Un Cuore d’Oro – La favoletta del Cor che troppo svetta
Un Cuore d’Oro
Un Uomo si trascinava con sofferenza sul cammino della vita, portava un peso nel Cuore, e pur volendo non se ne sarebbe potuto liberare. Quel Cuore era la sua unica strada, quel Cuore era il suo solo motore, era il suo stupore ma anche il suo più gran dolore. Stanco e affranto viaggiava solo , rassegnato a questo dualismo fatto di luce e ombre che da sempre ne caratterizzava il cammino. E fu così che un giorno incontrò sulla sua strada un Robivecchi che gli propose uno scambio:
Uomo in cambio del tuo Cuore logorato e ammalato, io ti offro un Cuore nuovo.
Un Cuore nuovo?
Disse l’Uomo con stupore e sospetto.
Ma… io sono affezionato a questo Cuore, anche se è pesante da portare, è nato con me e pensavo morisse con me.
Il Robivecchi guardandolo spazientito, disse:
Se sono qui per proporti lo scambio, vuol dire che si può fare!
Perché mi offriresti un Cuore nuovo in cambio del mio, cosa ci guadagni tu?
Per me è tutto un guadagno, ti darei quello che invero già possiedi e prenderei quello che non ti appartiene più.
Non ho capito Robivecchi cosa intendi dire?
Tu possiedi un Cuore che dentro ha un altro Cuore, un Cuore nuovo.
Scherzi?
Disse l’Uomo incredulo.
Offrimi il tuo vecchio Cuore e te lo dimostrerò!
L’Uomo in cammino raccolse il suo Cuore sofferente e lo porse con fiducia al Robivecchi, il quale lo sfiorò semplicemente con un dito ed esso si schiuse liberando un Cuore fatto interamente d’oro, che leggero come un palloncino prese immediatamente a volare su nel cielo.
Prendilo!!!
Gridò il Robivecchi.
E riponilo immediatamente nel tuo petto, è talmente leggero che rischieresti di vederlo volare alto, troppo in alto per poi riprenderlo.
L’Uomo ora si sentiva felice pieno di gioia e di luce, il peso che aveva nel cuore si era dissolto come neve al sole, eppure era sempre il suo vecchio cuore a battergli nel petto, non aveva dovuto realmente cambiarlo. Il suo Cuore ne aveva dentro un altro, un Cuore tutto d’oro. Ancora frastornato per l’inattesa fortuna, l’Uomo osservava il Robivecchi riporre con estrema cura l’involucro rosso porpora che racchiudeva il suo cuore nuovo, in un telo di velluto rosso e sorpreso nel veder usare tanta cautela disse:
Robivecchi con quanta cura e amore riponi l’involucro antico del mio cuore, perché?
Figlio mio l’involucro del tuo Cuore è la cosa più preziosa, è quello che ha generato il tuo Cuore Nuovo, è la sua matrice di luce, il suo valore è incalcolabile per chi saprà ben valutarlo. Tu procedi pure per la tua strada, e ti raccomando tieniti stretto il tuo cuore nel petto. Il corpo per chi ha il cuore leggero come il tuo, è quel peso che vi tiene legati alla terra. Il tuo Cuore è come una mongolfiera pronta a volare nei cieli laddove ne riconosce l’unica casa, ma è essenziale che tu completi il tuo viandare in questo mondo.
Capisco quello che vuoi trasmettermi!
Dopo le parole del Robivecchi, l’Uomo guardò il suo orizzonte di luce e il suo Cuore parlò:
Voliamo?
No Cuore, camminiamo siamo Uomini, dobbiamo tracciare un sentiero e per farlo bisogna camminare e non volare, imprimiamo sulla spiaggia della vita le nostre orme affinché chi dopo di noi verrà, possa seguirne le tracce. Camminiamo ora, voleremo poi.
___________________________________________________________________Si sempre in allerta il Cor che troppo in alto svetta ha fretta di tornar a “casetta”, ma prima che il ciel ti accolga fa che il tuo cammino a terra ben si svolga, perchè solo il sentiero che avrai tracciato infin al prossimo avrai lasciato.
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Se non sono spirituali queste favole, dimmi Cleonice, cos’è spirituale? Un cuore che è dentro un altro cuore. Quando oggi ci vuole un trapianto, per sostiruire quello fisico. Quell’altro cuore dove si prende? Una meafora, cento metafore le tue! Mi viene in mente che, l’antica diatriba su innato o aquisito, tu l’hai scardinato. Io dico innato, sottoscrivo.