


Il Bosco dei Dipinti – La favola delle parole e dei pensieri

IL BOSCO DEI DIPINTI
Sono disperata!
Disse una fata che aveva viaggiato gli immensi spazi bui della notte, all’alba appena nata.
Zitta!!! – Sussurrò l’alba – La parola è un pennello, i pensieri la mano, e la vita la tela. Ricordalo!
La parola è un pennello, i pensieri la mano, e la vita la tela?
Chiese la fata nel non aver compreso.
Vieni con me, ho qualcosa da mostrarti!
Disse l’alba avanzando sulla terra della fata, che la seguì trovandosi dinnanzi ad un bosco molto particolare.
Che strano bosco…
Esclamò la fata.
Questo è il Bosco dei Dipinti.
Disse l’alba.
Un bosco meraviglioso e al contempo particolarissimo, si presentava agli occhi della fata stupefatta, querce immense, prati e laghi dai colori vivaci, e tanti, tantissimi dipinti sparsi un po’ ovunque, quasi da non riuscire a farle muovere passo.
Alba capisco il perché di questo nome, ci sono dipinti ovunque in questo bosco. Chi è l’artista di tanti affreschi.
L’artista? Non so, prova a scoprirlo tu? I dipinti saranno di certo firmati.
La fata si addentrò dentro questo fitto bosco e prese ad osservare i dipinti, messi un po’ ovunque senza una particolare cura, erano come poggiati tra i rami, sui sassi, vicino ai tronchi, sul prato, e persino sul fondale dei laghetti, insomma dappertutto. Raccolse un dipinto avvicinandoselo per poterlo guardare meglio, e poi con una faccia disgustata si rivolse all’alba dicendo:
Sono orribili!
L’alba restò in silenzio per qualche istante…e poi disse:
La parola è un pennello, i pensieri la mano, e la vita la tela. Il bosco dei dipinti, raccoglie gli affreschi della tua mente e come pennello usa le tue parole.
Alla fata scivolò il dipinto dalle mani, e atterrita si guardò intorno con consapevolezza, quanto male aveva pensato, e come male aveva parlato per dipingere quegli affreschi tanto terribili. Calò il viso e con passo rassegnato fece per uscire dal bosco, poi un pensiero la colse e voltandosi indietro verso l’alba disse:
Perché mi mostri solo ora questa orribile ed indelebile realtà?
Io sono l’alba e porto alla luce quel che nel buio della tua comprensione le tue mani hanno reso realtà.
Capisco!
La fata riprese ad uscire dal bosco, uccellini cinguettanti le volavano attorno, scoiattoli giocosi le offrivano ghiande e more, lei li carezzò con gli occhi pieni di lacrime e senza fermarsi continuò a cercare la strada per uscire dal Bosco dei Dipinti, ed intanto l’alba aveva schiuso le porte ad un grandissimo Sole che ora risplendeva alto nel cielo.
Fata oggi sei nata alla vita! – Disse il Sole.
La fata alzò gli occhi al Sole e con sconforto disse:
Guarda alle mie spalle la mia cecità ha dipinto orribili tele, non potrò mai cancellarle anche se oggi ci sei tu ad illuminarmi i passi.
La tua cecità era la comprensione dell’età, non sentirla una menomazione non colpevolizzarti di un naturale incedere, non è colpevole un bimbo per essere venuto al mondo senza i denti, non è colpevole un fiore per essere stato prima seme, non è colpevole una farfalla per essere stata prima bruco e allo stesso modo tu non sei colpevole per essere stata cieca, nell’età della cecità.
La fata sorrise al Sole, conosceva la sua grande bontà e il suo fare luminoso.
Ed ora? – Disse la fata – Guarda lì che distesa di orribilità!
Ora che sai, addestra il tuo pensiero e soprattutto modula le parole, ora che sai che quel che pensi sono le mani, le parole il pennello e la realtà tela, impara a pensare alla luce del tuo cuore e soprattutto parla con amore di te stessa e degli altri.
La fata nel fissare il Sole ci vide riflesso il suo cuore, e da quel giorno dipinse affreschi bellissimi, usando la mano del suo cuore, come pennello parole di luce, e dipinse così una meravigliosa realtà.
Pensa col Cuore
e soprattutto parla con Amore.
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Non è possibile pensare SEMPRE, ossia ogni istante della propria vita sempre col cuore, ci si può impegnare a farlo il più possibile, ma è proprio della natura umana alternare momenti in cui le tele possono essere uniche e meravigliose ad altri in cui avviene il contrario. Trasformare,poi, in modo (il più possibile obiettivo) il pensiero in parola è ardua impresa!
stavo dipingendo e ha preso forma un dipinto veramente poco solare non avevo mai fatto un dipinto così.Anni che non dipingevo,so che è catartico.. la tela rimaneva bianca per la paura di tirar fuori quello che ho dentro lei rimaneva lì..ed ecco la tua favola del bosco dei dipinti..io ti ringrazio delle tue favole..di avermi fatto vedere cio’ che sapevo dentro me ma non capivo e soprattutto accettavo..ti ringrazio e ringrazio l universo per aver creato una creatura capace di far aprire gli occhi, quelli del cuore.. di dare luce e senso.
Lo so Elisa, ma l’importante è saperlo, la mente deve solo essere riprogrammata…dall’anima ritrovata.
Sai Emy stamattina ero un pò scoraggiata (un pò troppo), continuavo a chiedermi che senso avesse portare avanti questa crociata, e ti dico la verità non riuscivo a trovare un solo senso, ma queste tue parole sono state per me come un caldo abbraccio le ho sentite dipinte nel cuore.
Grazie
Non è sempre facile parlare con amore e pensare col cuore, se così fosse tante cose brutte e cattive che l’uomo commette non ci sarebbero. Dobbiamo sforzarci, tutti, a farlo. Il mondo sarebbe migliore. Forse è utopia, l’uomo è cattivo.Homo omini lupus. Scusa il mio pessimismo.
Sei un pò giù Ugo, capita la vita è un altalena andante tra il tutto e il niente…
La parola è un pennello, il pensiero la mano e la vita la tela. Forse l’unica trilogia che abbia una logica. Come hai fatto Cleonice?
La fantasia è una tavolozza mai tozza, dove la ragione non cozza… i suoi colori non si mescoleranno mai con acqua di pozza…
Sarà questo il motivo…non so ;(