


Ansietta e l’Anima Eletta – La favola della Mente che Svetta
Ansietta e l’Anima Eletta
Che disdetta vado molto di fretta!
Disse Ansietta a Benedetta che le camminava al fianco senza fretta.
Ma dove corri con tanta fretta Ansietta, aspetta?
Disse Benedetta.
Ho fretta, fretta, la Vita non aspetta!
Disse Ansietta infilandosi in una veste che le andava stretta, pur di fare in fretta.
Non mi posso trattenere devo davvero andare, fin su alla Vetta devo arrivare.
Lo capisco Ansietta ma la Vetta ti aspetta non avere fretta.
Mi aspetta? Ne sei sicura Benedetta.
Si mia cara io sono Benedetta la tua Anima Eletta e ti accompagno nella Vita senza fretta, per dirti che la Vetta tutti aspetta.
Ma allora perché ho in mano questa clessidra che mi indica la fine della Vita?
E’ una clessidra Ansietta, quando sarà finita basterà girarla tra le dita è sarà di nuovo vita. La vita è infinita, ma fai attenzione a che non ti sfugga dalle mani, solo in quel caso non conoscerai il domani.
Ansietta da quel giorno tenne la clessidra stretta, stretta, era inutile correre nella vita visto che era infinita, glielo aveva detto Benedetta che era la sua Anima Eletta, e decise di togliersi quella veste stretta per calzarne una un po’ più larghetta.
Benedetta tu che sei la mia Anima Eletta, mi spieghi perché dentro sentiamo tanta fretta?
La Mente, mia cara Ansietta, è una bimbetta che cammina in fretta perché sa che la sua mamma l’aspetta, vuole solo crescere in fretta.
Ansietta e Benedetta intanto erano arrivate in Vetta senza fretta.
Ed ora cosa mi aspetta?
Chiese Ansietta a Benedetta.
Chi è in Vetta, semplicemente svetta!
Allora mi posso lanciare?
Ricordati prima la clessidra di girare, la Vita sta per ricominciare.
Disse Benedetta.
Ansietta dalla Vetta si lanciò, e tra le braccia di Benedetta si ritrovò.
___________________________________________________________________La Mente ha fretta di abbracciar la sua Anima Eletta, vorrebbe sbocciar in fretta, e per questo scalar vuol rapidamente la vetta, e della conoscenza ne farà uso e abuso e talvolta persino disuso, non importa se una veste gli starà stretta, basta che gli prometta la Vetta. Ma Benedetta l’Anima Eletta affianco alla mente cammina stretta, e l’accompagnerà sin sopra alla vetta per poi abbracciarla stretta, stretta.
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Cleonice non so se Ansietta è un diminutivo di ansia, credo di si. Se lo è, non può che avere fretta e cadere nella braccia di ” Benedetta”. Se la tua favola è una metafora, e lo è, questa mia di metafora diventa la mente che svetta, sempre questa è la sua ” dannazione”.
…è vero Peppino è una dannazione, perchè sentiamo dentro quella fretta di comprendere, e Ansietta ha tanta fretta di arrivare fin su alla vetta per poter capire…ma quando finalmente svetta cade tra le braccia della sua Anima Eletta, che l’ha sempre protetta
))
Siamo un “concentrato” di esperienze, quale ha diritto di precedenza quando tutte si presentano nello stesso istante, e con insistenza si proiettano verso quella vetta? Forse quella che in quell’istante è più necessaria e più “presente” delle altre?
Nella tua domanda trovo già la risposta
))