


La Conchiglia Cornuta – La favola della Vita e Oltre

LA CONCHIGLIA CORNUTA
“Nessun tempo è perso, tu appartieni ad un grande Essere.
Ricorda nulla di ciò che è vita andrà perso, sorridi, un altro sentiero si sta per aprire al tuo sguardo, percorri quella via e ti congiungerai al vero vivere.”
***
La raccolse guardingo e timoroso, come se nel prenderla avesse compiuto un gravissimo sacrilegio, e la nascose nel sacco che portava sulle spalle.
Il viandante riprese lesto il suo cammino, e lungo il suo procedere un pesce volante che saltellava a filo d’acqua gli chiese:
Buon uomo, mica avete trovato una grossa conchiglia cornuta, lungo il cammino?
E’ l’uomo volendo tenere per se la conchiglia, negò dicendo:
Non ho trovato alcuna conchiglia cornuta lungo il mio pellegrinare, e poi se proprio lo vuoi sapere, penso che siano ormai estinte quel genere di conchiglie.
Grazie lo stesso.
Rispose il pesciolino immergendosi nelle profonde acque. Di lì a qualche minuto, il tranquillo e solitario cammino dell’uomo venne di nuovo turbato:
Signore, signore, mi sente?
Il viandante prese a girarsi con una certa agitazione, non riuscendo a scorgere da dove provenisse la voce.
Signore son qui. Diceva insistentemente la vocina.
Il viandante guardò in basso tra i suoi piedi, e vide un minuscolo verme dai grandi occhi.
Si ti vedo, cosa c’è?
Hai per caso trovato una grossa conchiglia cornuta, durante il tuo pellegrinare?
Una grossa conchiglia cornuta dici?No non so neppure come sia fatta codesta cosa.
Il vecchio viandante riprese il cammino, conscio d’aver mentito sia al pesciolino che al piccolo verme, ma era più forte di lui, quella conchiglia doveva restare il suo segreto.
Il passo del viandante diveniva giorno dopo giorno sempre più pesante, e presto sopraggiunse una stanchezza tanto grande da costringerlo a fermarsi.
Mentre era seduto in riva al mare a guardare il tramonto, sentì una voce provenire dal suo sacco:
Uomo? Si a te uomo … sono la tua conchiglia, mi fai uscire da questo sacco?
Il Viandante era stupito, la conchiglia sapeva parlare. La prese con grande delicatezza, chiedendole:
Conchiglia ma tu parli?
Certo che parlo, ed avrei da farti una domanda?
Dimmi pure, ti prego.
Perché durante il tuo lungo cammino hai sempre negato d’avermi trovata?
E il viandante:
Non volevo ti portassero via da me, sei preziosa come l’aria che respiro, ti ho solamente difesa.
No mio caro.
Disse con voce comprensiva la conchiglia.
Tu non mi hai difesa, mi hai solamente tenuta rinchiusa in un sacco, negando a tutti la mia esistenza. Sapevi che ero ciò che di bello possedevi, eppure non mi hai mai mostrata al prossimo.
Uomo, ascoltami, ora posso dirtelo, tu al vivere non hai nascosto semplicemente una conchiglia cornuta, tu hai nascosto la tua anima.
Continuò nel dire rammaricata la conchiglia.
E il viandante preoccupato per la sua sorte si affrettò nel dire:
Ed ora che ho sprecato il mio tempo che ne sarà di me.
E la conchiglia:
Nessun tempo è perso, tu appartieni ad un grande Essere, ricorda nulla di ciò che è vita andrà perso, sorridi, un altro sentiero si sta per aprire al tuo sguardo, percorri quella via e ti congiungerai al vero vivere.
Il viandante riprese il suo cammino, su una spiaggia diversa dove un sole tiepido e confortante prese a parlargli del vivere, e stavolta l’uomo si guardò bene dal nascondere alla vita la propria anima, perché il cammino compiuto sino ad allora gli aveva insegnato a riconoscere la vera bellezza, e a diffonderne la luce.
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