
Il Tinello che voleva essere un Castello
Unguè unguè!!!
Quanto è bello!
Disse la Grande Casa alla sua creatura.
Ti chiamerò Tinello.
Tinello crebbe e la sua mamma non disse più che era bello al contrario non perdeva occasioni per sminuirlo.
Tinello non sai fare bene questo, non sai fare bene quello, ed io che speravo d’aver generato un Castello!
Era sempre lo stessor ritornello e un giorno Tinello si convinse che non era bello perché non somigliava a un Castello.
Se Tinello=Non Bello allora VOGLIO DIVENTARE UN CASTELLO!!!
E fu così che incominciò con l’aggiungere una stanza dopo l’altra alla sua piccola struttura, costruì altissime mura per assomigliare sempre più a un Castello, ma agli occhi di sua madre restava comunque non bello. Tinello aveva rinnegato la sua natura ed ora la rifuggiva con paura.
Ma tu sei un Tinello travestito da Castello?
Diceva la gente e Tinello con grande compostezza rispondeva:
Sono un Castello, osserva le mie alte torri come sfiorano il cielo, guarda le mie mille stanze.
La gente guardava le sue alti torri e le sue mille stanze e poi nel guardare la sua radice diceva:
Ma che dice…questo Tinello, davvero pensa d’essere un Castello deve essere un po’ toccatello.
In realtà Tinello era un pò squilibrato, ma sfido chiunque a portar sulle spalle il peso di un identità che troppo grande gli sta. Venne il giorno in cui portare sulle spalle un Castello era divenuto troppo faticoso per Tinello, prima o poi avrebbe perso l’equilibrio, era ormai sempre più di frequente in squilibrio. Per questo motivo Tinello prese a togliere ad una ad una le stanze che aveva costruito, abbassò le mura, buttò a terra le alte torri, ed immediatamente cominciò a sentirsi meglio, trovando come per magia il suo equilibrio.
La Grande Casa passò e vide Tinello svestito del suo Castello ed esclamò:
Quanto sei bello!
Tinello restò sorpreso da quelle parole:
Madre, sono solo un piccolo Tinello mi spiace di averti delusa nel non essere un Castello!
Tinello è il tuo equilibrio che ti fa bello, è l’aver esaltato la tua natura, senza appesantire la tua struttura con false mura! Lo so nel passato ti ho sempre criticato e tu hai creduto d’essere sbagliato ma anche io vivevo il mio squilibrio perché di guardar la mia natura avevo paura.
Madre ma tu sei una Grande Casa!!!
Io sono una Grande Casa come tu Tinello eri un grande castello! Guardami meglio io sono solo un Seme di Pisello.
Tinello guardò dentro la Grande Casa e vide un piccolo seme di pisello portare sulle spalle quel grandissimo fardello.
Madre lascia andare tutto questo peso, il tuo squilibrio nasce dal non esserti mai accettata anche un seme di pisello è tanto bello.
Tinello continuò giorno dopo giorno a smantellare il suo Castello e quando fu finalmente se stesso, aprì porte e finestre lasciando entrare la luce del sole e nel liberar la musica del suo cuore quel Tinello divenne Amore.
Accetta la tua natura non costruire anche tu un castello sopra un tinello, è l’equilibrio che ti fa bello!
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Una sequenza psicologicamente molto convincente. E’ l’equilibrio che ti fa bello. Questo è Piaget che parla. Cleonice mettici un link a wikipedia, l’enciclopedia. Ora prende il 5 x 1000 dal reddito delle persone fisiche, se uno vuole. Bisogna utilizzarla è per aumentare la cultura. Dai mettilo: Piaget.