Una sola strada per il Paradiso

Una Tartaruga camminava lenta su di una lunga strada assolata, di tanto in tanto si fermava cercando un po’ di refrigerio all’interno del suo guscio, e un Leprotto che passava di lì in  tutta fretta, vedendola  ferma, disse:

Se continui così non raggiungerai mai la meta, sei lenta e non hai alcuna speranza di tenermi testa.

La Tartaruga uscì dal suo guscio assonnata si guardò intorno e vide uno snello Leprotto  che saltellava sul posto per non perdere il ritmo datogli dalla corsa, e rispose:

La mia natura non mi spinge alla corsa, ma al lento cammino,  non ho nessun desiderio di superarti, non mi appartiene quel senso di sfida che invece ammala molti.

Non comprendo le tue parole, che significato ha una vita trascorsa con passo lento e senza sfide? Sto perdendo tempo prezioso con te,  scappo, altrimenti qualcuno mi supererà. Addio Tartaruga  non credo che ci rivedremo più!

Disse il Leprotto nel riprendere la sua forsennata corsa. La natura del Leprotto era quella di correre e non poteva comprendere chi era diverso da lui, sparì rapidamente all’orizzonte così come era apparso. La Tartaruga riprese il suo lento cammino fatto da tante tappe, accrescendo la sua già acuta osservazione, e il Leprotto corse, corse, sino alla fine della sua strada, senza dare troppo peso a tutto quel che gli era intorno.

Entrambi gli animali giunsero alla fine della loro strada e si ritrovarono insieme di fronte ad una porta, la stessa porta. Il Leprotto guardò la sua compagna e riconobbe in lei la Tartaruga:

Come hai fatto a giungere sin qui, tu che eri tanto lenta e osservatrice?

E tu Leprotto come hai fatto a giungere fin qui, tu che eri tanto veloce e distratto?

Entrambi risero, la  porta si aprì ed un anguro li invitò ad entrare, dicendo:C

Che siate i benvenuti nella vostra casa. Ognuno percorre il proprio cammino seguendo le inclinazioni della sua natura, ma in fine si giunge tutti alla stessa conclusione. Le diversità non sono altro che un mezzo per comprendere la vita. Il confronto è uno degli esami che tutti prima o poi  dobbiamo sostenere. Lo stesso confronto aprirà  nuove frontiere alle porte all’amore ed è quello il Paradiso. Prego siete attesi.

Il Leprotto fece per prendere in braccio la Tartaruga, sapeva della sua lentezza atavica e voleva agevolarla nell’entrare in Paradiso, ma il Canguro disse:

Spogliatevi ora dei vostri abiti terreni, non sono necessari, qui non abbiamo pesi che ci rallentano nel cammino, siamo liberi di volare.

Ma i conti al Leprotto non tornavano e con voce stranita disse:

Scusa ma tu se un Cangurotto?

E il Canguro sorrise disse:

Sono solo travestito per essere il più vicino possibile a quel che gia conoscete, la mia vera natura è luce, entrate e potrete conoscere il senso delle cose.

La Tartaruga e il Leprotto entrarono in paradiso e la porta alle loro spalle si chiuse.