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Grazie di questa Grazia – La favola della Rinascita

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Grazie di questa Grazia

Una mano dal Cielo strappò una Bambola dalla vetrina di un negozio abbandonandola in strada.

Sono morta?

Chiese la Bambola.

No, non sei morta.

Rispose il Cielo armato di santa pazienza.

Il problema è proprio questo, tu vivi come una morte la tua rinascita.

Cielo  ma per rinascere devo essere prima morta?

Per rinascere intendo che sei mutata, si chiama rinascita proprio perché avviene solo ai già nati.

Caro cielo pur accettando il fatto che io sia viva, perché allora soffro tanto questo mio essere “diversa”, cambiata insomma mutata? Rimettimi nella vetrina assieme alle altre bambole, ti prego!

Disse la Bambola tra le lacrime.

Il fatto è proprio questo, la tua mente non ha accettato ancora il cambiamento, perciò tutto ti appare come un incomprensibile tormento. Sei una farfalla che crede ancora d’essere  bruco, che vola alta e piange perché non riesce più a vedere le piccole pietre e i fili d’erba che erano parte del suo viver passato. Ma la cosa non deve preoccuparti , devi semplicemente abituarti.

Allora ora sono una farfalla?

Chiese la Bambola.

Brava!

Rispose il Cielo soddisfatto.

Ed ora ti prego asciuga le tue lacrime, tu una grazia la fai  diventare una disgrazia.

Questa sarebbe una grazia?

Disse sorpresa la Bambola.

Si è una grazia! Non tutte le Bambole usciranno da quella vetrina, ora vai e cammina da bambola a bambina.

La Bambola guardò al Cielo dicendo:

Ma io non so camminare rimettetemi nella vetrina, voglio continuare ad essere una bambola e non una bambina. Questa bambola ringrazia e rinuncia alla Grazia.

Il Cielo prese a ridere e la Bambola si stupì, di non aver scatenato tuoni, fulmini e saette con le sue parole. E poi aggiunse:

Non volevo mica farti ridere è quello che davvero penso!

Si lo so, che lo pensi davvero!

Rispose il Cielo ora con voce pacata.

E allora perché ridi?

Bambola immagina di dover fare un iniezione dolorosa a un bambino, lo vedrai divincolarsi, piangere,  mordere, rinnegarti, ma tu saprai che da quella iniezione dipende la sua salute, quanto ti resterà dei suoi morsi e delle sue lacrime, dei suoi improperi?  Il fine giustifica i mezzi e il fine di ogni cosa è giungere tutti alla vera vita.

La Bambola si girò a guardare per l’ultima volta il negozio di giocattoli con grande nostalgia, ormai consapevole che non ne avrebbe più fatto parte.

Cielo ed ora?

Ora che sei guarita puoi vivere la vera vita, insegnerai alla mente quello che la tua anima conosce da sempre e del tuo “cammino” saprai plasmare il destino. E’ una grazia non dimenticarlo mai!

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  1. Maria Bonaria Fanunza. says:

    La meraviglia della bambola nel vedersi piombare in un altro mondo, nel mondo de vivi.
    non si rassegnava lasciare la vita di prima per cominciarne un’altra con delle incognite.E pur vero che se anche ci troviamo non troppo bene in qualsiasi stato siamo, il cambiamento non è facile.Ma quando assaporiamo la libertà delle nostre
    azioni, del nostro fare, del nostro dire, ci gongoliamo per quello che abbiamo raggiunto e per quello che possiamo ancora fare. Ma stia lontano da Noi l’orgoglio e la passione perché tutto possono rovinare ed all’aria tutto il bene fatto mandare.
    Nella mia semplicità non voglio mai cambiare se non in meglio per più Amare ed Adorare Il Mio Creatore e Signore con La Santissima Madre di Gesù e Madre nostra Maria che ci protegge da lassù e non ci lascia mai soli, per non offendere il Cuore del Suo Figlio SAcratissimo. Grazie di queste Grazie Cleo.Maria Bonaria.

  2. Bella favola! Rinasciamo ogni giorno, se vogliamo, lo sai! Non si lascia il vecchio per il nuovo, perché la vita è un eterno ritorno. Se devo filosofeggiare con Nietzsche, alla fine siamo sempre noi che rinasciamo. La tua favola lo dice. Possiamo cambiare il ruolo, ma quello è sociale, non esistenziale.

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