L’Anima e l’Ampolla – La favola della Dignità

L’Anima e l’Ampolla
Un Anima si presentò al Signore, alla fine del suo cammino nel Mondo:
Il mio cammino è finito sono venuta a darti le consegne!
Cosa hai riportato indietro delle cose che ti consegnai quando iniziasti il viaggio? Vieni avanti Anima fatti guardare, ne siete così tante non mi posso ricordare!
L’Anima che sino a quel momento si era tenuta ad un lato della sala fece alcuni passi verso il trono sul quale sedeva il Signore, entrando nella sua luce e il Signore nel guardarla disse:
Mi ricordo di te, bentornata, allora racconta com’è andata la passeggiata?
Male Signore, anzi Malissimo!
Cara ma ti avevo date tante ricchezze nel mandarti, avevi con te la Gioia e l’Allegria, avevi i Sogni e le Speranze, avevi l’Amore e la Comprensione, ti avevo dato inoltre per le emergenze una scorta in più di Coraggio, e poi ti consegnai l’Ampolla, chiedendoti di riportamela intatta. Raccontami tutto!
Mi persi in quel Mondo, caddi subito nel suo abisso più profondo!
Usasti il Coraggio che ti avevo dato?
Si Signore lo usai, e con dolore e sacrificio usci dagli abissi, portando sulle spalle il peso di mille crocifissi, e nella risalita tanta Tristezza mi rapì il cuore!
Usasti la Gioia e l’ Allegria?
Si Signore, ma un giorno mi invaghì delle Illusioni, erano tanto belle ed io volli alle loro moine concedermi?
Cara ma io ti avevo dato i Sogni e le Speranze, nel confronto con le Illusioni avrai di certo riconosciuto l’inganno!
Si Signore ne riconobbi l’inganno ma era tanto in quel momento l’ affanno, e cedetti seppur consapevole del danno. La caduta fu rovinosa, e per molto tempo persi di vista ogni cosa, e poi un giorno ricordai degli tuoi doni l’Amore e la Comprensione, e il buio del mio cuore si illuminò.
Figlia mia, in tante traversie usasti mai la tua Ampolla?
No Signore…l’Ampolla non l’ho mai usata, e sono qui proprio per riconsegnartela.
Avvicinati!
L’Anima si avvicinò al Signore irradiandosi alla sua benevola luce, e col capo chino s’inginocchio nel consegnargli l’Ampolla.
Signore sono stata tentata tante volte di aprirla, quando ero negli abissi, quando risalendo portai il peso di mille crocifissi, quando fui raggirata dalle illusioni, sapevo che era preziosa e che in cambio avrei potuto ottenere qualsiasi cosa, ma rispettai il tuo dettato. Dimmi ora cosa conteneva?
Conteneva la tua Dignità!
La Vita è una bocca avida affamata di Dignità, che a molti uomini con l’inganno sottrarrà, buttandoli nei suoi profondi abissi, mettendogli sulle spalle crocifissi, illudendoli e spegnendoli, ma solo chi la propria Dignità alla fine conserverà, riconoscer potrà la sua Divinità.
Signore e chi la propria dignità ha barattato ha commesso un così grave reato?
E’ un reato contro la propria Divinità!
La propria Divinità?
Cara Anima in quell’Ampolla c’era la Stella che rende la Vita bella, la vostra Dignità è la vostra Divinità.
Il Signore raccolse l’Ampolla e l’Anima si accese come una Stella, divenendo leggera, leggera, tanto da non riuscire più a tenere i piedi in terra.
Signore non ho più peso, sono diventata leggera come una bolla!
No cara sei leggera come una Stella.
E la mia Ampolla?
Non ne hai più bisogno la tua Dignità è ora mutata in Divinità non puoi più perderla, la tua Ampolla la darò in eredità a chi ti succederà.
L’Anima sorrise ora era alta nel cielo, e il Signore mise la sua ampolla tra le mani di un anima molto giovane dicendole:
Cara Anima parti avvantaggiata chi ti ha preceduto, con dignità ha vissuto e tu nasci alla Vita avendone già bevuto.
L’Anima ora era felice, nel guardare quella giovane anima venire alla vita pregna di dignità.
E il Signore nuovamente le domandò:
Cara Anima ora raccontami com’è andata la tua passeggiata?
Una meravigliosa esperienza Signore, mi ha riempito il Cuore.
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Bella questa favola, La Dignità, noi tutti, anche se la vita alle volte ci mette in difficoltà con i problemi che dobbiamo affrontare tutti i giorni, nel nostro comportamento non deve mai mancare la dignità ed affrontare la vita con la gioia nel cuore.
Per me la dignità è quello che il signore pretende da noi. E’ l’amore per l’altro che conta, così lui potrà ropmpere la sua ampolla e liberare la sua anima. Insomma la dignità è una costruzione sociale per rendere schivi alcuni e padroni gli altri. Liberiamoci dall’inganno e, mentre rispettiamo, pretendiamo rispetto e amore. Altrimenti guardiamo la televisione che è uno scatolone pericoloso.
Bella la tua favola, leggera, utopistica, ma che fa riflettere, infatti iop ho riflettuto. GRADIREI UN TUO COMMENTO mi interessa, Grazie
SEcondo me ci sono due tipi di dignità:
La falsa dignità, frutto nato da semi impiantati nella nostra terra, da regole dettami leggi…e poi c’è LA DIGNITA’ frutto nato dall’aver seminato nella nostra terra il seme dell’amore per noi stessi.