


La Gallina Saccente – Favola di chi non usa la Mente
La Gallina Saccente
Un cuore d’oro è già per se stesso un tesoro.
Disse il Corvo Saggio alla sua comunità, come ogni giorno riunita ad ascoltare le sue perle di saggezza, mentre una Gallina Saccente e spiona ascoltava e riportava nel suo pollaio, ma poichè era poco intellingente delle parole rubate non ci capiva niente e quando le riferiva un pò le sovvertiva:
Un gran tesoro, vi è in un cuore d’oro.
Disse la Gallina alla sua comunità, anche stavolta le era andata bene, aveva ascoltato, rubato e riportato ma il senso non aveva cambiato. Il reato non ci sarebbe stato se al prossimo avesse confessato che quelle parole non nascevano dal suo fiato, invece era solita prendersi tutto il merito. La Gallina era scorbutica scontrosa, spesso irosa, non sopportava il pigolio dei pulcini, e aveva la puzza sotto il naso per ogni cosa, ma da quando proferiva parole intrise di tale saggezza nel pollaio le veniva perdonata ogni nefandezza . Il Corvo Saggio ben conosceva la fama della Gallina, e sperava che prima o poi smettesse d’essere tanto Saccente. Giunse un altro giorno e il Corvo Saggio disse:
Non c’è oro, in chi dell’ascolto non fa tesoro.
Quelle parole non erano state dette a caso, il Corvo sperava facessero breccia nel suo cor di corteccia. La Gallina era come ogni giorno appollaiata, fintamente distratta nel lisciarsi lo scialbo piumaggio, ascoltò, non capì e nel pollaio fuggì.
Tesoro non vi è, laddove ascolto non c’è.
Ed anche stavolta le era andata bene, aveva ascoltato, rubato e riportato ma il senso non aveva cambiato, ormai l’intero pollaio era convinto che quella Gallina avesse nel cor la Scintilla Divina.
Gallina la tua saggezza Divina, ci guida verso una miglior vita. Da oggi tu sarai servita e riverita, chiedi e ogni cosa ti verrà data.
Disse il Gallo alla Gallina Saccente.
Ebbene finalmente lo avete capito, gradirei una tunica cucita con fili d’oro, che venissero allontanati i pulcini che pigolano a me troppo vicini, che venga costruito un palco dal quale ogni giorno io vi illuminerò.
Che sia!
Disse il Gallo. Mille galline si predisposero ad intessere una tunica tutta d’oro, i pulcini furono allontanati da dove la Divina Gallina camminava, ma alla comunità qualcosa già non tornava, se era un messo di luce, perchè nella vita quella gallina non aveva e non dava pace?
Il Corvo alla notizia, andò su tutte le furie:
Come dite la Gallina e stata insignita Divina?
Stanco di questo suo continuo imbrogliare, alla Gallina una lezione volle dare con l’unanime consenso popolare. Un altro giorno iniziò a sputare , e il Corvo la sua saggezza prese a veicolare, ma nelle sue parole stavolta ci intrise il male:
Il prossimo non lodo, nel suo cor risiede un chiodo.
Poi fece un attimo di sosta voluta, che la Gallina frettolosa neppure intese, aveva ormai memorizzato le parole e doveva correre nel pollaio per essere di nuovo acclamata ed inneggiata. Il Corvo conosceva ormai talmente bene le sue abitudini che seppe usarle a suo favore. E quando la Gallina era ormai lontana il Corvo Saggio completò il suo dire:
Un chiodo da estirpare, perché in ogni Vita esiste il bene e il male.
La saggezza del Corvo era cosa risaputa, e confermata anche dalle sue regole di vita, nei suoi atteggiamenti, nella sua disponibilità e nella sua gentilezza verso tutto e tutti. La Gallina di rientro nel Pollaio, trovò pronta la tunica d’oro, la indossò salendo sul palco, ordinò il silenzio, schiarendosi la sua voce disse:
Non vi lodo, voi siete un chiodo!
Il sorriso che sino a quel momento aveva dipinto i volti del suo pubblico in attesa delle sue perle di saggezza, si spense e la Gallina si rese conto d’aver detto qualcosa che non andava. Immediatamente una nuvola di insulti s’innalzò dal pubblico, che non ebbe la bontà di attendere che la Gallina si giustificasse, perché la stessa nel vivere non si era conquistata il rispetto di nessuno, aveva modi burberi e manie di grandezza, e solo in quelle parole rubate aveva trovato fortezza.
La raccolta dei pomodori era passata da un mesetto e la comunità di corvi, gente sempre previdente ed intraprendente, ne aveva conservato gli scarti, cioè pomodori marci e un po’ toccati per un occasione speciale, ebbene quella occasione era giunta. L’intera comunità di Corvi si trovò per “caso” a passare nei pressi del pollaio, mettendo quei pomodori a disposizione del pollaio inferocito ed in pochi attimi la Gallina Saccente fu completamente coperta da una poltiglia di pomodori puzzolenti.
E fu in quel momento che il Corvo Saggio disse:
La Vita insegna, non basta proferir parola per aver nella vita la gloria. Le parole dette dovrann aver provenienze certe, e il loro dire dovrà essere specchio del fare, perché se d’oro nel parlar ti vesti, i tuoi modi dovran essere diversi.
Un gran tesoro è in un cuore è d’oro,
ma non vi è oro in chi dell’ascolto non saprà far tesoro.
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sito strepitoso, complimentoi!
Grazie a te Maria per essere approdata su questa riva
Ascoltare è un infito ormai esaurito. Ma Fromm lo diceva già della società contemporanea 50 anni fa.