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L’Altalena della Paura – Favola

7 comments

L’Altalena della Paura

Yura viveva su un altalena tra alti e bassi da quando aveva mosso i primi passi, non faceva neanche in tempo a mettere i piedi in terra per camminare che si sentiva subito per aria innalzare, non poteva neanche tenere un diario perché quello che un attimo prima le sembrava chiaro,  un attimo dopo  lo vedeva al contrario.
Voglio vivere, voglio camminare non sopporto più questo altalenare!
Yura scendi da questa altalena, viver così non ne vale la pena. Esiste una cura per ogni paura!
Diceva chi già faceva la cura, ma Yura pensava che quella fosse la sua natura, e rispose addolorata quanto sicura:
Yura non abiura alla sua natura, per questo non si cura! Un modo ci sarà e Yura lo troverà per scendere naturalmente da qua!
Ma quando la paura l’ebbe murata viva tra quattro mura, Yura disperata, disse:
Vi supplico datemi una cura!
Le prescrissero una cura, Yura si curò e a da quel giorno i piedi da terra mai più alzò.
Bastava una così piccola cura per arrestare una così grande paura? Ma quella era o non era la mia natura?
Chiese Yura al dottore che le diede la cura.
Cara Yura non fosti tu a salire su quell’altalena, tu avresti camminato ma tempo non te ne fu dato, fu chi ti portava in braccio che a quell’altalena diede il primo lancio e tu da allora non fai altro che continuare a dondolare. Non è quella la tua natura, Yura stanne sicura.
Yura aveva sempre fatto a tutti una gran pena sembrava essere legata a una catena, ma ora la catena si era spezzata e la sua vita andava riorganizzata, riequilibrata, lei sapeva come fare, bastava semplicemente camminare, quello che per tutta la sua vita non era mai riuscita a fare.
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  1. Cleonice, qua mi hai dato una bella “lezione” di chiarezza e sintesi psicologica. Ma per un’esistenzialista come te, questa è la vita che scorre e dondola, fino a trovare un equilibrio stabile: bastava semplicemente camminare, quello che per tutta la sua vita non era mai riuscita a fare. Questa favola è proprio bella! Mi piace molto.

  2. :) )))) Povera Yura messa a sedere sull’altalena della paura da chi di lei doveva averne cura, e la poverina si era convinta che fosse la propria natura.

  3. “tu avresti camminato ma tempo non te ne fu dato”…
    funziona proprio così quella maledetta altalena… se non ci si decide, e ferma, e scende, dal proprio mondo dondolante si convincono altri innocenti a dondolare.
    bellissima!

  4. Purtroppo è così Mario…quanti sorrisi buttati, quante lacrime “inutili”…a capirlo prima che quella della paura non era la nostra natura, ma era una indotta andatura…

  5. Questa favola dallo stile Cleopardiano è stupefacente nel contenuto ed eccezionale nell’esposizione, fantastica nella forma.
    Le catene della vita sono proprio le nostre paure, l’ansietà, i continui mutamenti, ma soprattutto sono: la non conoscenza e il non sapere.
    Bisogna sempre camminare nella luce del sentiero della propria vita e mai procedere nel buio altalenante, altrimenti si rischia di cadere nell’oblio della vita. “Alzati e cammina” sarà la tua cura.
    Complimenti è proprio bella, mi è piaciuta. Ricky

  6. Ciao Ricky, cosa aggiungere al tuo commento se non un sono lusingata. Stile Cleopardiano :) )))))) ahahahahahh bellissimo, hai coniato un nuovo termine.

  7. Grazie. Idem,:))))))))

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