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Il Segreto della Vita- La favola del Pensiero Positivo

libro

Il Segreto della Vita

Impara a pensare positivo!

Disse un Uomo Ricco ad un Uomo Povero.

Guarda tutto quel che possiedo? Lo devo  al mio positivo pensare, io ero esattamente come te prima di arrivare!

L’uomo povero guardò estasiato la ricchezza di quell’uomo arrivato nel rimanerne quasi senza fiato, e ancora frastornato ritornò a guardare l’uomo ammirato.

In questo libro che stringo tra le dita è celato il Segreto della Vita.

Disse poi l’Uomo Ricco all’Uomo Povero.

Lo voglio!

Disse l’Uomo Povero accecato.

Lo avrai! Ma in questa stanza dovrai depositare ogni tua speranza, solo nel credere ciecamente riuscirai a rendere la tua mente ricca sorgente!

L’Uomo Povero  depositò in quella stanza ogni sua speranza,  prese poi il libro e tornò al suo passo.

Il libro  imparò a memoria, credendo davvero di poter cambiare la sua storia,  ma nonostante l’immane sforzo non riuscì a cambiare la sua sorte, chiuse continuavano ad esser le porte!

Tornò dall’Uomo Ricco e lo trovò ancora più immerso nel successo in un ancor più ricco contesto, e prostrato disse:

A te affidai ogni mia speranza depositandola in questa ricca stanza, non fu abbastanza? Incominciai a Pensare Positivo , ma la mia esistenza continua ad annaspare nell’inesistenza!

Uomo era un semplicissimo sistema chiunque è in grado di attuarlo, non prendertela con me se solo tu non riesci a farlo!

L’uomo calò il capo e mesto uscì dal quel contesto. E quando fu fuori dalla ricca dimora un mendicante assai malconcio, disse:

Buon uomo offrimi una speranza!

Non possiedo più nulla ho lasciato ogni speranza in quella stanza!

Disse l’Uomo Povero nel sedersi al suo fianco.

Lascia che ti racconti una storia.

Disse il mendicante:

Un uomo pieno di ego voleva dimostrare al mondo, di saper ammaestrare una feroce tigre del Congo profondo. E fu così che la Tigre prima affamò e poi con metodo sfamò, e quando fu convinto di aver raggiunto l’intento, decise  che di dirlo al Mondo, era il momento.

Convocò una grande assemblea e di fronte a un importante platea , dimostrò come una feroce tigre del Congo profondo fosse divenuta un gattino giocondo.

Passò di lì un mendicante malconcio e avvicinandosi al palco disse:

Pungila con un Ago?

E  l’uomo pieno di Ego prese l’Ago, pungendo l’animale malamente che dal dolore inferocito, incurante della gente lo divorò semplicemente.

Un uomo pieno di Ego voleva dimostrare al mondo intero di conoscere della felicità il sentiero, e di saper ammaestrare il pensiero, ma fu un semplice Ago a sgonfiare il suo Ego.

Vedi Uomo la mente è una tigre feroce, potrai temporaneamente placarne la voce ma la bestia non morirà. Abituare la mente al pensiero positivo è un solo un palliativo, ma non è la cura non si cambia la sua natura.  La Mente è il parto sbagliato di un cuore abusato, di un cuore che se stesso ha mille volte rinnegato, attendi con fiducia che dal tuo cuore nuovo una nuova natura sia nata, cambiare non puoi una creatura malnata.

Ma io ho perso tutte le speranze?

Disse l’uomo al mendicante.

La speranze caro uomo, le hai depositate nelle mani sbagliate e nelle tue mani che andavano conservate,  e nel perderle di vista hai dato spago a una mente arrivista, di quelle tue speranze ornate avrà altre stanze e altri uomini sprovveduti nella sua trappola saran caduti, ma così come sei giunto tu a comprendere anche gli altri nel fallimento riconosceranno l’oscuro intento. L’uomo ricco era tale proprio perché delle speranze altrui aveva saputo approfittare, non mirare alla mente,  mira ad accrescere il tuo cuore, e un giorno gravido d’amore partorirà  una nuova mente che di se stessa sarà amante, il parto precedente era il frutto del tuo non esserti amato per niente.

L’Uomo Povero rientrò nella stanza e staccò dalle pareti tutte le sue speranze, che l’uomo ricco aveva messo al muro come trofei di guerra, e nell’uscire da quella stanza guardò l’Uomo Ricco dicendo:

Della miseria altrui ti vesti, lavorerò alacremente affinché la coscienza degli altri presto si desti, e quel giorno spoglio resterai delle tue false vesti.

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One Comment

  1. ugo esitini martedì 17 novembre 2009

    Noi stessi siamo gli artefici del nostro successo, gli arbitri della nostra vita, positiva o negativa che sia, siamo noi. Volli sempre volli deve essere il motivo guida della nostra esistenza e il successo certamente arriverà.Se il nostro pensiero non è quello positivo difficilmente avremo la fortuna dalla nostra parte.

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