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C’era una volta una grande pentola con dentro un lungo mestolo, e ogni uomo che passava un po’ di minestra nel piatto si versava è mai ringraziava. Un giorno ameno la pentola decise che di lei si poteva fare a meno, poiché nessuno si era mai premurato di esserle grato.
Gli uomini come è di costume, accesero il lume solo quando ormai il gallo avea perso tutte le piume. Alla pentola andarono come ogni giorno, e con la pancia vuota fecero ritorno .
Se digiuno non vuoi restare gli altri non dimenticar mai di ringraziare, sarà la tua riconoscenza a ripagarli di tanta pazienza. La riconoscenza non è una scienza ma una fantascienza, e l’uomo non ne coltiva la conoscenza, ma nel sentir vuota la pancia anche in quello studio spesso si lancia.
Ascolta la favola letta da Francesco Cusani
Clonice quella grande pentola aveva un significato sociopolitico e umano. Oggi è la pentola in cui mangiano solo alcuni, mi dispiace per gli altri.
…Quella pentola ti somiglia tanto…anche se lo dico di rado…Ti ringrazio tanto per quello che sei
Cleonice Parisi:
Che dirti Giuseppe…forse cambieresti idea nel conoscermi davvero…ho tanti pregi ma anche tanti difetti… Un abbraccio.