


Il Cuore e l’Abbraccio – Favola
Il Cuore e l’Abbraccio
Una lepre dagli occhi di ghiaccio, cercava per il suo cuore un abbraccio:
Cerco calore, ne ha tanto bisogno il mio cuore?
Gridava un po’ dovunque senza mai arrivare al dunque, ma un giorno le si aprirono le porte di un tempio sulla cui porta c’era scritto: In questo luogo non c’è posto per l’uomo empio.
La Lepre si sentì impura e di varcare quella soglia ebbe paura, continuò ad avanzare e durante il suo pellegrinare giunse dinnanzi ad un altare, sul quale vi era scritto: Solo chi nel dolore sta dritto, d’inchinarsi a questo altare ha diritto.
Ma la lepre dagli occhi di ghiaccio, ai colpi inferti dal dolore si era sempre piegata troppe volte, e anche di quell’altare vide chiudersi le porte. Il suo cuore gelava, sentiva troppo freddo aveva immediatamente bisogno di calore, ma ovunque guardasse con i suoi occhi di ghiaccio non scorgeva abbraccio. Era tanto addolorata il giorno in cui decise che del suo cuore si sarebbe liberata, fu così, in un istante si tolse il cuore dal petto e tra le lacrime lo gettò nelle fredde acque di un fiume.
Ahimè eri un cuore implume, e quel che nasce senza fasce nella vita non pasce, poco cresce e presto finisce. Addio mio povero e freddo cuore, che della vita non conoscesti Amore.
La Lepre dagli occhi di ghiaccio restò ad osservare il suo cuore mente galleggiava a malapena nel fiume trasportato dalla corrente, ma una ninfa dormiente che ne aveva ascoltato il palpitar silente, si ridestò dal sonno, e lo raccolse portandoselo al petto.
La Lepre guardò la Ninfa con rabbia, non aveva alcun diritto di raccogliere quel cuore, non le apparteneva, ma la Ninfa si aprì il petto e ve lo depositò dentro. La Lepre era fuori di se, il suo cuore ora abitava un altro petto, quel cuore che aveva amato tanto, per il quale aveva cercato ovunque un abbraccio, ora non era più suo. Scese sino al fiume e raggiunse la Ninfa:
Sei una ladra, restituiscimi il mio cuore!
Il tuo cuore? Io l’ho raccolto dal letto del fiume?
Mi era solo caduto dal petto!!!
La prossima volta, cara Lepre, lo terrai più stretto!
La Lepre era adirata, infuocata, avrebbe fatto qualsiasi cosa per riavere nel petto il suo cuore, persino i suoi occhi di ghiaccio erano divenuti un mare infuocato. La Ninfa capì che la Lepre si era pentita, si riaprì il petto e le restituì il cuore.
Perchè me lo hai restituito?
Chiese stupita la Lepre.
Un cuore ha bisogno di calore e tu mia piccola Lepre ora puoi infiammare, hai cercato ovunque quell’abbraccio che ti riscaldasse, ed ora che finalmente lo hai trovato non lo riconosci? L’amore per se stessi è quel tempio dove viene accolto anche l’uomo empio, l’amore per se stessi è quell’altare dove anche l’uomo piegato dal dolore ,conforto e amore può trovare. Riprenditi il tuo cuore ora sei fiamma che infiamma.
La Lepre riprese il suo cammino, e non sentì mai più freddo al cuore, ora era stretta nell’abbraccio dell’Amore, l’Amore per se stessa.
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Le Favole della Vita
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Brava Cleonice, la favola è bella. L’amore, il cuore nel mondo, mi chiedo; dove sono? Sono sempre latitanti. L’amore di sé e l’amore in genere, ormai sono un nuovo genere. BIO-POTERE. Fortunata la lepre!
Grazie Peppio
))) ma sei il fratello di Peppino Fieni?
PPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPP
Però quella povera Lepre ha bussato a molti altari prima di capire che l’unico abbraccio che veramente riscalda viene da se stessa
))) ma come si dice non è mai tardi per imparare.
Buona gionata Peppio, toglimi una curiosità conosci per caso Puntino?
Cleonice, io sono un gemello e per questo ho un fratello interno. Insomma siamo sempre in due, difficile distinguerci! Qualche volta noi stessi abbiamo delle difficoltà, per questo. Si, puntino sono io, il gemello che ti sta rispondendo. La lepre ha capito bene che è inutile cercarsi le pene. Gli altri sono bravi, ma spesso degli accidenti sulla strada. La lepre ha capito che l’amore per se stessa era la sua salvezza.
L’Amore per se stessi rende ricchi gli uomini. E’ proprio vero, solo quando si perdono certe cose, poi ci si accorge della loro preziosità.