L’Uomo che si credeva Gesù – Favola

L’Uomo che si credeva Gesù
C’era una volta un Uomo che avanzava nella vita portando sulle spalle una pesante croce, e al suo fianco a pochi centimetri camminava Gesù nel portare la sua. L’Uomo si piegava spesso sotto il peso della sua croce, ma si sentiva mille volte ripagato perchè sapeva d’essere il prescelto. Era profondamente convinto che quel cammino di dolore ripercorresse quello di Gesù e che la sua missione fosse quella di portare la luce ai più.
Un giorno Gesù che gli era al fianco da sempre in silenzio, iniziò a parlare:
Uomo tu non sei diverso da chiunque altro, il tuo dolore non ti ha elevato sull’altare dei pochi, tu sei uno tra i tanti.
L’Uomo guardò Gesù stordito quasi incredulo, come poteva essere che proprio lui a dirgli quelle cose?
Riconosciti in ognuno, tu non sei un qualcuno, tu sei gli altri.
L’Uomo si sentì ferito da quelle parole nel profondo, aveva condotto la sua vita sempre con grandissima umiltà, senza mai vantarsi di alcunché, senza mai chiedere nulla in cambio , mettendo a tacere tutte le sue passioni, aveva sempre dato e quasi mai ricevuto, ed ora quello era il ringraziamento?
Gesù credimi nella più sincera umiltà, io sono l’ultimo degli uomini, mi sento è vero diverso, ma la mia diversità si chiama inferiorità, io sono il più piccolo, il più umile, colui che ha sempre dato e mai chiesto, che ha sempre lasciato cadere le offese, colui che mette pace.
Tu dici di sentirti inferiore a chiunque altro, e reputi disdicevole chi invece si sente superiore agli altri, io ti dico che siete nell’errore entrambi, sia l’uomo che si sente inferiore che quello che si sente superiore, perché in entrambi i casi non siete con gli altri. Tu uomo non sei ne inferiore e ne superiore, tu sei gli altri.
L’Uomo prese ad innervosirsi…

Come gli altri? Non posso essere come gli altri, guarda la mia vita è costellata di sofferenze interiori , io non sono come gli altri. Io ho patito dolori inauditi, gli altri no, vivono sereni la loro esistenza, io sono caduto negli abissi e ne sono risalito portando crocifissi.
Disse con malcelato orgoglio l’Uomo.
Allora non è vero che ti poni su un piano di inferiorità , tu Uomo ti senti superiore agli altri!
Disse Gesù…
Attraverso le tue parole hai descritto il cammino di un santo, ma tu uomo non sei un santo, sei come gli altri, tu non sei un diverso, come te negli abissi ne son caduti mille e tanti si sono rialzati portando sulle spalle crocifissi, non hai tu il primato di esserti rialzato. Tu sei come gli altri ne migliore ma neppure peggiore.
Perché mi vuoi togliere questa illusione d’essere speciale, era l’unica giustificazione che rendeva plausibile tanto dolore.
Disse l’Uomo disperato.
Perché Uomo era un Illusione e tu lo sai che le illusioni sono le più ingannevoli prigioni. Tu non sei ne inferiore e ne superiore, sei un uomo in cammino come tanti, che ha conosciuto il suo declino come tanti, guardati intorno e da tempo che non vedi più la gente davvero, ascoltavi tutti con aria di superiorità ammantata di umiltà. Tu non sei il salvatore dell’umanità, ma puoi essere invece il salvatore di stesso. Tu uomo nell’emulare il mio cammino non hai guarito il tuo, invece di scappare dalla croce, l’hai abbracciata. Tu non sei diverso dagli altri, tu sei un uomo in cammino tra gli altri. Con questa presa di coscienza migliorerai la tua esistenza.
Gesù mise la croce in terra e fece per andare via…
Aspetta Gesù non lasciarmi da solo?
Uomo non aver paura di camminare da solo, perché eri solo anche prima, io sono solo una tua costruzione mentale, una giustificazione che hai voluto dare al tuo dolore.
E la mia missione? Sarò venuto sulla terra per adempiere a una missione? O no?
E’ vero una missione c’è l’hai?
L’Uomo si illuminò negli occhi e dentro di se ancora una volta disse:
Lo sapevo sono speciale, ho una missione!
Cerca di vivere felice, è questa la tua missione.
L’uomo che credeva di essere Gesù ora sapeva d’essere come gli altri, posò la sua croce in terra e riprese a camminare nella vita. Le illusioni sanno essere le più ingannevoli prigioni…ma quell’uomo ora era libero.
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Cleonice, mi ha cancellato, stringo: pensaci, chi si sente superiore è per questo inferiore. Gesù è, come dici tu, una costruzione mentale. La croce è un simbolo, tu esprimi qua una presa di coscienza per continuare il cammino. Questo è esistenzialismo, l’esistenza è quella di tutti, avviene ed è diversa e uguale contemporaneamente.
Il dolore ci può indurre in inganno, ci fa sentire soli ed ecco che si può cadere nella trappola dell’illusione che finirà per distruggerci completamente…perchè invece di allontanare la croce la stringiamo al petto, invece di guarire ci uccidiamo.
Esatto! Dolore e sofferenza non sono la stessa cosa. Il primo ci ditrugge, la seconda ci aiuta a crescere se la controlliamo. Ci si può ingannare per rispondere al dolore, non alla sofferenza.