La Sposa Delusa
Delusa passeggiava per un cimitero, depositando fiori sui sepolcri, un silenzio irreale le colmava il cuore, e un apatica arresa le dipingeva gli occhi, mentre un uccellino dai vivacissimi colori la osservava silenzioso dai rami di un albero spoglio. L’inverno era ormai inoltrato ma il suo piumaggio era ancora tanto colorato, sembrava quasi stonasse con il cielo plumbeo e il paesaggio spettrale che Delusa poteva osservare.
Senti molto male?
L’Uccellino disse modificando il silenzio.
Si molto, è un dolore profondo grande come tutto il Mondo!
Disse Delusa e poi aggiunse.
Sto depositando un fiore a tomba, prima che la mia esistenza soccomba, perché ad ogni sogno deceduto voglio lasciare il mio ultimo saluto.
Delusa lì giù vedo una tomba schiusa?
Davvero?
Disse Delusa incuriosita.
Una tomba schiusa?
E con passo stentato percorse il grigio prato, giungendo sino alla tomba schiusa, e nel tornare a guardare l’uccellino disse:
Hai ragione la tomba è schiusa e vuota? Strano, non ricordo neppure cosa ci avevo seppellito, e neanche quanto tempo fa!
Delusa ma guarda la lapide, li c’è scritta ogni cosa?
“Qui giace Delusa sposa e mamma giocosa.”
E’ vero qui seppellì, il sogno di essere sposa e mamma giocosa!
Poi prese a guardarsi intorno per vedere dove fosse finito quel sogno e riseppellirlo di nuovo.
Che cerchi Delusa?
Chiuse l’Uccellino.
Cerco il sogno, deve essere tutto apposto prima che io soccomba, per questo devo richiudere in fretta la tomba.
Delusa cercò in tutto il cimitero ma non trovò quel sogno e fu così che per avere tutto in ordine decise di chiudere lo stesso la tomba anche se vuota, coprendola di terra e rimettendo a posto la lapide, poi con uno straccio lucidò i marmi, e per finire ci poggiò su un fiore.
Questo cimitero è bellissimo Delusa, i fiori che hai depositato sopra ogni loculo rendono luce ad ogni tomba, ed ora che farai?
Niente Uccellino ti saluto, vado a riposare sono stanca di lottare mi vorrei addormentare!
Delusa arrivò sino al fosso che aveva scavato, prese il suo fiato depositandolo nella tomba e una volta chiusa, prese a coprirla, la lapide era già pronta:
“Qui giace Delusa a cui ogni porta fu preclusa.”
Delusa si accasciò accanto alla lapide, chiuse gli occhi cadendo in un sonno profondo e sognò di avere una casa piena di luce, un giardino colmo di fiori profumati, sognò l’aroma di una torta di mele, le risa dei bambini e dopo poco si riebbe e riaprendo gli occhi, nel ritrovarsi ancora col capo poggiato alla sua lapide, cercò l’uccellino e lo vide ancora li:
Non riesco a dormire, questo sogno mi perseguita, non mi permette di riposare!
Disse Delusa infastidita.
Delusa in questo cimitero hai sepolto molto è vero, ma a volte basta un solo sogno a colmare della vita il bisogno, non puoi ancora addormentarti la casa della sposa è pronta, porta in quella dimora la tua impronta!
Delusa, si guardò intorno e vide che al centro del cimitero era apparsa una grande tavola con dei bambini seduti intorno, che stringevano tra le mani dei grandi cucchiai. Delusa si avvicinò alla tavola dicendo:
E voi chi siete?
Mamma abbiamo fame! Mamma abbiamo sete!
Presero a dire i bambini e Delusa corse subito a preparare, aveva dei bambini da sfamare e dissetare, alla porta di casa presero a bussare, Delusa andò ad aprire e vide un uomo entrare, e dire:
Amore cosa c’è da mangiare?
E poi con tono scherzoso aggiunse:
Ti sarai ricordata di cucinare?
Delusa sorrise e quel sorriso illuminò per sempre il suo viso, accendendo in quel cimitero la luce del paradiso.
A volte basta un solo sogno a colmare della vita ogni bisogno.



4 Comments at "La Sposa Delusa – La favola del Sogno che colmò della Vita ogni bisogno"
I sogni aiutano a vivere meglio. Alle volte un sogno, ad occhi aperti,ci fa illudere che la nostra vita sia migliore di quella che effettivamente è. A me piace sognare e fantasticare e non costa nulla.
Cleonice, qui c’è il tuo amore per la famiglia ideale. Il mondo è la tua famiglia. Anche il mondo appartiene alle tue favole. E poi quel sorriso che illumina,accendendo nel cimitero la luce del paradiso! E’ la cosa più spirituale che abbia mai sentito. Se riesco a far diventare le parole emozioni, su questa spiritualità ci devo scrivere qualcosa. Forse delle poesie o forse degli aforismi. Ormai sono scoperto, sono il tuo biografo, ma dico a tutti: quelli che leggono o che non leggono, che queste parole sono veramente sincere.
In questa favola sogno e realtà sembrano proprio un tutt’uno!
Avresti però, potuto trovare un nome più bello alla protagonista. Intanto provo a immaginarne uno io!
La delusione è propria di chi non ha visto realizzate le proprie speranze, quindi, solo alla “fine” dell’esistenza temporale avremo il diritto di decretare tale sentenza. Nel frattempo sarebbe opportuno chiamare questa Sposa col nome di “Attesa”!
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