Nessuno e i due Qualcuno
Nessuno voleva sentirsi Qualcuno, quella Vita sembrava volerlo lasciare eternamente a bocca asciutta.
La mia bocca ha fame!!!
Gridò ad un cielo grigio di un comune pomeriggio.
Farei qualsiasi cosa, per diventare Qualcuno, qualsiasi cosa hai capito cielo?
Un fulmine a quelle parole squarciò il cielo cadendo in terra dinnanzi agli occhi increduli e spaventati di Nessuno. Una profonda ferita si aprì in terra e dagli abissi fumanti, ne uscì un uomo, dai modi eleganti che nel presentarsi disse:
Io sono Qualcuno! Mi sembra che tu abbia detto di essere disposto a qualsiasi cosa, anche vendere l’anima al Diavolo?
Nessuno era senza parole, ma lentamente stava riprendendo il controllo di se, quando una musica celestiale prese a riempire l’aria e un raggio di sole squarciò il grigiore del cielo cadendo in terra, e dal bagliore ne uscì un uomo dai modi semplice che nel presentarsi disse:
Io sono Qualcuno!
Nessuno era confuso mentre guardava quei due uomini tanto diversi tra loro, farsi avanti nel presentarsi con lo stesso nome.
Ebbene omuncolo veniamo a noi!
Disse il Qualcuno venuto dagli Abissi. Ed immediatamente apparve una scrivania in cristallo dietro la quale prese subito posto, invitando poi Nessuno a sedersi di fronte. Nessuno si accomodò. E il Qualcuno che veniva dal Cielo, disse:
Nessuno apri gli occhi, vedi quel Qualcuno viene dagli abissi.
Piccolo quanto inutile omuncolo….
Disse il Qualcuno venuto dagli Abissi.
E’ vero quel dice il mio esimio collega, ma io al contrario di lui non vendo crocifissi, ma offro SUCCESSI!
E poi prese da un cassetto della sua lussuosa scrivania un contratto, dicendo:
Firma qui, qui e qui!
E Nessuno spaventato chiese:
Devo firmare col sangue?
No!!!
Rispose ridendo il Qualcuno venuto dagli Abissi.
Erano vecchi mezzucci del passato per fare un po’ di scena, ma oggi basta che firmi con la mia Pendoro! Fai presto omuncolo non ho tempo da perdere!
Disse poi il Qualcuno venuto dagli abissi, guardando con agitazione il suo preziosissimo orologio, Nessuno prese la Pendoro tra le mani tremanti e poi guardò il Qualcuno venuto dal Cielo, e disse:
E tu non dici nulla? Non cerchi di convincermi a venire da te? Non hai abiti eleganti, non hai una scrivania in cristallo, ne un orologio costoso, come credi di convincermi?
Cosa ti fa credere che io sia venuto per convincerti? Con Vincere…io con te non voglio Vincere, vorrei che fossi tu a Vincerti.
Nessuno, posò la Pendoro sulla scrivania, completamente preso dalle parole del Qualcuno venuto dal Cielo.
Omuncolo, su non ti far distrarre, abbiamo tante cose da fare, vuoi o non vuoi avere i tuoi successi? Stai perdendo tempo a guardare chi vende crocifissi, su, su , su…
E di nuovo il Qualcuno venuto dagli Abissi prese la sua Pendoro porgendogliela con eleganza. Nessuno la raccolse per la seconda volta, distogliendo lo sguardo dal Qualcuno venuto dal Cielo, e riprese a leggere il contratto…
Ma non riesco a leggere nulla è scritto talmente piccolo?
Disse poi.
Ma sono le solite clausole dei contratti, niente di più! Firma!
Rispose il Qualcuno venuto dagli Abissi.
Io non firmo se non leggo, stai cercando di CON VINCER-MI!
Nessuno sgranò gli occhi all’eco dell’ultima parola che aveva pronunciato, che venne dall’eco della sua mente scandita, scomposta, sillabata e ripetuta quasi all’infinito…Con – vincer – mi, con – me – vincere, vincere – me.
Ora ho capito tu vuoi Vincere con Me!
Ebbene? Anche se fosse è uno scambio, io voglio vincere con te e tu vuoi vincere con la vita. Caro omuncolo non si da nulla per nulla!
Nessuno si allontanò da quella scrivania, come in preda ad una sconfitta e si avvicinò al Qualcuno venuto dal Cielo dicendo:
Dov’è il mio crocifisso?
Perché che ne devi fare?
Non posso vivere senza avere neppure un successo, questa vita mi parrebbe la lunga anticamera di un atteso decesso. Ma non posso neanche svendere la mia dignità, io non sono un omuncolo!Lo hai capito, caro Qualcuno venuto dagli abissi? Preferisco portare i crocifissi, e guadagnarmi col sudore i miei successi!
Il Qualcuno venuto dagli Abissi, lo guardò con profondo disgusto e poi al suo collega disse:
Tienilo, non mi interessa certa merce avariata dalla dignità!
E sparì negli abissi da dove era venuto. E il Qualcuno venuto dal cielo, disse:
Nessuno, bisogna saper scegliere se si vuole diventare un Qualcuno per gli altri o un Qualcuno per se stessi! Chi sceglierà di divenire Qualcuno per gli Altri, resterà un Nessuno per se stesso, mentre chi avrà scelto d’essere Qualcuno per se Stesso, è già un Qualcuno per gli altri!
Ho scelto, voglio essere Qualcuno per me stesso, dammi il mio crocifisso!
Nessuno, lo porti con te da una Vita, è quella fame che sempre ritorna, nutri quella bocca con l’oro che dal tuo cuore trabocca, e il tuo crocifisso diverrà il tuo successo. Tu Nessuno sei già un Qualcuno se quella bocca non lascerai a digiuno!

settembre 10th, 2010

1 Comment at "Nessuno e i due Qualcuno – La favola del Successo"
Cleonice, Dio e il diavolo che si “contendono” Nessuno, che vede ancora il successo come accesso alla vita e anche all’eternità. Tu dici si è ” qualcuno”, innanzitutto, se lo si è per se stessi. E poi sotto c’è una metafora incredibile: poli opposti che sempre generano, con i loro essere diversi e spesso avversi, movimento e divenire. Pensa agli elettroni che attraggono i protoni e generano energia elettrica. Differenze di potenziale, come si dice in fisica, per cui è possibile l’energia. Bene dentro questa favola ci sono decine di metafore. Lo spazio non mi consente di elencarle.
Semplicità e problematicità sono ancora i poli opposti della tua favola, per me.
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