Sai dov’è il Mare? – La favola del Perdonarsi
Sai dov’è il Mare?
Sei lesta per essere una Tartaruga?
E tu sei attento per essere un Pianeta? Spiegami ora, come hai fatto a cogliere il mio movimento, se sul tuo mantello ogni cosa è in fermento?
Hai ragione, ogni cosa sul mio mantello è in fermento, ma io per ogni cosa ho Sentimento ed è per questo che sono sempre molto attento!
La Tartaruga, riprese il passeggiare e il Pianeta le rivolse ancora una volta la parola:
Tartaruga ti posso domandare se per caso hai visto il Mare?
Il Mare? Pianeta ne ho sentito parlare, ma in verità non ci so arrivare, scusami se non ti posso aiutare.
Se durante il tuo camminare lo dovessi incontrare, gli potresti un mio messaggio portare?
Certo che si, a me tu puoi ordinare! Che messaggio gli devo portare?
Dovrai dirgli semplicemente di Cominciare!
Cominciare? Semplicemente questa parola!
Si lui capirà!
Vabbene!
Disse la Tartaruga, ma prima di proseguire s’impensierì dicendo:
Pianeta e se non lo dovessi mai incontrare?
E la voce del Pianeta divenne soffio di Vita, mille fiori nuovi presero a sbocciare colorando e profumando tutto il mondo:
Se non lo dovessi trovare, non ti devi preoccupare, tu continua ad andare, prima o poi ogni Vita giunge al Mare.
La Tartaruga riprese a camminare, senza riuscire il Mare a trovare, e ad ogni viandante sulla strada prese a domandare:
Sai dov’è il Mare? Ho un messaggio che a lui devo portare!
E così continuò a fare…e quando un giorno giunse finalmente al Mare…fu il Mare che un messaggio le volle dare:
Ti aspettavo per Cominciare!
Davvero???
Disse la Tartaruga.
Cominciare a fare cosa?
Cominciare ad abbracciare chi come te si è saputo perdonare.
Perdonare?
Disse la Tartaruga sempre più sorpresa.
Al Mare giunge, solo chi nel camminare ha trovato la forza di sapersi Perdonare e Amare, vieni nel Mare fatti abbracciare.
Il Mare aprì le sue grandi braccia e la Tartaruga sentì il desiderio di corrergli incontro, e fu in quel momento che il suo passo lento e pesante divenne leggero come il volo di una farfalla e leggiadramente si unì al Mare. Il Pianeta fu contento aveva così raggiunto il suo intento, laddove la Tartaruga era passata, lui la strada aveva segnata e il Mare per completar il progetto, quell’abbraccio lasciò per sempre aperto, qualsiasi vita per quella strada si sarebbe incamminata tra le braccia del Mare infin si sarebbe trovata.
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io lo so, al mare ci si va per farsi perdonare di averlo una volta lasciato, diceva Lamark, ma ci torneremo lentamente come fanno le tartarughe e gli iceberg ci aiuteranno.
Gli iceberg???
))) spiega…
Intendi le difficoltà? Il freddo che a volte ci paralizza il cuore?…o…
ma ce lo fa sentire e poi, se vai al mare e ci fai caso,l’intermittenza dei flutti si sintonizza col nostro cuore e se guardiamo lontano, vediamo sempre un guardiano,nella mia poesia è Dio, chi lo sa?
ok
Pubblica qui sotto la tua poesia…diamo la possibilità a chi passa di bagnarsi attraverso le acque del tuo flusso…
Peppino e il quadro
chi è peppino senza arte?
niente.
eppure dipinto su tela diventa lui,
un bambino che guarda l’immenso
del mare, di Dio e accantona il suo io.
finalmente perchè lui ama la gente,
ama tutti, creature indifese,a volte offese,
ma creature mai dure, fortunate o
sfortunate nel nostro vocabolario che però
non è mai un sudario.
questo ha asciugato la sofferenza che è
sempre e solo una partenza.
si parte e si arriva, questa è la vita.
anche quella di peppino che nel quadro
guarda l’immenso del mare, di Dio e accantona
il suo io,finalmente è in qualche parte
in compagnia dell’arte.
per gentile concessione di Cleopa.
il quadro esiste, una pittrice, conoscendomi, me lo ha dedicato. anche questo è successo
Ti ha tributato un grande onore…ma sono convinta che la tua “eccellenza” interiore Merita.
troppo buona! ” Favolista Spirituale “, unica favolista spirituale che io conosca.Si diceva i bambini ci stanno a guardare. Era ora che guardassero anche gli adulti. Io lo penso veramente, convinto che lo vuole la gente. Io si.
Il nome che oggi mi veste è anche il frutto del tuo colto approfondimento alle mie parole, ai tuoi “studi” sulle tracce lasciate dalla mia anima, se oggi sono una “favolista spirituale” lo devo anche al tuo condividere riflessioni con me.
GRAZIE
Cleopa sei tu e nessuno può darti di più se non vuoi, ma hai voluto. Sei tu ora l’unica ” favolista spirituale ” ricordati la levatrice, ma il bambino è là, lo si deve, dico lo si deve, solo far uscire.
ok
…ed eccomi uscita…speriamo di imparare a “camminare” presto…
vengo qua, dopo aver visitato il tuo sito e leggo quello che, con mio piacere, è diventato un appuntamento nel tempo, la favola del presto la conosci già, se ci pensi, la morale è: l’infinito non ci aspetta, perchè non ha la dimensione del tempo, passa e ci aspetta sempre ADESSO, cogliamolo, nel suo mortificarci e pensiamo che il tempo siamo noi, perchè è vero, quell’ Heidegger, si Martino, in ” ESSERE E TEMPO “l’ha fatta troppo complicata. La semplicità passa per la naturalità e camminare è naturale, cade o non cade il bambino mentre impara? Può cadere e, strano, camminerà solo se accettiamo questo suo cadere.
Per me rischiare è amarsi e amare.
Non ho pensato, ho sentito e scritto.OK
Le intuizioni non possono passare per il pensiero, altrimenti sarebbero inquinate
))
Sono d’accordo, lo penso e l’ho scritto alla fine e ho scritto anche il mio Ok. Ma la favola del presto è un narrare senza parole, come l’intimità nell’amore e non solo.
io ho trovato il mio mare..
Cleonice se vedessi il quadro! Un bambino che guarda il mare, pensa a Dio e accantona il suo io, è la tua favola del perdonarsi. Non conosci la pittrice, quindi io e te veniamo dallo stesso mare.