In chi meno ha, alberga sempre la forza di volontà Il troppo pensare ci fa rallentare ogni raccolto ha il suo tempo per esser colto



La sindrome del perdente o spada che sulla testa pende – Favola
La sindrome del perdente
o spada che sulla testa pende
Quella è proprio una famiglia sfortunata!
Disse Cip un passerotto che osservava da un ramo la vita degli uomini, al suo nuovo amico Uglu. Uno strano tipetto che era piombato giù dal tetto, sul ramo dirimpetto e che se ne stava zitto zitto. Ops dimenticavo di dirvi che per Cip il cielo era il tetto.
Uglu ripetè come un automa la parola: ” Sfo – r -tu –na -ta” e poi prese a fare strane manovre su una sorta di orologione da polso, che emetteva dei rumorini, ed immediatamente quei rumori incomprensibili divennero parole:
Sfortunata il contrario di Fortunata; Sventurata, dal latino infelix, infortunatus, miser. Sfortuna meccanismo indotto nella mente da un vicino parente.
Uglu fece un cenno con la testa come per assentire e poi incominciò a parlare:
Scusa Cip ma per imparare a parlare la tua lingua ci ho messo più del previsto 49 secondi, solitamente me ne bastano 34. La sfortuna sintomatica o sindrome del perdente è semplicemente una mente che viene programmata malamente, e di sovente tale frangente avviene per colpa di un proprio parente. Vedi noi che viviamo lassù, ne sappiamo un po’ di più, a proposito volevo dirti che a vedermi sei solo tu!
Davvero????? Ma come fate a sapere tante cose?
Perché ne abbiamo fatta esperienza, ed ora sono parte della nostra coscienza.
Capisco!
Disse Cip.
Con questo vuoi dirmi che quella famiglia non è sfortunata? E che hanno tutti la mente mal programmata?
Esattamente. La sfortuna sintomatica o Sindrome del perdente è solo un errata programmazione della mente, è uno schema indotto che deve esser rotto.
Schema?
Si uno schema a cui dovrebbero mettersi di schiena, ma attenzione non basta tagliare i ponti col presente, bisogna farlo completamente sia fuori che dentro la mente, altrimenti non serve a niente!
Ma Uglu è una cosa difficilissima!
Caro Cip la sindrome del perdente è una spada che sulla testa ti pende! Credi a me, un modo di viver più difficile non c’è.
Cip si alzò in volo e raggiunse la famigliola sfortunata e vide che tra le braccia avevano una bimba appena nata, e due lacrimucce gli scesero dagli occhietti nel dire:
Anche questa innocente creatura, è destinata a vivere una vita di sventura?
Uglu non aveva alucce ma dei mini reattori sotto ai piedi e volava nel restare all’impiedi, si avvicinò anche lui in volo alla famigliola e con un faro a luce lunare illuminò lo spazio sopra le loro teste, e si materializzarono tante spade, e Cip nello sconforto più totale disse:
Nooooooooooo anche sulla bambina appena nata? La vita è proprio ingrata!!!
Cip la testa è una grande busta, basta metterci la roba giusta, ma haimè loro hanno scelto un supermercato, che vende solo cibo avvelenato.
Voglio far qualcosa, per la bambina!
Disse Cip.
Tu non puoi nulla piccolo mio!
Intanto la creaturina che era tra le braccia della mammina, aprì i suoi occhietti splendenti come due brillanti e alzò una manina come per toccare Uglu.
Uglu ma tu non eri invisibile? La bambina ti ha visto!
Disse Cip sorpreso.
Lo so!
Disse Uglu sorridente.
Mica sono venuto qui per niente! Quella piccina spezzerà la catena della pena che la sua vita frena, e un giorno a quello schema si metterà di schiena. Vieni Cip, ti porto a visitare il mio mondo!
Cip si mise sulle spalle di Uglu, che azionò i razzi sotto ai suoi piedi in modalità “Mondo Parallelo” e sparirono nel cielo, ops su nel tetto.
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Cleonice, in questa favola c’è, secondo me, una profondità sensibilità che mette in narrazione una parte della nostra vita. Quella spada di Damocle! Quel modo di scrivere sfo-r-tu-na-ta, tutto rende bella anche la sfortuna: hai reso bello il nostro destino qalsiasi esso sia. Grazie
Peppino mi sei mancato…non posso neanche dirti quanto…le mie favole senza i tuoi commenti sono nude.
E’ il feeling Cleonice.