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Ceramichetta e il Sole una Storia d’Amore -Favola

Ceramichetta e il Sole una Storia d’Amore

Ceramichetta era una bambina dal volto ovale è candido come la più bianca delle ceramiche ed era da lì che derivava il suo nome, tutta la sua pelle era radiosa di giorno e luminosa di notte, a volte era talmente intenso il suo bagliore che prese a fare invidia persino al Sole.

Sole: – Sulla terra c’è qualcosa che brilla!

Disse con voce truce al suo vice:

Corvo – Sire si tratterà di una stella!

Sole – Una stella in terra? Questa è davvero bella! Le stelle brillano in cielo solo perché alle spalle hanno un manto nero, ma quando appare il Re della luce esse non posson che ritirarsi sottovoce. Corvo, scendi giù in terra e trovami questa stella!

Il Corvo che del Re era il vice, nel cor non avrebbe avuta pace fintanto non avesse spenta quella luce. Aveva i capelli neri corvino e lo sguardo di un feroce felino, e come predatore insegue preda cercò quella stella che aveva osato brillar sulla terra e quando l’ebbe trovata la sua anima da quel candore fu rapita e capì che l’avrebbe per sempre amata. Ceramichetta si lisciava i capelli che erano lunghi e belli e Corvo nel vederla si inchinò dicendo:

Da oggi sarò il tuo servo!

Ceramichetta lo fece alzare e accanto a se lo fece accomodare.

Ceramichetta:- Cosa vi manda Cavaliere sulla terra?

Corvo: – Dal Re della luce sono mandato, egli si sente assai oltraggiato la luce del tuo incarnato gli toglie il fiato.

Ceramichetta: – Mi spiace non voglio che il Sole stia male, digli che per non brillare così tanto, da oggi in poi sulla terra indosserò un nero manto.

Corvo salutò Ceramichetta tenendola a se molto stretta, e poi tornò nel cielo in tutta fretta, e quando fu giunto dal Sole gli parlò con il cuore:

Corvo:- E’ bella come una stella e oltraggiarti non vuole, indosserà un nero manto per non abbagliare tanto.

Il Sole restò da quel gesto profondamente colpito.

Sole: – Io sono il Sole e solo quel che è giusto vuole. Corvo accompagnami da lei!

Il Sole scese in terra le sue sembianze non lo fecero passare inosservato e tutto il creato dal suo passar restò incantato, e quando giunse da Ceramichetta nascosta sotto a un nero mantello, disse:

Sole: – Sarei un sovrano senza cuore, se per vanità ti costringessi a coprire il tuo splendore fa che io ti possa vedere!

Ceramichetta al suo mantello si teneva stretta, stretta.

Ceramichetta: – Sire non era mia intenzione portarle afflizione!

Sole: – Togli pure il tuo mantello fa che io veda quel possiedi di bello.

Ceramichetta tolse il mantello in tutta fretta e il Sole ne restò abbagliato nel cuore, nel suo cielo vi eran tante stelle senza velo ma Ceramichetta era profumo di primavera e allo stesso tempo saetta, era candore e allo stesso tempo un esplosione di colore.

Sole: – Sono senza fiato!

Disse estasiato.

Concedimi la tua mano Regina e nulla sarà più come prima, vieni a vivere nel mio castello e la tua luce al mio cuore darà pace.

Ceramichetta allungò la sua candida mano e con il Sole volò lontanto.

 

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