


L’Uomo delle Patate – La favola della Natura Umana
L’Uomo delle Patate
Camminai tra le spiagge assolate, cercando solo patate.
E la Voce del Mare mi disse:
Tu cerchi patate, la spiaggia è foriera di ben altri beni, cerca con occhi adatti il tuo cibarti.
Ma io sono un Uomo e qui vedo solo conchiglie e stelle marine, io mi nutro d’altro, offrimi delle patate.
Disse l’Uomo.
Poniti la giusta domanda, tu sei un Uomo oppure …?
Continuò la Voce del Mare.
Ma certo che sono un Uomo, lo stomaco chiede cibo ed io seguo la sua voce, cosa altro potrei essere se non un uomo, sono nato dagli uomini.
A questa domanda puoi rispondere solo tu, perché solo quello che viene dal cuore resta, fa che sia il tuo cuore a risponderti.
L’Uomo continuò a camminare alla ricerca di patate per saziare la sua fame, che a poco a poco lo stava indebolendo sempre più, e quando piegato dalla stanchezza e dagli stenti fermò il suo passo, tra le lacrime di dolore ed incomprensione, gridò:
Voce del Mare guarda quel che resta di un uomo, ora che sono l’ombra di me stesso, quella fame che mi divorava e che non sono riuscito a saziare, mi distrugge, mi piega, mi uccide! Muore l’Uomo, mia voce, muore l’uomo.
E così dicendo l’uomo morì su quella spiaggia, o per lo meno morì la sua natura umana, perché al sorgere dell’alba i suoi occhi si riaprirono, e come se nulla fosse accaduto riprese la sua sacca e cominciò a camminare lungo quella stessa spiaggia.
Stavolta i suoi occhi erano limpidi, e mentre camminava raccoglieva i frutti della riva, conchiglie dalle meravigliose sfumature che sembravano saziarlo a prima vista, stelle marine cantavano vita accompagnandolo lungo il suo pellegrinare, e fu allora che la Voce del Mare tornò a parlare:
Non ascolto tue parole da tempo, ma vedo che hai fatto molto cammino da allora, ti sei poi posto la giusta domanda, tu chi sei?
Io sono!
Disse l’Uomo con voce disattenta, mentre i suoi occhi continuavano a scrutare la grande spiaggia alla ricerca di tesori.
Chi sei o cosa sei?
Continuò la voce.
Io sono parte di te!
E la tua Natura Umana?
L’Uomo si girò alle sue spalle e con la mano indicò un corpo accasciato lungo la riva di quella spiaggia:
La mia Natura Umana morì di stenti tempo addietro, questo cammino ha affamato e ucciso l’uomo che rivestiva il mio spirito, ed oggi che sono libero dalla zavorra, cammino senza fame e senza sete, i miei occhi ora trovano quiete e ricchezze inesauribili su questa stessa spiaggia dove invero conobbi la morte.
E la Voce del Mare continuò dicendo:
Cosa vedi ora al tuo orizzonte?
Non cerco orizzonti Voce del Mare, nel mio cuore c’è l’inizio e la fine di ogni cosa, sono appagato e felice del mio esistere.
E ricordi della tua Natura Umana?
Ricordo d’aver indossato un abito, ma gli abiti si cambiano.
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Le Favole della Vita
Un libro per bambini dai 12 ai 99 anni.
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Questa favola mi ha fatto riflettere che l’uomo, ovvero la natura umana, sulla terra è di passaggio e che alla fine della nostra esistenza terrena ci sarà la vera vita.
Questa favola vorrebbe invece dare un messaggio di speranza, nel mostrare come in una stessa vita si possa spogliarsi della natura umana che ci apre solo gli occhi della mente, continuando a camminare guidati dagli occhi del cuore. …l’Uomo continua a camminare sulla stessa spiaggia dove era “morta la sua natura umana”, dove abbandona il suo abito di uomo arrivista, il suo abito di uomo figlio dell’ambizione e incomincia a godere dei veri doni della vita, fintanto vedremo il nostro esistere ridursi nel solo riempirsi la pancia, saremo sempre insoddisfatti.
E ritorna SPERANZA, la compagna di PARADOSSO. Pensaci, Cleonice, sembra così lontana, eppure la pensiamo così vicina. Forse, oltre che essere la compagna di PARADOSSO, è la nostra unica salvezza. E’ paradossale, per questo, forse, si accompagna a PARADOSSO. Che dici?
Senza la Speranza, Peppino non esiste danza…e solo attraverso i suoi occhi che si avanza.