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La Vita – Favola

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La Vita

Dobbiamo giustificare ogni fare, perché alla mente bisogna dar sempre da mangiare!

Disse l’ uomo seduto nella capanna.

Buongiorno maestro a te mi prostro!

Disse un uomo entrando appoggiandosi ad un bastone e portando in una mano  le sue lacrime.

Non sono un maestro, e se lo fossi sarei un maestro molto maldestro se ti permettessi di restare genuflesso, alzati!

L’uomo fu per un attimo distratto dall’enorme quantità di bastoni, abbandonati in terra in quella capanna e quando si fu ripreso dalla sorpresa, disse:

Ho visto persone entrare nella tua capanna trascinandosi appoggiate ad un bastone e portando in mano le loro lacrime, e le ho viste uscire senza bastone  cullando il loro sorriso, chi se non un maestro può fare ciò!

Tu stesso!

Disse l’uomo seduto nella capanna.

Io stesso? Sono solo un viandante che cerca il senso della vita in ogni istante!

E se non ci fosse un  senso?

L’uomo prese a barcollare disorientato anche se al suo bastone era ancora poggiato:

Un senso deve esserci, ogni cosa deve avere una spiegazione.

La mente chiede cibo! E l’uomo cerca una spiegazione…

Rispose  l’uomo seduto.

La vita è solo vita, una foglia è l’espressione dell’albero, un fiore solo un altro modo in cui la vita si manifesta, il frutto un altro modo ancora, cade la foglia, secca il fiore, marcisce il frutto, ma quel che conta è la vita dell’albero che vedrà altre stagioni, altre foglie, altri fiori, altri frutti.

Io sarei una foglia? Non ha quindi senso la mia esistenza, è quindi inutile che io stia a cercare il senso delle mie sconfitte? Il perché ho perso un figlio? Da allora niente ha più senso per me, io cerco di capire il perché, in cosa ho sbagliato, forse ho commesso qualche grave peccato nelle mie vite precedenti? Da quel giorno non trovo più pace, cammino per il mondo cercando di capire  perché proprio a me? Perché a me e non a un altro! C’è gente che si arricchisce sulle disgrazie altrui, che ha messo al mondo figli sani, che a loro volta hanno generato altri figli sani, ed io che sono sempre stato timorato di Dio, io che ho sempre pensato e valutata ogni mia azione affinché non fosse danno per il prossimo, ho subito questa grande afflizione, la perdita di un figlio nato già malato. Dio è ingiusto!

E l’uomo seduto disse:

Non c’è un perché, la vita non ha regole, non riconosce meriti, non riconosce inganni, la vita è quel flusso irrefrenabile che produce vita, e solo a se stessa tende. La vita si batte e combatte, ognuno affina la propria arte per ritagliarsi in questo teatro una parte. C’è  chi per sopravvivere gli altri  schiaccia, e chi per sopravvivere gli altri abbraccia, entrambi cercano solo un modo per sopravvivere.

L’uomo ascoltava poco, era troppo preso da suoi pensieri:

Il mio Karma, sono sicuro che è tutta colpa del Karma!

Disse poi pieno di rabbia.

Altro cibo per la mente, era troppo difficile credere che non esista niente, e allora subito pronti a costruirci un passato errato, che da un  presente  sfortunato viene espiato.  Ma ci siamo trovati dinnanzi un ostacolo non calcolato, il ricordo della mente che è una lavagna attenta, che dalla nascita alla morte tutto appunta,  e allora facendo appello alla fantasia, ci siamo travestiti di un ennesima ipocrisia,  scrivendo la favola di un anima senza età che a cavallo del tempo, di carne si veste e  si sveste,  solo così la mente diviene un orpello, quasi come un cappello che si deve intonare all’abito, ed ecco giustificata la non memoria. ‘ Il Karma che si deve espiare è solo un altro bastone sul quale siamo soliti la nostra vita poggiare.  Altro cibo per la mente…una naturale reazione all’afflizione.

Disse l’uomo seduto nella capanna.

Quindi secondo te non esiste niente?

Esiste la vita che si rinnova e che conserva se stessa, e che nel tempo cambia faccia si evolve per sopravvivere: mi sembra si chiami evoluzione? Esiste l’uomo e la sua grande fantasia, esiste questa specie animale chiamata umanità che ha corso più in fretta delle altre e che ha costruito attorno alla semplicità di un esistenza, favole e favolette, perché nascere alla vita con una scadenza non ci faceva vivere una serena esistenza.

Così mi togli tutto, lo capisci che ho il cuore a lutto, cercavo in questa capanna un tetto e invece ora mi sento distrutto!!!

Sei solo venuto a trovare un amico, non posso distruggere quello che non ho personalmente costruito. Sono le tue costruzioni mentali, sei tu la mano che costruisce e sei tu stesso la mano che distrugge.

Tu un amico?

Disse con disprezzo l’uomo.

Tu sei un assassino di speranze, un soffocatore di sogni.

L’uomo era adirato, alzò il bastone al quale si appoggiava e si diresse minacciosamente verso l’uomo seduto. L’Uomo seduto nel sentirsi minacciato, si alzò rapidamente prendendo da terra un bastone dalla punta insanguinata e prese a brandirla in aria.

E tu saresti un maestro? Tu hai già ucciso!

Disse l’uomo guardando il bastone con la punta sporca di sangue.

La vita vuole solo conservare la vita. Tu stai minacciando la mia esistenza, io semplicemente la difendo anche uccidendo. Non siamo poi tanto diversi dagli animali, solo che loro non usano maschere, gli uomini si.

L’uomo si sentì profondamente sconfitto dopo quelle parole, tutto il suo credo, tutte le sue convinzioni erano crollate in un istante, il bastone gli cadde dalle mani, andando a raggiungere gli altri  in terra,  e con passo lento si diresse verso l’uscita della capanna.

Ora non aveva più speranze nel domani, non aveva più lacrime  da consevare e neppure più un bastone sul quali poggiarsi, non aveva più nulla. Era ormai fuori dalla capanna quando la luce abbagliante del sole gli ricordò che era ancora giorno, sentì gli uccellini cantare e ne gioì, sentì il soffio del vento tra le foglie e si sentì sollevato, ora che non aveva nulla, riusciva a sentire la vita scorrergli attorno, era privo di sogni, era privo di speranze, era solo un uomo che voleva vivere quello che gli restava della sua esistenza, vivere al meglio quella unica occasione, e si sentì immensamente fortunato, immensamente vivo, immensamente responsabile e un sorriso gli si dipinse sul volto.

Una donna attendeva per entrare nella capanna appoggiata anche lei al suo bastone e in una mano portava le sue lacrime, guardò il sorriso stampato sul volto dell’uomo i cui occhi erano persi nel sole e entrando nella capanna disse:

Buongiorno maestro a te mi prostro!

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  1. La vita vuole solo conservare la vita. Io sono stupito, potrei citare teologi, filosofi, pensatori orientali. La tua favola merita un grande applauso che, spero, sentirai fino a Napoli. Dentro ci sei tu, c’è Cleonice che sta cercando, ma mentre cerca, attraversa sentimenti e avversità, se ne appropria per liberarsi finalmente, non c’è un perché, la vita non ha regole perché E’ VITA.

  2. Grazie Peppino …stavo aspettando il tuo commento…grazie.

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