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La vita è semplicemente un cerchio – Favola

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La vita è semplicemente un cerchio

Un  uomo dopo una lunga cavalcata giunse finalmente su un docile sentiero, il suo viaggio era iniziato molto tempo prima,  e avanti a precederlo nel passo  trovò un uomo che camminava a piedi.  Il cavaliere lo raggiunse e guardandolo con grande pietà, disse:
Uomo, tu non meriti questo calvario!
E l’uomo appiedato nel guardare il cavaliere rispose:
La vita è sacrificio, cavaliere mio!
Il cavaliere annuì e comprese che nonostante le tante peripezie  che aveva dovuto superare, durante le sue lunghe cavalcate, era stato un uomo fortunato, perchè grazie al suo destriero aveva coperto in breve tempo lunghissime distanze.
Riprese il  galoppo e di nuovo si trovò ad affrontare terreni impervi,  lunghe  e assolate salite, fiumi in piena e poi finalmente dopo tante traversie  un docile sentiero,  a precederlo di pochi passi la sagoma di un uomo che avanzava a piedi, il cavaliere lo affiancò, e con sorpresa riconobbe l’uomo appiedato che aveva tempo addietro incontrato.
Uomo ma come hai fatto ad arrivare sin qui?
Chiese il cavaliere.
Arrivare sin qui? Ma se ho solo fatto pochi passi dall’ultima volta che ci siamo visti!
Com’è possibile io sono a cavallo e tu a piedi, ma i tuoi pochi passi coprono quelle che per me sono immense distanze. Non capisco!
L’uomo che camminava a piedi non seppe rispondere a quella domanda, però gli fece una proposta:
Scambiamoci i ruoli! Solo vestendo io i tuoi panni e tu i miei, potremo forse dare a tutto ciò una spiegazione.
L’uomo a cavallo desiderava sapere, a che gli sarebbe servito trottare all’infinito se  non riusciva mai a toccare l’orizzonte con un dito, e così accettò l’invito. I due uomini si scambiarono i ruoli l’uomo appiedato salì sul cavallo e l’uomo a cavallo si trovò appiedato.
A presto!
Disse il novello cavaliere partendo a trotto con il nobile destriero. L’uomo appiedato, incominciò a camminare, aveva appena compiuto due passi che alle spalle sentì il trotto di un cavallo, fece per girarsi e vide l’uomo a cavallo. Sui loro volti si dipinse la disperazione, i due uomini si allontanarono dal sentiero per sedersi su un aiuola del vicino prato.
Ora ho capito!
Disse l’uomo che era sceso da cavallo dopo aver a lungo ragionato.
Non si va da nessuna parte, ne che si corra ne che si cammini parecchio,  la vita è semplicemente un cerchio. Io non ti ero avanti nel passo, eri tu che giravi sempre nello stesso verso.
Cosa vuoi dire? Che non esiste orizzonte, che giro in cerchio per niente?
La vita è semplicemente un cerchio!
Ribadì l’uomo sceso dal cavallo. Il cavaliere non poteva accettare quella sentenza, salì in groppa al suo destriero e prese a correre all’impazzata, e dopo tanto correre affrontando le più svariate traversie si ritrovò di nuovo a camminare sul  docile sentiero, e a precederlo nel passo il solito uomo.
Allora hai ragione la vita è semplicemente un cerchio!!! Che si corra a cavallo o si cammini, la vita è un disco rotto che gira sempre su una stessa traccia!
Disse il cavaliere disperato, più che mai disorientato. Ora che sapeva sentì di non aver più bisogno del suo cavallo e lo liberò, affiancando a piedi l’altro uomo. Mentre avanzavano  restarono come estasiati dalla bellezza del luogo nel quale si stavano addentrando, un aquila reale volteggiava sulle loro teste,  a pochi metri una famiglia di orsi bruni pescava pesce in un ruscello, mentre uno stuolo di oche selvatiche si alzava in volo all’unisono, il battito delle cui ali sembrò quasi una carezza al loro cuore, di tanto intanto le verdi radure lasciavano intravedere famigliole di cervi.
L’uomo sceso da cavallo era estasiato dal vedere tanta vita attorno a se, nel correre col suo destriero non aveva mai visto niente del genere. Arrivarono insieme nei pressi di una radura piena di sole, accompagnati dal battito di ali delle oche selvatiche, dal bramito dei cervi in amore, dal volo alto dell’aquila reale, si sedettero a godere  di quel posto tanto bello.
Il cavaliere aveva deciso:
Io mi fermo qui! E’ un posto talmente bello, pieno di quiete e luce,  la vita è un cerchio, ora che ho trovato il mio luogo, fermerò la mia frenetica corsa qui!
Il cavaliere che aveva sempre corso contro il tempo, infine si era reso conto che la vita  era semplicemente un cerchio e che quando un uomo ha la fortuna di trovare il proprio luogo, non importa a quale punto del proprio cammino sia, deve sapersi fermare.
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  1. Cleonice hai risolto il paradosso di Zenone: la tartaruga è più veloce della freccia di Achille. Paradosso finora non risolto, per me tu l’hai risolto col cerchio, la vita che è un cerchio, c’è anche l’eterno di Nietzsche e poi c’è il tuo fortissimo SENTIRE.
    BRAVISSIMA! Ma potrei dirne ancora per lo stupore, pensa a GIOTTO che ha fatto il primo cerchio perfetto ed era solo un pastorello! Forse era di più, proprio come sei tu.

  2. L’eterno ritorno di Nietsche ( è da aggiungere) ma sono stupito, molto stupito.

  3. Più che una favola è stato un viaggio tra le immagini…con un finale a sorpresa anche per me :) ))))… Ma la fantasia quanti scompartimenti avrà?

  4. Infiniti, Cleonice. E’ il nostro inconscio individuale e collettivo.
    Hai presente le gocce del mare, tutto il mare del globo? Prova a contarle, fai prima a credere alla loro esistenza.
    UN VIAGGIO NELLE IMMAGINI, dici. Noi sognamo per immagini la notte, le parole le accompagnano e basta, il motivo c’è: la percezione viene prima della parola.

  5. Le tue risposte illuminano la mente. Grazie

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