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Il Mendicante Cieco – La favola del Bastone Spezzato

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Il Mendicante Cieco

“L’Amore è un Mendicante Cieco che vaga per il mondo senza meta. Puoi riconoscerne il volto, ma solo chi gli andrà incontro e lo guarderà negli occhi ci ritroverà i suoi. L’Amore non scorge l’egoista, ne il generoso, accoglie nel suo abbraccio, chiunque ne abbia cercato lo sguardo. Ama in modo incondizionato, ama te stesso, e il frutto dell’eterna pienezza dimorerà per sempre nel tuo respiro. “


Un Mendicante Cieco dalla nascita, vagava attraverso gli immensi spazi bui della vita, ascoltando addolorato, la voce della gente, le risa delle giovinette, le urla dei bambini, nell’immaginare che volto avesse quel insensato vociare.

Tutto gli appariva insapore, laddove non vivono i colori, il mondo appare sbiadita ed insensata cosa.

Un giorno una timida luce prese a creare un varco al suo vedere, e l’Uomo inizialmente spaventato da quella miriade di ombre, nate al contrasto con la fioca luce pianse per il terrore.

Il Mendicante ormai non era più cieco  e  riprese a camminare per il mondo, stavolta i rumori della vita presero ad incarnarsi nelle persone, di cui sino ad allora aveva solo superficialmente ascoltate le voci, ed in quel mondo nuovo, amò la gente, gridò con i bambini e rise con le giovinette.

Un giorno molto lontano, quando il suo passato di cecità era ormai un ricordo, gli capitò di incontrare sulla sua via un altro Mendicante Cieco. Questi con il suo lungo bastone si faceva strada molestamente per la via, la sua cecità lo aveva reso avido ed arrogante. Con una violenza inaudita bastonava senza un minimo di attenzione qualsiasi cosa gli si facesse incautamente incontro.

L’Uomo che aveva ritrovato nella vita, l’amore e la comprensione, vide nel passo incauto di quel Mendicante Cieco molto dolore per il prossimo, e gli strappò il bastone dalle mani, spezzandoglielo.

Il Mendicante Cieco, che sino ad allora a causa della sua cecità aveva solo provocato dolore, aiutato anche dal suo bastone, si trovò improvvisamente senza bussola, e prese a gridare il suo profondo odio per la vita fermando il suo procedere. Avvilito, impaurito e disorientato tese le mani in avanti alla ricerca di un aiuto, trovando ad attenderlo, le mani dello stesso uomo che gli aveva spezzato il bastone.

Caro Mendicante Cieco, nella vita sono necessari dei piccoli traumi, affinché l’uomo possa riconoscere in se l’Umiltà, essa è una delle porte della conoscenza, è un varco, ma non un filtro tra il vero e il falso. L’Umiltà è un percorso difficile che schiaccia e solleva, talvolta assomiglia ad un maglione di lana tarlato, se la indossi sempre sarai scambiato per uno straccione, vestiti di umiltà solo quando é l’umile a chiedertelo.

Per il Mendicante Cieco, l’umiltà era una porta che non aveva mai saputo aprire, ma ora un breve momento di dolore gli aveva aperto quel prezioso uscio. L’Uomo che nel passato era stato cieco, accolse il Mendicante, e lo guidò per mano sino al giorno in cui la sua piccola fiammella prese a brillargli intensamente nel cuore, e da quel momento lo lasciò andare per la sua strada.

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  1. Credo di aver già letto questa favola, comunque la morale è chiara.

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