


Il Sentiero Obliquo e il Libero Arbitrio- Favola
Il Sentiero Obliquo e il Libero Arbitrio
Un piccolo scoppietto e un plaff!!!!
Quattro Ossa si trovò seduta sul Sentiero Obliquo, e una Voce celata da grosse nubi grigie disse:
Io sono colui che è, nessuno è oltre me!
Quattro Ossa, si mise sugli attenti dicendo:
Agli ordini!
Ascoltami Quattro Ossa?
Quattro Ossa era appena nata alla vita ed era plasmabile come la creta, in quattro e quatt’otto divenne un grosso orecchio per ascoltare meglio.
Sto per farti un dono assai prezioso!
Cos’è, cos’è, dammelo, dammelo, dammelo!
Quattro Ossa era improvvisamente diventata un cagnolino scodinzolante…
Calma, calma a cuccia!
Disse la Voce…poi dopo un attimo di silenzio che aveva il sapore della perplessità, disse…
Ops…ma cosa ho detto! Quattro Ossa lo vedi che mi fai confondere, per un attimo mi è sembrato quasi di parlare con un cucciolo di cane.
Scusa voce, ero solo felice…lo sai come si dice cor allegro Dio lo aiuta, ed io mi invento e mi reinvento ma sono sempre un cor contento!
Lo so, ma stai portando il discorso altrove e mi stai confondendo…allora tornando al discorso di poco fa, voglio farti un dono assai prezioso.
La Voce tossì un altro paio di volte come per prepararsi alla solennità della rivelazione:
Ti dono il Libero Arbitrio!
Oooooooooooooo! Lanciamelo che lo prendo, ma come si usa?
Ma come? Sono millenni che ti reincarni e mi fai sempre la stessa domanda!!!!!!!!!!!! Sono stancooooo!!!!
Disse la Voce.
Lo so, ma è un gioco che facciamo ad ogni vita, orsù un po’ di pazienza, sua eccellenza!
Ne ho avuta fin troppa con te, fai sempre finta di non riconoscermi, poi ti trasformi in cose impensabili, e mi distrai, lo sai che io sono il Creatore, e che devo adempiere al disegno?
Lo so, e io sono una delle matite.
E fu così che Quattro Ossa si trasformò in una matita, per far piacere al Signore, ma il Signore non sembrò gradire quell’ulteriore perdita di tempo:
Basta!!!! La finiamo questa farsa, allunga le mani che ti lancio il Libero Arbitrio!
Quattro Ossa allungò le mani e raccolse qualcosa di indefinito caduto dal cielo.
Ok va con Dios figlia mia!
Aspetta!!!! E’ l’unica occasione che ho di parlarti, devo chiederti una cosa…
Ci hai messo 2000 vite però lo hai capito!
Disse la voce increspata.
Signore lo sai, che io ho i miei tempi di maturazione, non sono mica un palloncino che si gonfia?
Ed ecco che Quattro Ossa si trasformò in un palloncino.
Guarda che me ne vado e quell’ultima cosa non te la faccio dire!
Disse la Voce esasperata.
No, no aspetta…volevo un attimo parlarti di quello che tu chiami Libero Arbitrio, ti rendi conto che ormai è superato? Ti devi modernizzare?
COSA?????????????
Ma tu stai diventando irriverente Quattro Ossa, la prossima volta ti faccio nascere già nella fossa!
Ma dai lo so che scherzi, guarda che ora so di essere sul Sentiero Obliquo, dove abbiamo solo tre scelte, altro che Libero Arbitrio: Restare immobili nel posto in cui siamo nati e sarà proprio li che rinasceremo, o scendere lasciandoci trascinare dalla forza di inerzia e la prossima vita ci troveremmo però a partire da un punto più basso del sentiero, o salire col sudore della fronte e sperare di poter fare qualche passo in avanti nella comprensione, per rinascere un po’ più avanti.
Vabbè lo hai capito, sei un anima ripetente e prima o poi ci dovevi arrivare anche tu.Con te userò un altro modo di parlare: Quattro Ossa è l’ora di darti una mossa!
Ecco ora parli la mia lingua, io non mi lascerò trascinare dalla forza di inerzia, e neppure resterò impuntata qui, voglio andare in un altro posto, basta cieli grigi e terra arida, voglio il sole, voglio i fiori, voglio i colori. La vita è la mia occasione per avanzare e non la posso sprecare.
Finalmente ascolto qualche parola senza mente, era ora! Ma è giusto tu sei un anima ripetente.
Pensi che mi offendano le tue parole? Neppure per sogno, ho avuto bisogno dei miei tempi, anche se lenti ci sono arrivata da sola!
Ti fa merito Quattro Ossa…
Disse poi la Voce tornata seria.
E’ questa la giusta mossa!
Quattro Ossa non sprecò un altra vita, intraprese sin da subito la strada in salita, non restò a invecchiare il passo seduta su di un masso, e neppure rotolò in discesa senza fare della sua vita una presa. E fu così che completò il Sentiero Obliquo e quando fu su in cima, la Voce disse:
Mi dispiace Quattro Ossa ma ora si continua!
Non mi importa Signore andrò dovunque mi porta il cuore, questo posto è un giardino, ogni fiore è intriso d’amore e nel cielo risplende un immenso sole che canta il mio nome. Questa vita è una passeggiata, ora finalmente posso dire: Sono felice d’essere rinata!
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Hai descritto l’illuminazione. A me è successo tre volte tu l’hai descritta per farla sentire. Io ero quattro ossa. Quel libero arbitrio obliquo, a parte la rima ha un grande significato che sant’Agosytino non ha pensato. BELLISSIMA favola.
Stavolta ho visto gli occhi del bambino…:))))
Quello che si vede, secondo me, ha poca importanza, si vede diversamente e il diverso può essere collegato all’argomento o non, è un testimone della differenza, secondo me.