
La favola guarda la vita e diventa vita
E’ andata così, Cleonice Parisi, ha letto e si è innamorata dei classici delle favole: Esopo, Fedro e ancora Platone. Certo questo è stato soprattutto filosofo, lo conosciamo bene. Chi se la dimentica la sua caverna, famoso mito! Cleonice è uscita dalla caverna per dirci, con le sue favole, che: favola, vita, filosofia della vita, sono sulla stessa riga.
Ci ha detto che l’educazione comincia dalla favola: qua non possiamo smentirla. Le favole sono pedagogiche oltre che divertenti, divertirsi mentre s’impara a qualsiasi età.
Il gioco raccontato è stato la nostra storia, ma lo abbiamo dimenticato perché abbiamo smesso di giocare, ma possiamo sempre ricominciare.
Tutti abbiamo imparato dalle favole, sono state la nostra infanzia e quella dell’umanità. Cleonice, favolista per passione, lo sa. Ci parla dei problemi attuali, di quelli passati. Insomma di quelli che sembrano o sono sembrati problemi, la Bibbia ne ha parlato, ma non lo erano.
Erano solo la storia che passava. Ma, se li guardiamo bene, sono solo un diverso modo di vedere le cose. Le epoche passano, ma i temi restano. Se avete dimenticato la storia è perché ve l’hanno accontata male, eppure la storia è la favola dell’umanità: siamo noi che la portiamo dentro senza saperlo.
Cleonice nelle sue favole ce lo racconta, ci fa vedere l’infanzia nostra e del mondo, facendoci fare il girotondo intorno a quel mondo che, se lo aveste dimenticato, è ancora tondo. Abbiamo detto seguite la riga è la riga della vera vita.
Ecco perché la favola guarda la vita e diventa vita, e Cleonice lo sa e ci racconta come si fa con la sua favola.


Esopo. Nome avvolto nei veli della leggenda. La più antica testimo
nianza, quella di Erodoto, il primo grande storiografo della Grecia (V secolo a.C.), parla di Esopo (Histor. n, 134) scrittore di favole, compagno di schiavitù di Rodope, la bellissima e celebratissima cortigiana vissuta sotto il regno di Amasis (570-526), e perito a Delfi di morte violenta. La favola esopica ebbe facile accoglienza nella letteratura di Roma. Colui che assicurò a essa un posto tra i generi letterari fu Fedro, un macedone, che venne a Roma liberto di Augusto e scrisse sotto Tiberio cinque libri di favole in senari giambici. Inserite in questa raccolta sono pure favole di Aviano, autore di quarantadue apologhi esopiani in metro elegiaco, vissuto probabilmente nel IV secolo dell’era volgare; e di Arnobio, nato a Sicca Veneria nella Numidia, uno degli ultimi apologisti cristiani.
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Le Favole della Vita
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Grazie Cleonice! E’ tutto ben curato come è tuo solito. Le tue impaginazioni, sono chiare e fantasiose come le tue favole.Grazie.