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Il Verme Nudo – Favola

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Il Verme Nudo

Signore, Signore, Signore, cosa ho fatto io di male per meritare di nascere nudo? Signore, Signore rispondimi ti prego!

A pregare il Signore di ogni cosa, era un piccolo verme raffreddato ed infreddolito che ad ogni starnuto lontano dal frutto puntato veniva portato, e di faticare tanto si era davvero stancato. Il Signore si sentì chiamato e in un istante in Falco si fu trasformato, per capire chi in quel grido aveva messo tanto fiato, e  quando la sua acuta vista lo ebbe finalmente trovato, il Falco al fianco del Verme Nudo fu subito atterrato. Il Verme si nascose per non essere dal Falco beccato.

Che fai ti nascondi, dopo che mi hai tanto chiamato?

Signore… ecciù… ma sei tu?

Disse il Verme nell’accoglierlo con uno starnuto.

Mica ti avevo riconosciuto? Ti sei ben travestito!

Non perdiamoci in chiacchiere ho il tempo contato, dimmi perché mi hai chiamato?

Disse il Signore trafelato.

Signore sono sempre raffreddato, perché mi hai fatto nascere nudo e una pelliccia anche a me non hai dato? All’Agnello hai dato il vello, al Barbagianni le piume, al Cincilla la pelliccia…

Basta! Basta! Non vorrai mica elencarmi il regno animale in ordine alfabetico. Ti ho detto che ho molto da fare, ma fammici pensare!

Il Signore ci pensò su un minuto e nel frattempo il Verme fece più di uno starnuto.

Quando mi misi a Creare avevo tante cose da pensare ma ora non riesco proprio a ricordare, ed ahimè quel che è fatto non si può cambiare!

Rispose il Signore,  e il Verme Nudo riprese a parlare:

Signore per potermi riparare lunghe gallerie nei frutti sono costretto a scavare, perché  solo nel loro intimo cuore io infine trovo calore!

Capisco, e se ti avessi dotato di pelliccia come ti saresti comportato, piccola e simpatica salsiccia?

Chiese il Signore.

Non avrei scavato lunghe ed estenuanti gallerie per arrivare fin dentro al cuore delle cose, di quel che in superficie mi sarei accontentato e solo di quello avrei mangiato!

Ora capisco perché sei venuto al mondo nudo, tu hai tanto da insegnare e l’Uomo da te dovrà imparare! Anche l’essere Umano nasce nudo come un Verme, ma a quella condizione ha trovato una soluzione di abiti ne ha cuciti tanti, so che hanno persino inventato i guanti! Ma non hanno ancor capito che il cuore non si riscalda con un vestito. Su Verme è ora di parlare c’è un uomo che ti sta ad ascoltare!

Davvero e dov’è… ?

Chiese il Verme  inforcando dei grossi occhialoni che il Signore non capì da dove avesse tirato fuori:

Non è importante che tu lo veda ma è invece essenziale che lui ti ascolti. Racconta quel che la Vita ti ha saputo insegnare?

Dalla Vita ho imparato che per potermi riscaldare fin dentro il cuore delle cose dovevo entrare! Signore come sono andato? Ho ben parlato?

Sei stato perfetto!

Disse il Signore spingendo il Verme verso una Mela:

Per te è ora di andare, chi nasce nudo deve prima imparare per poi insegnare e da oggi non voglio più sentirti lamentare!

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  1. Ironia, profondità del sentire e poi quel verme che nasce nudo come succede all’uomo! Hai portato all’ennesima potenza la metafora. E’ diventata una verità esistenziale. Ma allora sei una favolista esistenzialista? Bella e profonda, ci si affonda per la sua semplicità. Io mi ci sono sprofondato come fa il pesce al mare che è la sua vita. Va be’ sono al mare, ma non sono influenzato. Io non sono un pesce ora, forse lo sono stato, come tutti. Pensa quel verme quanti significati declina, non basterebbe un’enciclopedia.

  2. Noi nasciamo nudi come vermi, sia nel corpo che nel cuore…perciò cerchiamo disperatamente calore…

  3. L’hai declinata, è così!

  4. e il giorno dopo, che il verme dalla mela volle uscire, di freddo l’insetto si vide morire.
    Ma col sorriso egli si spense, perchè il cuore della mela pria raggiunse. lol, useless.

  5. A volte un attimo vale una vita, per chi ha saputo coglierne l’invito. E colui che nel cor sarà maturato ne uscirà cambiato, quel che verme all’apparir era divenne una farfalla variopinta e fiera…

    Dipende sempre da che punto di vista si guardan le cose…attraverso un raggio di sole o zolle ombrose.

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