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StancaMente e il Fiore di Bellezza – La favola dell’Ologramma

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StancaMente e il Fiore di Bellezza

StancaMente ora era diventata una Ruota e rotolava giù da un alta montagna. Non  ricordava nemmeno come avesse fatto a salire tanto in alto, ma sapeva benissimo rotolar giù, in una corsa senza sosta, tra sassolini che la facevano sussultare, e trampolini naturali che quasi la facevano volare.
StancaMente tu rotoli inutilmente, stacca la corrente è tutto inesistente!
Disse una voce insistente e StancaMente senza smettere di rotolare disse trafelata:
Voce non sono io che spingo, giuro che non fingo!
E la voce aggiunse:
StancaMente sei tu che per occupar la mente, crei di sovente queste rovinose cadute!
Io?
Disse ancora più affaticata StancaMente.
Voce sei fuori strada!
Osserva, sei tu che ripercorri sempre gli stessi passi, fai sempre gli stessi errori, ti porti in alto per poi lanciarti in un acrobatico salto.
Voce io oggi sono una Ruota e come Ruota dovrei rotolare, assieme ad altre ruote sotto a un carro, trainata da un cavallo, ed invece sono sola, e forse per poter ruotare e la mia natura realizzare da sopra un alto monte mi son dovuta gettare?
Non ci siamo ancora StancaMente, tu non sei una Ruota!
Davvero!!!
Disse colma di speranza StancaMente quel ruolo le andava talmente stretto, che lo avrebbe cambiato volentieri.
Si!
Rispose la Voce.
E cosa s…sono?
Chiese StancaMente trattenendo a stento il fermento di dentro.
Tu non sei una Ruota, tu semplicemente NON SEI!
Cosa???
Tu non esisti!
StancaMente ora era adirata veramente.
E tu chi saresti per dire ciò, io soffro e patisco, pertanto ESISTO!
Quel che il dolore dipinge, di esister invero finge!
Io davvero non capisco Voce, Esisto insisto Esisto, io sono reale.
StancaMente tu sei un ombra, un corpo irreale che nel saggiare il male ha creduto di essere reale.
Vedi voce, nella vita ho ricoperto tanti ruoli, una volta son stata una Croce, un’altra volta una Noce, un’altra volta ancora una Piccola Voce, ed oggi sono mutata in un Ruota che rotola, ho sempre avuto un ruolo!
Una maschera StancaMente, non un ruolo, una maschera emozionale per giustificare il tuo sentire il male, ti sei dovuta motivare. La Vita è una lezione mal capita. Prendi un fiore, e percepiscine il suo inebriante profumo, e se lo stesso profumo divenisse un giorno consapevole? Parlerebbe come fai  tu adesso, crederebbe d’essere lui stesso il nesso. Vedi StancaMente tu altro non sei che l’effluvio di una inflorescenza, che di se non ha ancora preso coscienza.
Voce con questo vuoi dire che non sono davvero stanca?
No voglio dire qualcosa che supera di gran lungo la stanchezza che tu credi di sentire, tu StancaMente credi di esistere ma non sei! Guarda da dove nasci!
StancaMente nel corso della sua vita era mutata tante di quelle volte, ed ora le si diceva di essere solo un ologramma ribelle, e che in realtà non esisteva era solo l’espressione sbagliata di un fiore  non  correttamente sbocciato. Guardò da dove nasceva e vide un grande bellissimo fiore cieco col capo chino.
Io allora sono l’effluvio di quel fiore lì?
Si!
Ma è cieco ed ha il capo chino?
Lo so!
Ma è malato?
Si!
Esiste la cura?
Si dovrebbe smettere di avere paura e riconoscere la sua vera natura. StancaMente se tu che ne sei semplicemente l’effluvio hai maturato una consapevolezza tale da arrivare a credere d’essere reale,  pensa a quel fiore di che bellezza è pregno nella sua interezza.
E fu così che StancaMente prese a vivere nella consapevolezza che era solo il profumo di un Fiore di Bellezza, che non si era ancora riconosciuto nella sua interezza, e che quando lo stesso al suo cor sarebbe approdato anche lei avrebbe finalmente respirato.  Da allora StancaMente stacco la corrente, era inutile risvegliarsi ogni giorno su un alta montagna e rotolare giù sino alla campagna, lei era un semplice ologramma, l’effluvio di un Fiore di bellezza che stava imparando ad amare la sua interezza, e da quel giorno mai gli fece mancare una carezza.
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  1. Cleonice la tua favola ha un sottofondo nichilista. Non te la prendere, se la mia storia è fatta di categorie. Ma ho sentito quell’effluvio! StancaMente ne terrà conto. I tuoi neologismi lasciano sempre una traccia. Ma tu sei Cleonice e non puoi non lasciar traccia!

  2. elisa montinaro says:

    E’ già grande cosa avere la consapevolezza di essere Profumo di un Fiore di Bellezza! Essere invece nel niente, è lì il problema.
    Secondo diverse correnti di spiritualità, si è su in Vetta solo quando si è al di sopra di emozioni, sentimenti, sensazioni.
    E qui ci sarebbe da indagare.
    La Vetta, quindi, non può essere qualcosa di stabile perchè l’uomo è nella sua “pelle” e quell’atteggiamento di ‘distacco’ è pressocchè impossibile (proviamo a immaginare un Natale senza sentimento).
    Abbiamo allora la consapevolezza di “Essere ciò che siamo”! E se è necessario rotoliamo giù ma poi risaliamo!

  3. Confermo il mio primo commento, eppure è passato un anno e mezzo!
    ESISTERE! Cleonice, ricordando Amleto: to be or not to be. Essere o non essere. Ormai uso anche l’inglese, vedo che qualcuno lo usa!
    Shakespeare è stato un grande, ma proprio grande! Quasi come te, e non scherzo. La differnza? Il tuo è un Essere che viene da dentro e lui sciveva nel milleseicento. E poi gli artisti non sono più bravi o meno bravi: sono artisti.

  4. :) ))) se hai tempo sono su mssanger

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