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La Musa del Vento – La favola del Tormento Spento

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La Musa del Vento

Capitolo chiuso disse il topo alla farfalla!

Capitolo chiuso disse la farfalla alla pietra!

Capitolo chiuso disse la pietra alla luna!

Capitolo chiuso gridava l’intero Creato al Fato, e il Fato sentendosi nominato scese al Creato.

Chi mi ha nominato?

Chiese il Fato.

Io !

Rispose il Creato.

Di quale reato sarei accusato?

Di alcun reato ti si accusa,  la Musa dei Venti  ha semplicemente visto finere i suoi tormenti.

Fa che io possa scorger colei di cui tu parli!

Disse il Fato. Il Creato aprì la radura e tra canti e balli la Musa dei Venti salutava i suoi tormenti.

E’ bella la Voglio!

Disse il Fato.

E me la prendo! La comprerò da suo padre il Vento.

Dal Vento il Fato si trasse :

Chiedi quel che più ti aggrada, ma io voglio quella Fata.

Il Vento che era intento in altro tormento, si girò verso il Fato e lo guardò con fare ingrato.

Ti sbagli ella non è una Fata, ma una mia Musa e nessuna delle mie muse è in vendita.

Il Fato rise a crepapelle e mentre era ancora scosso dai singhiozzi disse:

Vecchio Vento voglio che mi appartenga, e tu lo sai quando il Fato vuole qualcosa se la prende!

Detto ciò uscì con passo deciso, sbattendo la porta con furore. Il Vento fu preso dal terrore le parole del Fato ne dipingevano il suo fare ingrato:

Che la Musa del Vento venga condotta al mio cospetto!

Gridò e mille rufoli di vento girarono nella foresta per avvisare la Musa dell’invito, ma non la trovarono più era svanita nel nulla. Il Vento in persona, informato, si alzò terribile ed impietoso e prese a spazzare via ogni cosa, gridando il nome della sua musa, entrando in ogni luogo ma la musa non era da nessuna parte. Fu stavolta il Vento scortato dal suo esercito ad andare a bussare alla porta del Fato, e quando ebbe messo piede nel suo reame vide la sua Musa seduta tra le fate.

Cosa le hai fatto maledetto è una delle mie figlie tu non potevi prenderla!

Ho solo preso quel che ormai non ti apparteneva più.

Rispose il Fato con voce roboante. Il Vento allungò le sue grandi mani per riprendere la Musa dei Venti, ma il Fato gli schierò contro il suo immenso esercito.

Vuoi combattere per una Musa? Mi sembra che te la stia prendendo troppo per una semplice Musa! Il tuo reame ne conta milioni, perché proprio di questa non te ne fai le ragioni?

Il Vento fermò con una mano il suo esercito, e prese a guardare la Musa ora era felice e piena di luce. E poi disse:

Per me era il sorriso, per me era sollievo la sua luce, ha allietato il mio cuore a me quella Musa è cara!

Disse il Vento mentre due lacrime presero a solcargli il viso.

La Musa ascoltò nel cuore le lacrime di suo padre il Vento ed impulsivamente accorse ad asciugargliele, ma quando nel volo gli fu vicina  con la sua piccolissima manina carezzevole, fu lo stesso Vento con un soffio a lanciarla lontana.

Ha ragione il Fato figlia mia, qui c’è la luce che ti dimora nel cuore è questa la tua nuova casa, il Vento è stato quel tormento che ha portato la tua natura a compimento, ma già quando mi fosti affidata tu eri tra le braccia di una Fata.

E fu in quel momento che la sala si inondò di luce, il silenzio avvolse ogni cosa e una Fata di inenarrabile splendore prese a scivolare leggiadra, prendendo tra le braccia la Musa del Vento:

Caro Vento vedo che ancora ti ricordi di me. Ti affidai mia figlia affinchè ne maturassi il suo lucente cammino, ora è tempo che torni a casa. Ti sarò grata in eterno per il magnifico lavoro da te fatto.

Il Vento sentì il suo cuore pervaso da un immenso rispetto, s’inchinò al cospetto della Fata Madre, e disse:

Mia Signora tua figlia è un vanto per il Vento, io ne sono oltremodo contento, te la restituisco e con essa il mio immenso ed incondizionato inchino al tuo divin cammino.

Il Vento arretrò silenzioso dalla sala gremita di Fate, e la Fata madre accolse sua figlia accendendo per lei le luci di una Vita felice.

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  1. Cleonice e se la nostra vita fosse tormentata dal un vento che non vediamo, ma amiamo perchè è l’unica cosa che abbiamo? Dici il tormento è spento. Certo c’è la rima, ma forse la riva è un’altra: niente si spegne mai definitivamente.

  2. Il Fato, ovvero destino, è la condizione umana a cui nessuno può sottrarsi, quindi è inutile, ed anche impossibile, lottare contro il Fato che alla fine comunque vince.

  3. Per Peppino:

    Ci sono dei “tormenti” o come li chiamo io fementi che nascono solo per lievitarti il cuore, e poi mutano in profondo amore, ma nella vita il “vento” non cesserà mai di dare tormento siamo gli uni agli altri legati a stretto nodo, e fino a quando il più piccolo della classe non sarà arrivato a maturare la “scuola” contnuerà a impartire le lezioni a tutti.

    Per Ugo:

    :) Il Fato e la Fata in questo caso portavano alla luce, ma purtroppo non è sempre così…

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