Newsletter del 22 novembre 2009 – Un Angelo in Grembo Chi ha tempo non aspetti tempo – La favola dell’Amore Inutile



Nerea e la Giusta Bilancia – Fabula Virtus Vitae

Il mondo meraviglioso di Laura Medei
Nerea e la Giusta Bilancia
Nerea aveva camminato per mezza vita, attraverso gli stretti cunicoli di una profonda montagna, e finalmente il suo cammino l’aveva condotta sino al cuore della stessa, e lì come era scritto trovò inestimabili ricchezze:
Ben arrivata Nerea!
Disse la Montagna.
Prendi tutto quel che desideri!
Nerea aprì un grosso sacco di tela che portava con lei, lo svuotò delle cose inutili e prese a riempirlo delle pepite più grosse che aveva mai visto, alternandole a pietre preziose e quando lo ebbe completamente riempito, se lo caricò sulle spalle e fece per andarsene, e in quel momento la Montagna riprese nel dire:
Aspetta Nerea non dimentichi qualcosa?
Non credo!
Disse Nerea nel sacco non entra più niente.
C’è qualcosa che ti appartiene e che non hai preso!
Nerea fece per voltarsi e li tra le pepite e i gioielli, vide troneggiare una meravigliosa corona d’oro intarsiata da una miriade di pietre preziose. Le si avvicinò non senza soggezione e la raccolse riponendola con estrema cautela nel sacco.
E’ la tua Corona indossala!
Disse la voce della Montagna.
Montagna io non sono una Regina, non posso indossarla!
Rispose Nerea con grande umiltà.
La indosseresti se ti dimostrassi, che invece sei una regina?
Certo!!!
Rispose ridendo Nerea.
La indosserei senza far storie!
Nerea riprese il cammino, voleva uscire da quella Montagna ora che aveva trovato il tesoro ma le strade erano tante e contorte, e dopo ore e ore si rese conto di non aver trovato la via d’uscita. Stanca si sedette su di un masso e nel guardarsi attorno vide che in un angolo di quella buia caverna, un uomo senza tempo che seduto la fissava incredulo. Nerea si alzò di scatto e corse incontro all’uomo anziano dalla lunga barba dicendo:
Buon uomo vi siete smarrito? Da quanto tempo siete qui seduto?
L’uomo con un sorriso rassegnato disse:
Cara neanche lo ricordo più, tantissimo tempo fa giunsi al cuore della Montagna, riempì il mio sacco di pepite e pietre preziose e poi tentai di uscirne giungendo sino a qui, mi sedetti proprio sul masso dove un istante fa eri seduta tu ed improvvisamente un grossa bilancia si materializzò dinnanzi ai miei occhi e la voce della Montagna mi disse: “Uomo questa è la Giusta Bilancia, su di un piatto c’è la tua vita sull’altro vi depositerai il giusto valore.”
Io sapevo cosa chiedeva la Montagna, voleva che depositassi tutto il mio tesoro, ma avevo camminato e sofferto tanto, me lo ero guadagnato e allora accecato dall’ingordigia risposi: Di inestimabile valore è la Vita Umana, nessun tesoro potrà mai darne il giusto peso, pertanto ti lascio in simbolo la pepita più grande! Depositai la pepita sull’altro lato della bilancia e questa svanì. Da allora attendo qui in questo angolo buio che cambi qualcosa ma…
Il vecchio prese a piangere, Nerea lo carezzò poi gli prese la mano dicendo:
Vieni con me, usciremo insieme da qui.
Anche per Nerea venne il tempo della giusta bilancia e la voce della Montagna disse:
Donna questa è la Giusta Bilancia, su di un piatto c’è la vita di quest’uomo sull’altro ne depositerai il suo giusto valore.
Nerea non esitò un secondo, prese il suo sacco e il sacco del vecchio uomo e li depositò entrambi sul piatto della bilancia. Improvvisamente la Montagna che li imprigionava svanì, e i due si trovarono immersi in un giardino pieno di profumi. Il vecchio alla vista del sole cadde in ginocchio ai piedi di Nerea e nel baciarle le mani con profonda commozione disse:
Tu sei una Regina non ho mai visto tanta generosità!
Nerea lo aiutò ad alzarsi e prendendolo sotto braccio disse:
Passeggiamo insieme ti va?
Il vecchio che sino a quel momento era apparso stanco e senza forze, prese a rigenerarsi in pochi istanti sino a diventare giovane e pieno di forze, Nerea incredula assisteva al suo mutare. Quando il mutamento fu completo, la donna si trovò di fronte un uomo pieno di luce che stringeva tra le mani una corona.
Ma chi sei?
Chiese Nerea.
Ricordi cosa ti avevo detto quando eri nella montagna? Indossa la tua Corona!
E nel parlare gliela depositò sul capo e aggiunse:
Andiamo?
La donna dovette apparire un po’ confusa, mentre l’uomo di luce le porgeva la sua luminosa mano.
___________________________________________________________________Scusa ma dove?
Non volevi passeggiare con me?
Si! Anche se non era proprio con te ma con il vecchio signore!
Credimi non esiste nessuno più vecchio di me!
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Il nome che hai scelto per la protagonista di questa favola si addice per l’intera umanità. Si siamo proprio tutti “Nerei”: sia perchè troppo spesso brancoliamo nel “nero” buio della montagna della vita, “rei” perchè abbiamo troppe resistenze nei confronti di quella “luce abbagliante” che non vediamo!
Ma lo sai, Cleonice, che esiste un’acqua minerale dei monti sibillini che si chiama Nerea? Pensaci bene! Alcune metafore della tua favola ci vanno, la montagna sicuro. Per il resto pensaci, se vuoi.