Il Saggio Artigiano

Il Sovrano di un immenso regno commissionò ad un Saggio Artigiano un anfora:

Ti raccomando che sia un opera ineccepibile, quest’anfora dovrà contenere un gran tesoro!

Disse il Sovrano al Saggio Artigiano.

L’Artigiano era preoccupato, il compito gli era stato affidato dal suo Re e non doveva sbagliare. Si chiuse per tre notti e per tre giorni nel suo laboratorio, la creta era morbida tra le sue mani, e l’esperienza non gli mancava ma si sentiva confuso. Prese a delinearne le prime linee e vide l’anfora prendere forma, durante il lavoro si sentì pervadere da un forte entusiasmo e di quel suo lavoro se ne innamorò. Quando ebbe terminato, giunse il tempo di infornare l’anfora e in quell’istante la confusione divenne completa. L’Artigiano non voleva più staccarsi dall’ anfora, e due pensieri cominciarono a flagellarlo:

“Tieni con te la tua anfora, preservala”.

Mentre l’altro pensiero diceva:

“Immergila nel fuoco e consolidane la forma”.

L’Artigiano sapeva bene che la creta era ancora morbida e che se non avesse immediatamente infornata l’anfora, tutto il suo lavoro sarebbe andato perduto. Fu così che accese il forno, affidando alle fiamme il suo lavoro. Il sovrano convocò l’artigiano per controllare il lavoro, e quando lo vide entrare con l’anfora tra le mani, fu colto da grande ammirazione data l’intesa bellezza di quell’opera.

Avvicinati Artigiano!

L’artigiano fece alcuni passi verso il re ed inchinandosi gli affidò l’anfora.

Hai fatto un buon lavoro quest’anfora è davvero preziosa.

E nel dire ciò il sovrano, prese il suo cuore e lo ve lo depositò dentro dicendo:

Le mani dell’uomo potranno plasmare anfore sane, ma sarà il fuoco del vivere a consolidarle indurendone la forma. Come artigiani saggi, plasmerete le vostre anfore e senza attender tempo lascerete che il fuoco della Vita ne consolidi le forme. Un vaso sano è cotto nei tempi giusti. Plasma pure il tuo vaso senza dimenticare che solo il fuoco della vita renderà saldo l’insegnamento della tua mano.