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La piccola anima e le tre tazze

L’Anima non è un biscottino! Dov’è scritto che bisogna immergerla nelle tre tazze?

Una Piccola Anima era arrabbiata con la mano che continuava ad immergerla nelle tazze, e mentre ancora aveva le parole tra le labbra un altro tuffo nelle nere acque della prima tazza, l’Anima chiuse la bocca per non berne e come in apnea attese senza fiato che la mano la riportasse fuori dalla tazza. Così accadeva tutte le volte un immersione, l’apnea e poi di nuovo fuori dalla tazza.

B A S T A A A!!!!

Urlò la Piccola Anima una volta fuori.

Se avessi i piedi ti darei un calcio, se avessi le mani ti schiaffeggerei, se avessi i denti ti morderei.

Intanto…era di nuovo fuori dalla tazza ma pochi furono gli istanti, che la Mano ridiscese e per immergerla nella seconda tazza, colma delle mille verità. E di nuovo la Piccola Anima chiuse la bocca per non berne, pochi momenti e poi di nuovo fuori. L’Anima era rammaricata ma nel contempo rassegnata e questa volta non parlò più.

Questo rito ormai si ripeteva da troppo tempo, le tre tazze erano lì che facevano bella mostra sul tavolo della Vita, ma lei veniva puntualmente immersa solo in due, la tazza del Buio e la tazza delle Mille Verità e da entrambe le tazze si era sempre rifiutata di bere. Ma della terza tazza non sapeva nulla ed allora colta da improvvisa curiosità, le si avvicinò e mentre i suoi occhietti vagavano nel suo interno che all’apparenza sembrava vuoto, la Mano la spinse facendola cadere dentro.

La Piccola Anima chiuse immediatamente la bocca, pronta alla solita apnea,ma questa tazza sembrava non contenere liquidi che avrebbero potuto soffocarla, sembrava contenere pura e limpida aria. L’Anima aprì gli occhi e la bocca e con sorpresa si ritrovò in un luogo, pieno di spazio, dove una Voce la raggiunse attraverso le mille bolle d’aria che sembrano quasi carezzarle la pelle.

Benvenuta Piccola Anima.

Fai presto a parlare!

Disse l’Anima frettolosamente.

Perché?

Rispose la Voce serenamente.

Perché tra un attimo la Mano verrà a portami via, forse non sai, ma noi Anime siamo usate come fossimo dei biscottini.

Capisco, tu saresti come un biscottino che s’intinge in una tazza di latte? E questa Mano che ti immerge impietosa, di chi sarebbe?

Ma come non  sai di chi è, la Grande Anima del Mondo?

Disse l’Anima.

Quindi correggimi se sbaglio, tu sei una Piccola Anima, e la Grande Anima del Mondo ti immerge nelle tazze come un biscottino, ma perché dovrebbe farlo?

Questo non lo so!

Rispose l’Anima pensierosa.

Un motivo ci sarà, ma lo sai a noi non è dato di conoscerlo, forse potremmo intuirlo con un pizzico di fantasia., forse il tormento potrbbe essere una strada, per far giungere al cuore quel fermento in grado di elevare le Anime, dal piccolo e cieco cammino sino alla strada che congiunge ai Cieli, quella che ci porterà a vedere le cose attraverso la giusta luce. Chissà..

Disse l’Anima sognante.

Le tue parole sono poesia, Piccola Anima e dov’è che avresti appresa tanta saggezza?

Non lo so, nel tempo sono diventata così!

Disse la Piccola Anima.

E tu pensi che niente abbiano a che fare le tue frequenti immersioni nelle tazze? Che si diventi quel che oggi sei, così automaticamente?

Che dirti Voce a noi non è dato di sapere!

Se oggi sei in questa tazza è perché ora lo puoi comprendere.

Ti ascolto.

Rispose la Piccola Anima con voce mite.

Non si diventa quel che sei senza che ogni tua cellula sia stata impregnata dalle acque putride dell’Errore, ma non avresti compreso l’errore senza immergerti nelle acque delle Mille Verità. Non si diventa quello che sei senza aver ascoltato e cantato al suono delle due campane. E tu Piccola Anima non ti saresti mai volontariamente immolata, avevi bisogno di una spinta per crescere, ma come vedi alla terza tazza ci sei arrivata da sola.

E’ vero ci sono arrivata da sola, ma anche qui sono stata spinta…

Ti saresti mai tuffata?

Chiese la Voce.

Non sono mica pazza? Non ci si tuffa volontariamente in una tazza.

Rispose la Piccola Anima, poi alzò il capo come in attesa di qualcosa.

Cosa aspetti?

Chiese la voce.

La Mano? E’ logico!

Disse senza calare lo sguardo.

Sono destinata a fare il bagno di “salute” nelle tazze, e tra poco verrà a riprendermi, ne sono sicura!

Disse triste e rassegnata.

La Piccola Anima aspettò un giorno, due giorni, tre giorni ma la mano non scese più…e allora colma di sorpresa disse incredula:

Scusa Voce ma la Mano? Mi ha lasciata in questa tazza?

Ora che hai maturato comprensione, non occorre più che tu venga immersa nelle altre tazze…io sono l’Arianascente che inebrierà di vita ogni tuo istante, porta alla luce il tuo Diamante.

Disse la Voce.

E fu così che la Piccola Anima si accese di gioia vera e visse della sua luce per sempre.