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La Cruda Realtà – Favola Vegetariana

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La Cruda Realtà

Un ferragosto di qualche anno fa, la signora Vita aveva invitato ospiti a cena, non sapendo però cucinare decise che avrebbe optato per qualcosa di precotto, ci pensò un pochino su e poi decise di prendere un pollo allo spiedo con patate.

Scese di casa e si diresse verso il solito rosticciere, che però trovò chiuso, decise allora di fare una deviazione raggiungendo un altro negozietto di cui aveva sentito parlare ma anche questo era chiuso. Era uno strano pomeriggio di agosto le strade semideserte non si sentivano voci in giro, non c’erano macchine sembrava non ci fosse proprio nessuno ma la signora Vita era una donna caparbia e non si perse d’animo, salì in macchina e decise che il pollo lo sarebbe andato a comprare nel paese vicino.

Trovò alcune delle solite strade transennate e tantissime deviazioni per lavori in corso e alla fine senza sapere neppure come ci fosse arrivata si trovò in un paesino chiamato: CavernaNova.

CavernaNova?

Disse la signora Vita stranita.

Non ho mai sentito parlare di questo paese!

La cosa comunque non le interessava più di tanto, continuò ad addentrarsi seguendo i segnali di un centro commerciale il cui nome era alle Porte del Sole, giunse velocemente al parcheggio, le fu alquanto difficile trovare un posto era tutto pieno, giunse all’entrata principale del supermercato dove un uomo vestito con giacca, pantaloni e occhiali neri, prese ad ostruirle il passaggio:

Se gentilmente mi lascia passare, ho molta fretta!

Certo signora, ma prima dovrebbe rispondere a una domanda?

Dica ma la prego di fare presto ho davvero premura!

Crudo o cotto?

Cotto, cotto!

Rispose sbuffando la signora, che non riusciva a comprendere il senso di quella domanda.

L’uomo mise una mano nella tasca e ne tirò fuori un paio di lenti scure come le sue, e con fare perentorio che non ammetteva alcun tipo di replica disse:

Li indossi!

La signora li mise come nell’eseguire un ordine, ma immediatamente li sfilò via e con sguardo di sfida disse all’uomo:

Io non li indosso non si vede niente, voglio guardare bene quello che compro.

Vabbene signora entri pure, ma io l’ho avvisata!

La signora Vita entrò nel supermercato particolarmente agitata, che strani incontri si facevano di ferragosto forse sarebbe stato meglio andare a mangiare al ristorante, prese a dire a se stessa, ma poi nel camminare si tranquillizzò era tutto normale gente che comprava vestiti, bambini che mangiavano gelati con i loro genitori, arrivò al bancone della rosticceria ora completamente distesa:

Gentilmente un pollo allo spiedo con patatine?

Qualche minuto signora!

Rispose l’addetto alla vendita, ritirandosi in una porticina alle sue spalle, dopo qualche secondo ne uscì fuori tenendo un pollo stretto per il collo, un pollo vivo s’intende.

Signora le va bene questo?

Chiese.

La signora Vita era confusa ma rispose di “Si”.

L’uomo prese il pollo lo depositò su un tagliere, tra i suoi strepitii e urla, pochi secondi e il pollo fu decapitato dinnanzi agli occhi increduli della signora Vita. La sua testa rotolò in terra piena di sangue, l’addetto lo spennò con grande abilità senza avere un minimo di rimorso nell’aver ucciso senza pietà quella creatura impaurita. La signora Vita era a dir poco sgomenta un senso di vomito prese a salirle su per lo stomaco. L’uomo pulì il pollo delle sue interiora lo infilzò nello spiedo e diede il via alla cottura.

La signora prese a guardarsi intorno come per cercare l’aiuto di qualche uomo savio, non era possibile che un cliente dovesse assistere a scene di tale crudezza, e prese a guardarsi intorno come fosse la prima volta, e notò che tutti indossavano occhiali neri quelli che lei non aveva voluto indossare, al suo fianco una signora aveva ordinato delle costolette di agnellino ed aspettava intrattenendo la figlioletta di pochi anni, come faceva a non vedere, l’agnellino appena sgozzato alle spalle del macellaio che aveva ancora gli occhi pieni di lacrime, come faceva a banchettare su un cadavere di un piccolo essere vivente strappato alla sua mamma? Sembrava che la gente fosse cieca, ma la verità era ancora più amara nessuno era cieco avevano per scelta deciso di non vedere. La signora Vita non c’è la faceva più a trattenere dentro di se quel dolore e prese a gridare con tutta la voce che aveva:

Come fate a non vedere, come fate ad essere tanto crudeli, voi che sapete cosa vuol dire amare i vostri figli, i vostri cari? Voi che avete imparato il valore dei sentimenti diventate sordi e ciechi in alcuni frangenti?

Immediatamente la sicurezza del centro fu allertata il primo ad accorrere fu l’uomo che la signora Vita aveva incontrato all’entrata, che riuscì a giungere giusto in tempo prima che la signora collassasse in terra.

Le avevo detto di indossare gli occhiali.

Disse l’uomo sostenendola.

Me li dia!

Rispose la donna in affanno.

E non appena li ebbe indossati, tutto quello che la circondava prese ad avere un aria di normalità, il rosticciere le porgeva il sacchettino con il pollo allo spiedo, e nell’altro sacchetto le patate, la signora Vita non ancora convinta si volle affacciare dietro al bancone del rosticciere per vedere se era ancora in terra la testa del pollo morto decapitato ma in terra era tutto perfettamente pulito.

Si scusò con il pubblico che era accorso alle sue grida, dicendo di sentirsi alquanto nervosa per problemi personali, prese i sacchetti, pagò e corse via.

Quella sera la signora Vita si affrettò a disdire la cena con i suoi ospiti, buttò il sacchetto con il pollo e le patate, e capì che sino ad allora aveva vissuto di una realtà precotta, mascherata, che la verità era alla fonte di tutte le cose e che questa fonte non era preclusa a nessuno, ma che tutti avevano preferito chiudere gli occhi per non vedere una dolorosa verità che tra gli animali più feroci annoverava l’umanità.

Solo guardando negli occhi la verità,

potremo cambiare la nostra realtà.

 

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  1. Fin dal titolo si capisce che la realtà non è quella che vediamo. Gli occhiali confermano questo fatto, abbiamo bisogno di occhiali per vedere la verità. Kant parlava di Noumeno e Fenomeno, il primo è la realtà che sempre ci è nascosta, il secondo è il fenomeno che vediamo. Non esibisco quello che so, ma voglio dire , come al solito, che basta una favola per eprimere un concetto filosofico molto profondo. Molto simpatica e attuale l’idea e dentro c’è del vegeteriano e oltre!

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