La piccola grande mano

Mano che fai appollaiata su quell’albero, scendi!

Disse il grande Sole che regnava incontrastato nell’immenso e azzurro cielo.

Non vedi la tua terra ti chiama!

Sono stanca, lasciami riposare cosa  conta che io ci sia o no, non cambierà mica il mondo per una piccola e inutile mano?

Mano ogni elemento del vivere che sia esso piccolo ed apparentemente inutile o grande e apparentemente essenziale, è allo stesso modo parte integrante ed essenziale del grande disegno della vita, e tu piccola mano non sei diversa dagli altri. Hai lavorato alacremente la tua grande terra, ti ho vista sudare nei campi ripulendo dalla sterpaglia ogni metro quadro, ti ho visto di notte arare una terra arida e dura come la roccia, e nell’alba della tua vita piantare i tuoi semi, ti ho visto raccogliere lacrime in grandi secchi di rame e dissetare l’avida terra, colmandola e mutandola in fertile composto,  ora completa il tuo operato.

E la mano:

Ti consegnai  le mie illusioni nel crederle speranze, vi rinunciai solo per fede, ma esse erano i buoi che trainavano il mio carro.  Non ho un posto dove poggiare il capo, dimentica il mio nome,  ho fatto la mia scelta!

Il tuo destino non è quello di lasciar scorrere il tempo, tu  cavalcherai un indomito destriero che aprirà le sue  grandi ali per condurti un sino a me, ma ora devi completare la tua missione. Ora guarda li tra i campi un piccolo fiore sta venendo alla luce,  ti ci accompagnerò!

La mano per il grande amore che sentiva per il Sole, scese dall’albero e corse nella sua terra per vedere quell’unico fiore che stava nascendo dopo tanta fatica. Lo guardò era solo un germoglio sottile, immediatamente corse in giro a prendere dei massi e un piccolo bastoncino di legno per sorreggerlo e vi si sedette al fianco.

E il Sole disse:

Che fai non risali sull’albero?

E la mano rispose:

Non posso lasciare questo piccolo e fragile fiore, crescere senza che io lo sostenga e lo accudisca, ne sono responsabile!

Capisco!

Alla luce del Sole e con l’amorosa cura della mano, il piccolo germoglio divenne un fiore alto e bellissimo e quando un giorno si schiuse dalla sua corolla presero il volo due meravigliose e coloratissime farfalle. La mano sino ad allora non aveva più prestato attenzione al resto della sua terra, presa com’era dal veder crescere il suo piccolo fiore, e quando si voltò per seguire il volo delle due piccole farfalle vide che la sua grande terra era divenuta giardino.

Mano hai lavorato alacremente, quell’albero sul quale un dì ti rifugiasti era la tua fede, ma nel viver non basta aver fede, bisogna lavorare affinché i sogni possano divenire realtà.  Voi siete come un enorme palazzo dalle finestre sbarrate, di tanto in tanto una finestra si spalancherà illuminandovi con la sua luce, attendete quell’istante e fate che il vostro tempo non lo camuffi con abiti insensati, attendete e sappiate riconoscerne l’importanza, perché da quel momento tutte le porte del vivere si schiuderanno una ad una, ma ad aprirle non sarà stata la divina provvidenza, ma la vostra stessa mano consapevole e cosciente della strada da percorrere.

La mano era ormai grande e colma di gioia, le sue bellissime farfalle colorarono i cieli del mondo ed un giorno il Sole la raccolse con tutta la sua immensa terra  facendone  una bellissima Stella.