.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">“Buon giorno signor pomodoro” disse la cipolla “facciamo amicizia visto che abitiamo nella stessa montagna ?”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">Il pomodoro rosso  vedendo la cipolla bianca rispose: “io non faccio amicizia con chi non ha colore”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">La cipolla si rattristò un pochino ma dopo riprese a girare in cerca di qualcun’altro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">Vide una patata e pensò “questa mi sembra più seria”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">“Buon giorno signora patata, sono la sua vicina di montagna facciamo amicizia?”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">La patata vedendo la cipolla si mise a piangere e subito le rispose: “vai via da questa montagna, io non faccio amicizia con chi fa piangere”. La cipolla sempre più triste cercò ancora</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">Vide una fagiolino e fra sè e sè disse: “che linea , che signorilità! che bel colore pieno di speranza sicuramente faremo amicizia”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">“Buon giorno signor fagiolino sono la sua vicina di montagna le va di fare amicizia?”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">Il fagiolino vedendo la cipolla cosi grassa, con grande superbia disse: “come ti permetti di avvicinarti alla mia nobiltà io non faccio amicizia con chi è grassa”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">La cipolla sempre più triste cercò un’ultima volta.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">Ecco che incontra  il mais, con quella luce  che sprigionava dai suoi chicchi dorati e disse: “non ci sono dubbi ho trovato chi farà amicizia con me”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">“Buon giorno signor mais” il mais la interruppe bruscamente e scappò via dicendo: “vai via brutta cipolla non c’è posto in questa montagna per chi è grassa, non ha colore e fa pure piangere”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">La cipolla  triste e sconsolata non volle più girare in cerca di qualcuno e mestamente si ritirò in cantina.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff9900;"><em>☺</em><em>Non mi vuole più nessuno</em><em> </em></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff9900;"><em>Triste sono</em></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff9900;"><em>Mi ritiro in cantina.</em></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff9900;"><em>Solo il grillo mi consola</em></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff9900;"><em>Triste sono</em></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff9900;"><em>Non mi resta che dormire.</em></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff9900;"><em>Dormirò sognando l’uccelin</em></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff9900;"><em>Dormirò sognando cri cri cri.</em></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff9900;"><em>Non mi vuole più nessuno</em></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff9900;"><em>Sono sola</em></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff9900;"><em>Non mi vuole più nessuno.</em></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff9900;"><em> </em></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff9900;">Non mi vuole più nessuno.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">Arrivato il momento del pranzo, la patata, il pomodoro, il mais e il fagiolino si sedettero a tavola e dove  stava una bellissima insalatiera che disse: “facciamo  l’insalata del casale che  piace tanto a Giovannino”.</span></p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #3366ff;"><img title="images" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2009/07/images.jpg" alt="images" width="105" height="124" /></span></h2>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">L’idea piacque a tutti e subito si buttarono dentro l’insalatiera.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">Si divertirono molto nel fare l’insalata e aveva davvero un bellissimo aspetto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">“Adesso”: dissero tutti in coro “andiamo da Giovannino a fargliela assaggiare”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">Bussarono alla porta  di Giovannino e gli dissero: “abbiamo preparato questa insalata per te, sappiamo che ti piace tanto”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">Giovannino assaggiò l’insalata ma…non gli piaceva per niente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">“Non è possibile che non ti piaccia”, dissero in coro, tutti erano increduli e non sapevano che fare. La patata dall’alto della sua sapienza disse: “forse manca qualcosa!”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">“Sicuramente manca qualcosa” ribattè il mais, “andiamo in giro per il casale a cercare!”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">Per primo andò il pomodoro seguito dai suoi pomodorini.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">Il pomodoro incontrò il fiore della zucchina e  disse: “vieni con noi nell’insalata sei tu che ci manchi!”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">IL fiore della zucchina rispose: “non mi piace l’insalata preferisco la frittata!”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">Anche la patata si mise alla ricerca</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">La patata incontrò una melanzana e gli disse: “sei sicuramente tu che ci manchi nell’insalata! Vieni con  noi”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">La melanzana rispose: “non mi piace l’insalata preferisco la caponata!”.</span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">Persino  il fagiolino si mise alla ricerca.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">Il fagiolino incontrò un peperone verde  e disse: “vieni con noi a fare l’insalata del casale”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">Il peperone rispose “non mi piace l’insalata preferisco la peperonata!”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">Tutti erano disperati ma il mais si ricordò della cipolla e disse: “proviamo con la cipolla forse è lei che ci manca!”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">Di malavoglia andarono dalla cipolla, nessuno  era disposto a scommette un  solo centesimo che fosse proprio lei che mancava nell’insalata.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">Arrivati in cantina chiamarono la cipolla e dissero “per favore signora cipolla, perdonaci per non avere fatto amicizia con te , vieni a fare l’insalata con noi forse sei tu che ci manchi!”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">La cipolla dapprima non voleva, ma dopo pensando di fare felice Giovannino si fece convincere e andò a fare l’insalata.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">Giovannino assaggiò nuovamente l’insalata con la cipolla e gli piacque moltissimo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">Era proprio la cipolla che mancava nell’insalata del casale.</span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #ff9900;">Finalmente in compagnia</span></em></p>
<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #ff9900;">Ho trovato</span></em></p>
<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #ff9900;">L’allegria ho trovato.</span></em></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #ff9900;">Tanti amici per giocare</span></em></p>
<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #ff9900;">Per parlare,</span></em></p>
<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #ff9900;">Per giocare, per parlare.</span></em></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #ff9900;">Giocherò pure col fagiolin</span></em></p>
<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #ff9900;">E con la Patata parlerò</span></em></p>
<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #ff9900;">L’amicizia ho trovato nel casale.</span></em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">Giovanni Ferraro (Palermo giugno 2004)</span></p>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><img class="alignnone size-full wp-image-8182" title="hr-yiyi-zhou-3" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2009/07/hr-yiyi-zhou-3.gif" alt="hr-yiyi-zhou-3" width="347" height="82" /></span></h1>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;">Progetto Contro L&#8217;Obesità Infantile</span></h1>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">Il problema dell’obesità infantile è tra le priorità del Ministero della salute che nel Piano sanitario nazionale” si propone di sensibilizzare la popolazione affinché ciascuno adotti un corretto modello alimentare in modo tale da ridurre i fattori di rischio ed aumentare la capacità di controllare, mantenere e migliorare il proprio stato di salute. Secondo le attuali conoscenze scientifiche, l’obesità, un’alimentazione non corretta ed errori dietetici sono un importante fattore di rischio per la salute dell’individuo e sono in stretta correlazione con numerose patologie: alcuni tipi di tumori, il diabete  mellito di tipo 2, le malattie cardiovascolari ischemiche, l’artrosi, l’osteoporosi, la litiasi biliare, lo sviluppo di carie dentarie e le patologie da mancanza di ferro e  mancanza di iodio. Inoltre, la prevenzione dell’obesità è indispensabile anche per  gli elevati costi economici e sociali che gravano sul Servizio sanitario nazionale: l’eccesso di peso e le malattie conseguenti costano 22,8 miliardi d’euro ogni anno,di cui ben 14,6 (il 64%) in ricoveri ospedalieri.  Il Ministero della salute a avviato una serie di campagne di sensibilizzazione, indirizzate all’intera popolazione,  focalizzando l’attenzione soprattutto sui bambini. I bambini sotto i 12 anni,  influenzati negativamente dalla pubblicità e dominati  dalle suggestioni del gruppo dei coetanei, tendono a seguire un’alimentazione disordinata, privilegiando ciò che propina la pubblicità (merendine, bibite con  grande contenuto di zuccheri, fast food etc.); Nella loro alimentazione scarseggiano: frutta, verdure e ortaggi. L’obiettivo principale è quello di sensibilizzare i bambini d’età inferiore ai 12 anni all’importanza di avere nella propria alimentazione gli ortaggi e le verdure. Le campagne di sensibilizzazione  per una corretta alimentazione, molto spesso rivolte ai genitori e non personalmente ai bambini, hanno poco o nulla effetto su questi ultimi. La difficoltà maggiore è quella di trovare un linguaggio adatto ai bambini di quest’età. Bisogna parlare ai bambini con il linguaggio che capiscono benissimo e di cui la pubblicità fa ampiamente uso. La composizione proposta <a href="http://www.lafavolavagante.it/Download%20partiture.htm"><strong>“La storia della cipolla del casale”</strong>,</a> composizione che, usando un linguagg</span><span style="color: #ff0000;">io basato sulla fiaba ed il racconto musicale, perfettamente comprensibile dai bambini di quest’età.</span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Nonna Mariù e l’incantesimo del Tutù &#8211; La favola del Cuore</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 18:08:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cleonice Parisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Favole per Bambini]]></category>

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		<description><![CDATA[Ti voglio bene nonna, sento dentro di me, tante piccole parti di te che danzano, non so come spiegartelo. Sarà questo Tutù?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img class="alignnone size-full wp-image-7935" title="tutu-danza2" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2009/07/tutu-danza2.jpg" alt="tutu-danza2" width="250" height="246" /></p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #ff00ff;"><strong>Nonna Mariù e l’incantesimo del Tutù</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff00ff;">Era inutile discutere con nonna Mariù ne sapeva sempre una di più, si parlava del mare, e lei con le parole riusciva quasi a fartelo toccare, si parlava delle Piramidi in Egitto e in quattro e quattrotto ti ritrovavi a camminarci dentro diritto, diritto, nonna Mariù ne sapeva sempre una di più.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff00ff;">Solo una cosa poteva far smettere di parlare nonna Mariù, menzionare la parola Tutù, si poteva parlare per ore e ore, e lei senza stancarsi mai, ti descriveva con dovizia di particolari posti che neanche aveva mai visto, ma che sembrava conoscere alla perfezione, ma alla parola Tutù nonna Mariù sembrava non esserci più, si ammutoliva assentandosi in un mondo tutto suo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff00ff;">Alessia era la sua nipotina preferita, ma era anche un tantino monella, di tanto in tanto si divertiva a ripetere la parola Tutù, anche se la mamma glielo aveva vietato:</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #ff00ff;">Alessia, non ti permettere più, di dire dinnanzi alla nonna la parola Tutù!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff00ff;">Ma per Alessia, i divieti non erano porte chiuse, ma porte da aprire a tutti i costi, e quando la mamma non c’era, ogni tanto in qualche discorsetto con nonna Mariù, la parola Tutù veniva sempre fuori.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff00ff;">Il segreto di nonna Mariù doveva essere nascosto in soffitta, pensò un giorno Alessia e fu così che approfittando dell’assenza della nonna, che si era di nuovo persa nell’incantesimo della parola Tutù, salì su in soffitta. Aprì la piccola finestra che si trovava sul lato sinistro del tetto, e una fievole luce prese a filtrare nel disegnare il movimento lento, di una miriade di particelle di polvere.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff00ff;">Con sguardo attento e acceso dalla sua fortissima curiosità, Alessia prese a perlustrare la soffitta, chiedendosi da dove cominciare la sua ricerca. La soffitta era piena di cianfrusaglie, un grande specchio copriva un intera parete,  pacchi, pacchetti, scatoloni, una scala vecchia con i pioli sconnessi, un orsacchiotto enorme poggiato sul lato destro della soffitta, sembrava quasi sorriderle, nell’incitarla a non perdere quella volontà che l’aveva porta sin là.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff00ff;">Alessia si rimboccò le maniche e prese a cercare tra le cose, ma niente, solo tanta polvere e vecchissimi oggetti rotti, ma nel mentre cercava, la sua attenzione fu attratta da una vecchia cassapanca coperta a malapena da un lenzuolo ingiallito. Colta da una profonda emozione, lasciò cadere quello che aveva tra le mani, e corse verso la cassapanca come rispondendo ad un richiamo. Tirò via il lenzuolo, liberandola da quello scomodo straccio e poi si voltò indietro, come per controllare che non ci fosse nessuno che potesse rubarle parte di quel momento magico. Alessia era sola in quella soffitta, o forse non proprio sola, in quella soffitta c’era Alessia e la cassapanca.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff00ff;">La luce che filtrava dalla piccola finestra era fievole, ma gli occhi della bambina si erano ormai abituati alla penombra, aprì con mano tremolante la cassapanca, uno scricchiolio del legno la fece sussultare, si guardò di nuovo intorno circospetta,  e solo quando fu convinta d’essere davvero sola, prese a carezzare con lo sguardo il contenuto della cassapanca.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff00ff;">Erano tutti abiti dismessi della nonna, abiti anni venti, c’erano persino dei cappellini con le piume, Alessia era felicissima per la scoperta, quei vestiti lavati e aggiustati, sarebbero stati perfetti per il carnevale, e mentre rovistava nel cercare quello che le sarebbe stato meglio, affondando le sue manine curiose tra le morbide stoffe, toccò del tulle rigido. La bambina allontanò istintivamente la mano, e dopo qualche istante tornò ad affondarla con maggiore convinzione, tirandone fuori un meraviglioso Tutù rosa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff00ff;">Fu in quel preciso momento che Alessia ricordò, il perché si trovava lì, era venuta a cercare una spiegazione alle assenze della nonna, quando si nominava la parola Tutù. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff00ff;">Quel Tutù si era conservato in maniera perfetta, emanava persino un profumo, sembrava di fior di pesco. Alessia non resistette alla tentazione di indossarlo e corse allo specchio che aveva visto entrando.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff00ff;">Lo specchio le raccontò di una fata velata, di una rosa in boccio, lo specchio le raccontò di Alessia che indossava il Tutù di nonna Mariù. Le venne voglia di danzare, e prese a girare a suon di musica, una musica che poteva ascoltare solo lei, e danzò, danzò, danzò così come non aveva mai fatto, e quando si sentì sazia e felice si sedette in terra e capì…</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff00ff;">Scese di corsa dalla soffitta con ancora in dosso il Tutù, si avvicinò a nonna Mariù che era ancora avvolta dall’incantesimo, le carezzò la morbida guancia depositandoci poi un dolce bacio, e dinnanzi ai suoi occhi che sembravano guardare lontano prese a danzare col suo Tutù.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff00ff;">Nonna Mariù si svegliò come per incanto dicendo:</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #ff00ff;">Allora la senti anche tu questa musica? Pensavo fosse solo nella mia mente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff00ff;">La piccola Alessia corse ad abbracciare la nonna dicendo:</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #ff00ff;">Si  &#8220;ninni&#8221; la sento, vieni danziamo insieme.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff00ff;">Alessia non aveva mai voluto chiamarla nonna, perchè Mariù era una donna speciale, era una nonna &#8220;cool&#8221;,  ed aveva coniato per lei la parola &#8220;ninni&#8221;.<br />
</span>
</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff00ff;">Mariù e Alessia, presero a danzare con la musica nel cuore, una musica che nessuno avrebbe mai potuto ascoltare, la loro musica.</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #ff00ff;">Ti voglio bene &#8220;ninni&#8221;, sento dentro di me, tante piccole parti di te che danzano, non so come spiegartelo. Sarà questo Tutù?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff00ff;">Disse Alessia portandosi immediatamente la mano alla bocca, sapendo d’aver pronunciato una parola che non si doveva ripetere, ma stavolta nonna Mariù non si assentò più, era li che le teneva la mano e danzava, danzava, danzava lieta alla musica del cuore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff00ff;"><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Pianeta del Silenzio &#8211; La favola degli Uomini Colorati</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 12:46:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cleonice Parisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Favole per Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Amore]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[colore della pelle]]></category>
		<category><![CDATA[Cuore]]></category>
		<category><![CDATA[luce]]></category>
		<category><![CDATA[luna]]></category>
		<category><![CDATA[notte]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[sole]]></category>
		<category><![CDATA[uguaglianza]]></category>

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		<description><![CDATA[Molto ma molto tempo fa, nel pianeta che nessuno sa, dove era sempre giorno e per la notte non arrivava mai il turno,  il Sole regnava incontrastato e la Luna questo cielo non aveva mai visitato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;"><strong>IL PIANETA DEL SILENZIO</strong></span></h1>
<p align="center"><strong><img class="alignnone size-full wp-image-7883" title="gif animate...Pianeta" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2009/07/gif-animate...Pianeta.gif" alt="gif animate...Pianeta" width="100" height="100" /><br />
</strong>
</p>
<p style="text-align: justify;">Molto ma molto tempo fa, nel pianeta che nessuno sa, dove era sempre giorno e per la notte non arrivava mai il turno,  il <span style="color: #ff9900;"><strong>Sole</strong></span> regnava incontrastato e la  Luna questo cielo non aveva mai visitato.</p>
<p>In questo pianeta tanto illuminato gli uomini erano solo di quattro colori:</p>
<p style="text-align: justify;">C’erano gli <span style="color: #000000;"><strong>UOMINI NERI</strong></span>,  gli <span style="color: #339966;"><strong>UOMINI VERDI</strong></span>, gli <span style="color: #3366ff;"><strong>UOMINI BLU</strong></span> e gli <span style="color: #ccffff;"><span style="color: #000000;">UOMINI BIANCHI:</span></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-7886 aligncenter" title="ominiCOLORATI" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2009/07/ominiCOLORATI.gif" alt="ominiCOLORATI" width="250" height="116" /></p>
<p style="text-align: justify;">Gli <strong>Uomini Neri</strong> erano davvero molto ma molto seri, gli <span style="color: #339966;"><strong>Uomini Verdi</strong> </span>purtroppo erano un tantinello sordi, gli <strong><span style="color: #3366ff;">Uomini Blu</span></strong> erano quelli che credevano di saperne sempre un pò di più, e gli Uomini Bianchi erano quelli sempre stanchi.</p>
<p style="text-align: justify;">Era facile riconoscersi in questo pianeta bastava guardare il colore della pelle, per sapere con chi si aveva a che fare, e per questo motivo non si usava molto parlare. Ora a te indovinare, come si poteva questo pianeta chiamare?</p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #808080;">Il Pianeta del Silenzio</span></h2>
<p style="text-align: justify;">Il Sole che era sempre acceso, un giorno si sentì davvero molto stanco, fece i bagagli e nel salutare il cielo disse:</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Ho bisogno di una vacanza!</p>
<p style="text-align: justify;">Senza la luce del Sole, il cielo divenne nero, nero, e gli uomini non riuscirono più a riconoscersi guardando i colori.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora che era tutto avvolto dal manto della notte <img class="alignnone size-full wp-image-7894" title="notte" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2009/07/notte.jpg" alt="notte" width="92" height="65" />,  era come se ogni cosa fosse diventata misteriosa, e per capire con si aveva a che fare, gli uomini furono costretti a  incominciare  a <span style="color: #ff00ff;"><strong>parlare</strong></span>.</p>
<p style="text-align: justify;">E successe una cosa davvero molto strana, gli <strong>Uomini Neri </strong>divennero meno seri, e si accorsero che gli <strong><span style="color: #339966;">Uomini Verdi</span></strong> non erano poi così sordi, gli <strong><span style="color: #0000ff;">Uomini Blu</span></strong> capirono parlando, di non saperne poi tanto di più, e persino gli Uomini Bianchi si sentirono meno stanchi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora che gli uomini non avevano più un colore, incominciarono a guardarsi solo col <span style="color: #ff0000;">CUORE</span> e il cuore lo sai ha un solo colore.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">Ti stai chiedendo quale?</span></h3>
<p><span style="color: #ff0000;"><br />
</span></p>
<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;">Il Colore dell’Amore.</span></h3>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><img class="size-full wp-image-7899 aligncenter" title="Cuore" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2009/07/Cuore.gif" alt="Cuore" width="200" height="200" /><br />
</span>
</p>
<p style="text-align: justify;">Da quel giorno nessuno diede più importanza al colore della pelle, e quando il Sole tornò dalla sua meritata vacanza, incominciò a sentire un baccano terribile.</p>
<p style="text-align: justify;">Si affacciò dal suo immenso balcone fatto di candide nuvole, e vide, gli <strong><span style="color: #339966;">Uomini Verdi</span></strong> parlare con gli Uomini Bianchi che adesso non sembravano per niente stanchi, gli <strong><span style="color: #0000ff;">Uomini Blu,</span></strong> ascoltare chi ne sapeva di più, e gli <strong>Uomini Neri</strong> ridere tanto da non sembrare per niente seri.</p>
<p style="text-align: justify;">E il Sole felice disse:</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Vedo che la Notte porta consiglio, mi sa che farò di certo altre vacanze!</p>
<p style="text-align: justify;">Il cielo si accese di nuovo della luce del <span style="color: #ff9900;">Sole</span> e gli uomini tornarono a vedere i colori, ti starai chiedendo:</p>
<h3 style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #ff00ff;">Ma allora smisero di parlare?</span></h3>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Neanche a pensarlo, gli uomini non smisero più di <span style="color: #ff00ff;">parlare</span>, era così bello potersi guardare il <span style="color: #ff0000;"><strong>CUORE</strong></span>, senza dare importanza al<strong> <span style="color: #ff0000;">CO</span><span style="color: #008000;">LO</span><span style="color: #0000ff;">RE</span></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per cui il<span style="color: #ff9900;"> Sole</span> a quel pianeta il nome dovette cambiare in fretta, e disse tutto contento:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-7909 aligncenter" title="sole" src="http://www.cleopa.it/wp-content/uploads/2009/07/sole.gif" alt="sole" width="200" height="179" /></p>
<h3 style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><span style="color: #ff9900;">Da oggi il tuo nome non sarà più il Pianeta del Silenzio, tu ti chiamerai <strong>Pianeta Terra</strong>.</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Da quel giorno il <span style="color: #ff9900;">Sole</span> diede la mano alla<span style="color: #000000;"> <strong>Luna</strong></span>, ed insieme incominciarono a danzare nel cielo, alternando sul <span style="color: #339966;"><strong>Pianeta Terra</strong></span>, la notte al giorno, perché ora era chiaro a tutti, che anche la notte porta i suoi frutti.</p>
]]></content:encoded>
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