Amami! – Favola
Amami!
Un uomo avvicinò una donna dicendo:
Baciami con passione ed io ti libererò da ogni tua prigione!
La donna vide che l’uomo aveva ragione, lei era davvero rinchiusa in una prigione, ma nel baciarlo con passione non avrebbe risolto la questione, e allora rispose:
Ogni passione ha la sua ragione, e la mia prigione non è la giusta ragione, nel baciarti ti svelerai una delle mie arti e per farlo dovrei amarti!
Amami! Ti sfido a duello! Se vincerò tu proverai ad amarmi.
Io non uso armi!
Disse la donna e l’uomo rispose:
Chi ti ha detto che ci vogliono delle armi?
I duelli solitamente prevedono un combattimento, una sfida…e di sfida si tratta, se riuscirò a tirarti fuori dalla tua prigione interiore, tu mi darai il tuo amore…?
La donna guardò la sua soffocante galera, avrebbe fatto qualsiasi cosa per uscire da quel luogo nefasto, e seppur a malincuore, perché non si ci vende mai neppure per amore, accettò.
L’uomo incominciò a studiare giorno e notte grossi libri di stregoneria, alla luce di una candela faceva riti magici, bruciava incensi, faceva cerchi in terra con strane sabbie colorate.
Mica sacrificherai animali per me?
Disse la donna preoccupata dal vedere quella stanza stranamente bardata.
Non sacrificherò alcunchè, se non il mio tempo per te!
Rispose l’uomo continuando a fare alchimie strane, e mentre riempiva fialette continuava a ripetere:
Affinchè mi ami, affinchè mi ami, affinchè mi ami!!!
Vedo che nutri grande passione per me, anche se non conosci alcunchè.
Conosco quel che è da conoscere! Ogni mio sacrificio non potrà mai eguagliare il beneficio. Tu sei una magnifica essenza, tra noi deve esserci appartenenza.
La donna era affascinata, non le era mai capitato un uomo così:
Hai valenza, la giusta esperienza e competenza…è preziosa la tua di essenza.
Disse la donna, mentre per la prima volta prese a guardare le fattezze fisiche dell’uomo.
Ed hai anche bella presenza!
Aggiunse con un sorrisetto malizioso. L’uomo alzò lo sguardo dalle sue fiale in ebollizione rispondendo a malizia con malizia.
Ebbene puoi darmi qualche buona notizia? Sai l’attesa spiazza.
Abbi ancora qualche momento di pazienza e tra poco libererò la tua essenza.
La donna prese a camminare per la stanza, prese a odorare qualche spezia, poi raccolse qualche fiala di essenza per ingannare la sua poca pazienza. L’Uomo era pronto, e con una fiala le si fece incontro dicendo:
Bevine!
La donna lo guardò sorridendo…
Non bevo nulla di cui non conosco il contenuto!
L’uomo per dimostrarle che non si trattava ne di droghe e neppure di veleni, prese a bere metà della fiala.
La donna incrociò le braccia dicendo:
Bene, aspetteremo mezz’ora, se non avrà alterato il tuo stato di coscienza, ne berrò!
Sei molto diffidente!
Disse l’uomo sorridente. La mezz’ora passò tra domande di matematica, algebra, filosofia, solo per testare la presenza dell’uomo, che era rimasto completamente presente a se stesso.
Ora tocca a te!
Disse l’uomo con un sorrisetto malizioso porgendole la fiala. La donna raccolse la fiala sfiorando le sue dita, e la bevve tutta di un sorso chiudendo gli occhi.
Hai paura?
Chiese l’uomo.
Si molta! Mi sono già pentita, ma ormai non posso tornare indietro.
Ti vuoi stendere sul letto?
No, no, preferisco stare all’inpiedi. Ed ora cosa dovrebbe accadere, come saprò se sono libera dalle mie prigioni?
Lo saprai fidati! Ricordati che hai promesso di amarmi.
Si, si ti amerò, liberami e ti giuro che ti amerò… Ma non succede niente! Le mie prigioni…
Disse la donna lamentosa.
Stenditi sul letto!
Ordinò l’uomo.
No preferisco stare all’inpiedi.
Stenditi è importante!
Mi stendo, ma tu dove ti metti?
Al tuo fianco, ma giuro che non ti tocco!
Daccordo stendiamoci!
Hai detto stendiamoci, lo sai che suonano bene queste parole?
Disse l’Uomo con malizia.
Non fare lo sciocco! Liberami prima dalle mie prigioni!
L’uomo e la donna si sdraiarono sul letto.
Ma non succede niente di niente!
La donna non riusciva a capire che ci faceva su quel letto sdraiata con un uomo che neppure conosceva, era incredibile, cercò di alzarsi dal letto ma il letto si animò, intrappolandola …
Che hai fatto mi hai ingannata!
Il letto mi incatena.
Amami!
Ripetè l’Uomo, stavolta con una voce roca e calda, fissandola intensamente negli occhi.
La tua prigione è nel letto, amami e sarai libera in ogni aspetto.
No così non è giusto, liberami prima e poi ne parliamo!
No scapperesti!
Ti giuro che non scappo fidati.
Disse la donna. Il letto la liberò e lei ne saltò fuori, e con rabbia inveì contro l’uomo.
Non è questo il modo! Hai sbagliato tutto!
Hai visto? Lo sapevo che saresti scappata!
La donna riprese le sue cose e corse verso la porta, ma anche la porta era chiusa. E quando si girò disperata verso il letto, per inveire una seconda volta contro l’uomo se lo trovò invece a pochi centimetri dalla bocca, poteva sentire l’aroma inebriante del suo alito, il calore delle sue parole la pentravano.
Amami! …Amami!… Amami!
Continuava a ripetere l’uomo.
La donna era preda dei suoi occhi, prigioniera dei suoi tocchi e per fuggire non trovava sbocchi.
Baciami!
L’uomo le prese il viso tra le mani sfiorandone la pelle dolcemente, mentre i suoi occhi scuri continuavano a rapirla. Le loro labbra si unirono in un bacio ardente e prepotente, e la donna si trovò senza mente improvvisamente, liberando una passione rovente come lava ardente.
Solo togliendo la corrente alla mente, la passione della donna divenne lava rovente, l’uomo tramutò la sua paura in passione pura, liberandola dalle sue soffocanti mura.
Quando il canto della passione si eleva, gli antichi spasimi del mondo cancellano luoghi e memoria, e della vita si rinnova la storia alla luce della gloria. Nella passione “l’essere ragione” troverà le chiavi per liberarsi da ogni sua prigione.
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Le Favole della Vita
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Cleonice, usi l’imperativo come verbo e parli dell’amore! Il messaggio è forte.
A volte sono gli Uomini ad essere imperativi, e meno male…le Donne in ciò sono ancora frenate da secoli di inibizioni indotte…
E’ vero. si possono discutere i conorni!
contorni è sfuggita la t. Devo imparare a scrivere