
La Preghiera Cometa
Una Foglia chiese al Vento di farle un giuramento:
Giurami in cuor tuo, che quando il mio tempo verrà, il tuo soffio non mi porterà nell’oscurità!
Foglia cara io sono il Vento, e non posso farti alcun giuramento.
Mi soffoca l’oscurità! Fallo per carità!
Ti preoccuperai dell’oscurità anche dopo la morte? Figlia cara pensa alla vita, per la dipartita c’è già una fila infinita, accogli e raccogli il tuo tempo e fanne prezioso monumento e quando il giorno verrà affidati a quel che sarà.
Come sei freddo Vento, tu non hai sentimento e semini smarrimento!
Il sentimento è quel motore che accende odio e amore, io sono il Vento e non ho sentimento. Sono solo dell’Uno lo strumento, e come se stessi chiedendo a una mano di portarti lontano, ma la mano è solo un’esecutrice, dovresti chiederlo a chi tutto conduce!
Vento ma io vedo solo te per il momento, vorrei tanto parlare al Signore, ma come posso fare?
Puoi pregare?
Pregare?
Solo con la preghiera la tua voce al suo orecchio potrà arrivare! Ma ti dovrai inginocchiare dinanzi al giusto altare? Lo saprai fare?
Certo! Certo! E’ una vita che sono in ginocchio!
Non intendevo questo, saprai trovare il giusto altare? Saprai pregare col cuore, oppure metterai solo insieme un mucchio di parole, e lascerai il pensiero volare altrove?
Beh questo è un tantinello più difficile, sai il pensiero è un mulinello ed io non riesco mai a vincere in questo duello.
Cara foglia se vuoi arrivare al Signore, dovrai inginocchiarti sul giusto altare, quella è l’unica maniera per pregare.
Un giorno tornò il vento, dicendo:
Foglia sei stata invitata a parlar con l’eccelso!
Davvero? Quando?
Adesso!
La foglia era emozionata.
Non mi sento preparata, sono veramente imbarazzata!
Il Vento la raccolse tra un se e un forse, e la portò in un posto buio.
Vento ma questo è un inganno, dove mi hai portata avevi detto che mi portavi dal Signore.
Sono qui foglia!
Disse il Signore, la foglia sgranò gli occhi ma era talmente buio in quel posto da non riuscire a scorgerlo.
Ma dove sei Signore qui non si vede niente, non vedo il sole, non vedo un fiore, in questo posto non c’è amore, tu non dovresti essere qui!
Poi tante voci incominciarono a rendere l’aria soffocante, erano le preghiere sbagliate e di tanto in tanto tra loro qualche preghiera era accompagnata da una scia di luce, quelle erano le preghiere comete, le uniche in grado di rischiarare l’oscurità ma solo se in grande quantità.
Quelle che brillano sono le preghiere del cuore, le uniche che portano luce e amore, le uniche che ascolto!
Disse il Signore.
Signore ascoltale tutte, anche le preghiere di chi non sa pregare, lì giù c’è tanto da penare.
Foglia la vita è solo un sogno che accenderà il vostro bisogno, ma voi dovrete imparare a pregare, inginocchiandovi sul giusto altare. Ogni esistenza è una chiesa e il vostro cuore ne è l’altare, sappiatevi perdonare e amare, solo così le preghiere del cuore potrò ascoltare.
Signore ma tu sei l’eccelso, il padrone dell’universo, perché vivi qui in quest’oscurità?
Perché ci vivi tu e tutti i tuoi fratelli, ed io sono laddove, siete voi. L’unica preghiera che nel cielo fa rumore viene dal cuore, l’unica in grado di mutare l’oscurità, in luce per l’eternità.
Il Vento raccolse la foglia quando ebbe finito di parlare con l’eccelso e la riportò a casa. La foglia era stranita, bisognava far qualcosa per accendere la Vita, il Signore era nell’oscurità e non si sarebbe spostato di la, quindi anche dopo la morte, del paradiso non si sarebbero aperte le porte.
L’Al di là non è migliore di qua!
Prese a dire la Foglia, andando avanti e indietro nervosamente.
Ma cosa si può fare? Forse incominciando a pregare? Ma bisognava trovare il giusto altare…
E fu così che da quel giorno la Foglia incominciò a perdonarsi e ad amarsi, riuscendo a trovare il suo altare e le sue preghiere al Signore incominciarono ad arrivare.
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Le Favole della Vita
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Quell’oscurità, quella foglia al vento che evoca smarrimento. Il vento. Cleonice tu sai che io so, sono psicologo e questa è quello che sai. Comunque questa, per me, è una delle tue più belle favole.
L’odio e l’amore sono sentimenti contrastanti tra loro e che entrambi nascono dal cuore. Mentre il perdono è un dono che non tutte le persone hanno.
Nel corso della nostra esistenza non dobbiamo essere come foglie al vento, lasciarci trasportare nel buio degli abissi, bensì occorre trovare la forza e la capacità di reagire anche nei momenti più bui e tetri della nostra vita.
Bisogna ritrovare quella luce che è dentro i nostri cuori, proprio grazie al saper perdonare e amare con la preghiera dinanzi al giusto altare, perché proprio attraverso quella stessa luce che illuminerà il sentiero della nostra vita.
Complimenti per questa favola meravigliosa dal profondo del cuore un grazie per averla scritta, è una lezione di vita per tutti noi.