


La pallina d’argento – La favola dell’Albero di Natale

Sono emozionata!!! Mamma… guardami come brillo, ho un abito dai colori sgargianti, la prigionia non mi ha resa meno bella.
Mamma, perché non mi rispondi!!!!
Mamma, Mamma…
Una voce lontana rispose:
Figlia mia, son qui dall’alto ti sento, sei bella lo so, i tuoi colori somigliano a quelli di una stella.
Mamma ma dove sei io non ti vedo!
Che importa vedersi mi senti?
Si ti sento, ma…vorrei anche vederti e esserti vicina.
Mi vedrai e saremo vicine, fa che quella mano ti scelga così potrai raggiungermi.
La pallina di Natale si mise in bella mostra, voleva raggiungere la sua mamma che già faceva parte dell’albero di Natale su in punta, era la stella più bella, ma per le palline la vita era dura, non tutte sarebbero arrivate alla meta ambita.
La mano prese ad aprire lo scatolo, la pallina di Natale, incominciò a sorridere del più grande sorriso che aveva nel cuore, dicendo:
Mano, mano, io voglio andare dalla mamma, non importa che non sia la più bella, ti prego fammi stare vicino a lei.
Ma la mano non poteva ascoltare la voce di una piccola pallina d’argento, e continuava a selezionare palline, senza neppure sfiorarla.
Ogni discesa della mano, faceva palpitare il cuore della povera pallina, e quando l’albero fu completamente adorno, la pallina si rese conto di non esser stata scelta.
Le lacrime cominciarono a scendere copiose, i singhiozzi della piccola pallina delusa riecheggiarono per tutto lo scatolo, le altre palline cercarono di consolarla, ma la piccola era davvero inconsolabile.
La madre dall’alto dell’albero si accese di una luce strana, e quando la mano guardò l’albero, provando un senso di insoddisfazione disse:
Cara ma l’albero quest’anno mi sembra strano, non mi da emozione, tu cosa ne pensi?
Tesoro lo trovo elegante, hai fatto bene a scegliere di farlo dorato, molto richiama la meravigliosa stella che hai messo in punta.
Si, ma c’è qualcosa che non va….
L’uomo proprietario della mano, prese a guardare l’albero con maggiore attenzione, non riuscendo a capire da cosa nascesse questa sua insoddisfazione.
Papà?
Disse il piccolo Marco di appena cinque anni.
Quest’albero è sbagliato!
Cosa?
Si girò il papà incuriosito.
Cosa dici Marcolino perché sarebbe sbagliato?
Papà c’è una pallina d’argento che piange, perché non è stata messa sull’albero.
Marco ma che dici le palline non piangono, le palline d’argento le useremo l’anno prossimo.
Anche la stella piange.
Aggiunse Marco. L’uomo guardò negli occhi il piccolo, e preso da una grande tenerezza disse:
Amore completalo tu l’albero.
Marco riaprì lo scatolo, e con fare trionfante prendendo una precisa pallina disse:
Questa papà, va vicino alla stella.
Il papà prese la piccola pallina d’argento posizionandola proprio sotto la stella, così come Marco aveva suggerito, riaccese il tutto, è albero prese a riflettere di una luce straordinaria.
L’uomo guardò la moglie come folgorato.
Ma com’è possibile vedi anche tu quello che vedo io, l’albero brilla di una luce nuova.
Quella sera non fu necessario accendere la televisione per far scorrere il tempo, la piccola famigliola si strinse sul divano ad ammirare il loro meraviglioso albero e nel silenzio della contemplazione una piccola voce disse.
Mamma, ti amo.
Le Favole della Vita
Un libro per bambini dai 12 ai 99 anni.
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Hai scelto un finale o ti è venuto innocente, oggi inusuale. Quel Marco, poi Marcolino, sarà il nostro Natale. Cleonice, la sua innocenza, finalmente, fa ridivintare spirituale il Natale. Mi è piaciuta!
Per molti il Natale si identifica con il pranzo natalizio, cosa che che mi dà molto fastidio. La ricorrenza della nascita di Gesù
dovrebbe essere ricordata come fatto spirituale e di fede.Più che l’albero è il Presepe che rappresenta l’evento.
Che bello riuscire a commuoversi in questo periodo dove l’unico valore sono i soldi, fregare il prossimo e prevaricare.
Sono contenta che ancora ci siano persone che danno valore ai sentimenti.
Grazie Manuela..Natale è una Festa, tra il sacro e il profano diamoci la mano, solo così andremo lontano.
E come sempre occorre voltare lo sguardo verso il punto che spesso resta offuscato dal clamore degli eventi…e l’innocenza dei bambini che preziosa spesso ci riconduce dove c’è la luce più nitida. Grazie Cleo.