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U N O – Favola

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U N O

Il Corpo guardava lontano senza tenere l’Anima per mano.

Camminerò sino a quel sentiero laggiù!

L’Anima ascoltava il Corpo con distacco.

Tu cosa farai Anima?

Resterò qui a meditare, non sono ancora in grado di camminare!

Invecchierai e morirai seduta su quel masso, se non ti muovi adesso!

Disse il Corpo dalla rabbia mosso.

Ogni cosa invecchia e muore, guarda ad esempio questo fiore, tu lo vedi…

Cercò di dire l’Anima, ma il Corpo non la fece continuare:

Basta con questa tua filosofia insulsa, mi riempi di parole la testa. Non c’è la faccio più ad ascoltare l’elenco interminabile delle tue virtù, resta pure lì a pregare o come dici tu a meditare!

E’ diverso figliolo, chi prega si affida a qualcuno o a qualcosa, io nel meditare è a me che mi vado ad affidare.

Io non sono tuo figlio, questo tuo senso di superiorità mi ha sempre dato sui nervi. Addio!

Non andare,  il Corpo senza l’Anima è preda dei vizi.

E l’Anima senza il Corpo è vittima delle virtù!

Rispose prontamente il Corpo.

Il Corpo lasciò l’Anima seduta a meditare, e dai vizi fin troppo presto si lasciò catturare e mentre avanzava si ammalava e invecchiava. Solo quando il suo cammino cominciò a sentire insulso decise di compiere il cammino inverso, nell’andare incontro al suo altro se stesso e quel giorno tornò ad incontrare l’Anima.

Sei ancora qui a meditare? Ti trovo sfiorita, scolorita, sembra che tu abbia perso vita.

Anche tu Corpo sei vecchio e malandato.

Rispose l’Anima.

Dai vizi sono stato rapito e solo oggi ne sono sfuggito, Anima cara ma tu ti sei quasi dissolta nell’aria?

Le virtù mi hanno portata sempre più su, facendomi dimenticare che la vera vita era qua giù. Ho fallito io, hai fallito tu!

Io accetto il mio fallimento, ma non era questo il tuo proponimento? Volare su?

Ogni vita che nasce è una duplice essenza,  il materiale e  lo spirituale  solo attraverso la convivenza, arriveranno a realizzare una felice esistenza. Abbiamo preso due direzioni diverse tu sei stato preda dei  vizi ed io mi sono ammalata di virtù.

Abbiamo sbagliato tutto, allora?

Si!

Il Corpo affondò nella più profonda disperazione, mentre l’Anima diveniva sempre più trasparente.

Che vita insulsa, che vita inutile, che senso ha tutto ciò!!!!!!!!!!

Disse il Corpo nel correre ad abbracciare l’Anima per l’ultima volta prima che si dissolvesse del tutto, e fu così che  il Corpo e l’Anima si fusero in un istante  divenendo un solo essere pensante:

L’Anima senza il Corpo è una mongolfiera, che la terra raramente sfiora.  Ogni uomo  nasce e perisce, ma quella che all’apparenza sembra esser una sentenza è invece il grande sole di ogni esistenza. La preziosità insita in ogni vita, nasce dal suo non essere infinita.

Abbiamo nel cuore i semi del cielo, siamo contadini celesti in missione sulla terra, seminiamo, coltiviamo e curiamo il nostro orto anche quando non saremo poi noi a trovarvi porto.

I vizi sono nebbia per il cuore, sono oppio per la mente sofferente , i vizi sono la scelta dell’uomo che viaggia e che troppo spesso si scoraggia.  Le virtù sono sante scale che conducono su, che annullano la mente staccando definitivamente la corrente, quando a decidere non sarai più, ma per te decideranno le virtù,  l’uomo che eri non ci sarà più.  Il miraggio divino non deve fermare chi in terra è sceso a  fare il contadino.

Intanto dalla fonte della vita un’altra esistenza era nata, una bambina anch’essa doppia, anima e corpo che si tenevano per mano, e non appena  furono fuori il corpo prese a tirare da un lato e l’anima dall’altra. L’uomo che ora era diventato UNO, intervenne prontamente:

Tesoro non andrete lontano se non vi terrete stretta, stretta la mano. Guarda laggiù c’è un lungo e bellissimo cammino, ma lo completerete solo se corpo e anima saranno vicino. Su andate e la mano  non vi lasciate.

Le piccole si avviarono sul sentiero della vita tenendosi saldamente la mano. Ed ecco che la fonte della vita, partorì un’altra esistenza, stavolta un bellissimo bambino, ed appena fu alla luce corpo e anima presero a tirare su lati opposti. Ed ancora una volta l’uomo che era diventato UNO, intervenne dicendo:

Da soli non si va lontano, non lasciatevi mai la mano!

E fu così che da quel giorno l’uomo che era diventato UNO,  restò seduto su quel masso ad aiutare le vite a fare il primo passo.

 

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  1. Quel finale, l’uomo che era diventato UNO,restò seduto su quel masso ad aiutare le vite a fare il primo passo, è bellissimo.La favola tocca quasi tutte le corde spirituali ed esistenziali. Quel dibattito anima e corpo, condito con vizi e virtù è stupefacente. Senti, Cleonice, non sto esagerando, è tutto quello che sento veramente. Vorrei con te parlare di ascesi, andare là dove dicono che andremo tutti, dopo l’entropia, la fine dell’universo. La gente studia, parla e fa ricerche. A noi basta vivere, sapendo che anima e corpo sono insieme.

  2. Sono finalmente riuscita a rimetter i commenti :) ))

  3. Un ottimo dominio, brava!

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