


La Fanciulla nella Roccia – La Favola per chi ha scoperto l’Inganno

La Fanciulla nella Roccia
Guarda questa scogliera è lunga quanto tutto il Mondo ed ogni scoglio racchiude un Uomo, ma solo in pochi si renderanno conto di vivere imprigionati in una roccia. E rari saranno gli Uomini che pur comprendendolo riusciranno a trovare la via per uscirne.
Ti prego offrimi il tuo volo, fa che possa volare lieve oltre questo peso che mi dilania il Cuore portami con te oltre le nuvole. Sollevarmi da questa Vita che più non mi sorprende, voglio morire.
A queste parole tanto forti e piene di dolore, seguì un grande ed incomprensibile silenzio, e un gabbiano che da qualche istante era planato sulla scogliera, si guardò attorno attonito per cercare di capire da dove provenisse quella preghiera tanto accorata.
Dove sei?
Gridò il Gabbiano.
Non aver paura fatti vedere?
A rispondere non fu la stessa voce, ma una voce più metallica disse:
Non cercare colei che ha proferito parola, non è qui. Di tanto in tanto le sue preghiere si elevano oltre il buio manto che la sovrasta, ed allora solo allora è possibile sentirne il canto.
Ma di chi si tratta, e poi perché dici che non è qui, la sua voce mi era tanto vicina, tanto che ho avuto la sensazione di poterla toccare!
Appunto, dici bene sensazione.
Scoglio non comprendo il senso delle tue parole, ma comprendo la tua difficile natura, pertanto se posso esserti utile in qualcosa dillo pure, prima che ricominci a volare.
E lo Scoglio, disse con voce mesta:
Mi porteresti un raggio di Sole?
Il Gabbiano lo guardò stranito nel dire:
Che dici il Sole è alto e caldo, come fai a non sentirlo persino al tatto tu scotti?
Non è per me, ma è per la Fanciulla intrappolata dentro di me, quella di cui hai udito la preghiera. Ella piange ormai da tempo del suo buio e non vuole più rimanere chiusa li dentro, ha deciso di morire. Ti prego corri a dire al Sole di aiutarla che non c’è più tempo.
Il Gabbiano era incredulo e poi disse:
Com’è possibile chi ha mai potuto fare una cosa tanto orribile, chiudere una Fanciulla in uno Scoglio, che anima malvagia ha compiuto questo sacrilegio alla Vita.
Mi dovranno sentire lì sù!!! Scoglio dì alla Fanciulla di non piangere più, io seppur piccolo Gabbiano accorrerò in suo aiuto, dille di resistere e che presto potrà vedere la luce del Sole.
Non credo ci sia più speranza, ormai piange e prega, ha chiesto al signore dei cieli di chiamarla a se.
Fa presto ti prego, credo non manchi molto, prima dipingeva nel suo Buio, prima scriveva di quel Sole che non ha mai visto ma che si era acceso nel Cuore, prima cantava alla Vita, prima ballava al suo canto, ora sembra ingoiata dalla inesistenza dell’essere, aiutala. Merita più di tanti altri di vivere!
Dovrà fare i conti con me chiunque le abbia fatto questo sortilegio disumano. Giurò che la libererò dovessi dare in cambio la mia vita!
Il Gabbiano allargò le sue ali alzandosi alto oltre le bianche nuvole del mondo e quando fu giunto al cospetto del Sole disse:
Signore li giù al vivere c’è una Fanciulla chiusa in uno Scoglio, che piange tutte le sue lacrime e che ha smesso di sognare, un assassino malefico le ha fatto un sortilegio intrappolandola lì dentro.
Ti prego tu sei il giusto tra i giusti, poni rimedio a questa ingiustizia, liberarla e indicami l’identità di questo malefico essere che ha compiuto il sortilegio.
Il Sole, lo guardò con amore e poi disse:
L’Essere Immondo che tu cerchi sono IO, la Fanciulla che cresce nel Buio della roccia l’ho intrappolata IO.
Il Gabbiano sgranò gli occhi, restando con il becco aperto per la sorpresa, mai avrebbe pensato che il Sole fosse capace di tanta crudeltà. Due lacrime grosse come laghi riempirono i suoi occhi, e abbassando il capo in segno di disfatta, si ammutolì per qualche secondo.
La Fanciulla nella Roccia, è mia Figlia!
Aggiunse poi il Sole. Il Gabbiano, alzò il capo e riprese a guardarlo:
E’ tua figlia? E questa mesta sorte le hai riservato. Da oggi non potrò più inneggiare alla tua gloria, una grossa ombra soffoca i miei sentimenti per te.
Ti capisco Gabbiano so che non ti sarà facile comprendere il perché di questo mio gesto che ai tuoi occhi appare insensata cosa, ma la Fanciulla che vive nella Roccia ha bevuto sino in fondo il calice buio del non vivere, solo così quando tornerà alla Vita potrà raccontare al mondo come si esce dal profondo dolore e potrà mostrare a tutti la via di casa.
Non credo ci riuscirà ha deciso di morire, e credo che ormai manchi poco, non da più ascolto alle parole della Roccia e non riesce a sentire le mie!
Il Sole si rattristò, e il Gabbiano vide scendere dai suoi occhi una lacrima lucente, che immediatamente si cristallizzò, cadendo su una nuvola non molto distante.
Ascolta Gabbiano è giunto il tempo che viva, corri a prendere quella lacrima e portala allo Scoglio, lui saprà cosa fare. Lo Scoglio che la imprigiona, e una mia Stella era lì affinché si adempiesse la profezia, ma ora il tempo è maturo!
Il Gabbiano raccolse la lacrima di cristallo dalla nuvola, scese velocemente in terra raggiungendo lo scoglio:
Eccomi, ti prego dimmi che è ancora viva?
Sì è viva, implora luce, mi fa una gran pena!
Disse lo Scoglio.
Questa lacrima te la manda il Sole, ha detto che tu sai cosa fare.
Lo Scoglio alle parole del Gabbiano emise un gridolino di gioia.
E’ giunto finalmente il Tempo!!!
Poi aggiunse:
Appoggia il cristallo su di me e allontanati.
Il Gabbiano obbedì all’ordine dello Scoglio, immediatamente un raggio del Sole colpì la lacrima cristallizzata e una grande luce prese a diffondersi un po’ovunque, e quando lentamente si fu dissolta, al posto della grande roccia il Gabbiano vide una Fanciulla raggomitolata su se stessa.
Che tu sia la benvenuta, fa che i tuoi occhi si abituino lentamente alla luce e presto ogni cosa ti apparirà nitida, vedrai le mille bellezze del vivere e il vivere avrà l’onore di accogliere la tua beltà!
La Fanciulla , prese ad alzarsi e nel guardare la Luce del Sole, il mare e il cielo limpido scoppiò in lacrime dicendo:
Non ci posso credere era tutto vero, non erano solo sogni i miei, quel mondo meraviglioso che descrivevo ora lo vedo davvero, grazie padre!
Come? Tu non lo odi per tutto quello che ti ha fatto passare?
Non lo posso odiare era necessario affinché comprendessi la via. Ora potrò condurre molti altri uomini sino a questo mondo di luce. Guarda questa scogliera è lunga quanto tutto il mondo ed ogni scoglio racchiude un Uomo, ma solo in pochi si renderanno conto di vivere imprigionati in una roccia. E rari saranno gli uomini che pur comprendendolo riusciranno a trovare la via. Ecco io sono qui per mostrare la via a coloro che hanno scoperto l’inganno, che hanno cercato la luce nel loro cuore e non nel mondo. E per loro canterò sino a quando avrò voce! La giusta via si aprirà al passo di coloro che sapranno portare con dignità la loro croce, e quando il tempo di comprendere sarà giunto, una mano gentile li solleverà dalla sofferenza per condurli poi alla vera vita.
Ma scusa allora per ogni Uomo si ripete la storia di Gesù, ma lui è morto dopo aver trascinato la sua croce e poi è andato in paradiso!
Disse il Gabbiano.
Cara credo che questo tuo messaggio non verrà accolto con molta gioia! Uomini trascinate la vostra croce e poi dopo la morte andrete in paradiso. Mi sa che molti sceglieranno di non vedere, pur di sopravvivere.
Guardami sono mica morta io? Eppure da lì vengo, e non ho portato la mia croce, non ho visto morire ad uno ad uno le mie passioni terrene. La morte di cui io ti parlo, è la morte del vecchio uomo quello legato a false credenze, ai preconcetti, ai falsi idoli, ai pregiudizi, alle vanità, alle perversioni, alla sordità, alla cecità. Non ricordi più di quando eri uomo, di quante prove l’uomo era oggetto? Voi esseri alati vi siete dimenticati della sofferenza umana!
Cara non dir così, noi abbiamo già passato questa prova, è vero la luce ci sana ma non ci farà mai dimenticare che il dolore è stato il nostro più prezioso insegnante. Scusa se ho finto di non capire, ma volevo che esprimessi un concetto non per me, ma per coloro che ora ti stanno ascoltando.
E dagli scogli una voce si elevò al cielo:
Aiutami, ti prego io ti ho ascoltata!
Ed improvvisamente mille voci presero a chiedere aiuto. Le parole della Fanciulla sapevano attraversare la dura scorza degli scogli e giungere sino ai cuori. Era quella la sua missione nel vivere, ora lo sapeva.
Gabbiano che dici si comincia, questa sfida mi piace e non so se te lo hanno detto, ho alle spalle un grande Sole. Li porteremo tutti alla luce!
Tutti dici? Non ti sembra di esagerare un po’?
Forse hai ragione, allora faremo del nostro meglio.
Disse la Fanciulla per ridimensionarsi agli occhi del Gabbiano, ma nel pensiero continuò a ripetere:
“Tutti, tutti, li salveremo tutti!”
La Fanciulla e il Gabbiano illuminati dalla Luce del Sole, presero a portare parola e da quel giorno molti vennero alla Luce di una nuova Vita.
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Le Favole della Vita
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- CLEONICE PARISI » Blog Archive » Newsletter del 11/10/2009 – “I Luoghi Comuni” - [...] …continua… [...]









Lo so che mi credi,Cleonice, avevo pensato a Gesù prima di leggerlo. Ma prima c’era Abramo con Isacco.Adesso che faccio? Sono così sorpreso, che che si possa parlare del vecchio e nuovo testamento, calandosi in una mistica che si sente e si vede anche, strano,ma io la vedo.
Ma dimmi: chi è la fanciulla di cui parli? Esiste in carne ed ossa? O è la volontà di salvarli tutti, tutti, li salveremo tutti, io e tu gabbiano, dice la fanciulla con la sua grande volontà. Tu dici che la tua favola è il nostro specchio, il nostro bambino interiore. E’ molto che lo dici, io dico che la tua favola é il sogno dell’umanità. Bellisima esteticamente la prosa.
A TUTTI E’ DATA LA POSSIBILITA’ DI SALVARSI,NESSUNO ESCLUSO.BISOGNA
ABBANDONARE IL MODO MATERIALE DEL NOSTRO VIVERE,LA SUPERBIA,LA VANITA’,L’ARROGANZA E LA SETE DI POTERE.RIFLETTERE SUL NOSTRO STILE DI VITA E CAPIRE SE E’ CONFORME AL VANGELO.IL VANGELO DI OGGI DICE:VENDI I TUOI BENI, DONA TUTTO AI POVERI E SEGUIMI. NON NECESSARIAMENTE BISOGNA FARE COME S.FRANCESCO MA CONDURRE UNA VITA MORIGERATA ED ESSERE PURI DI CUORE.
Cara Cleonice,
che belle le tue parole anch’io penso che tutto sia luce ma solo pochi sappiano accorgersene prima di aver portato la propria croce sulle spalle,
perciò, come te, penso che sia grande la responsabilità di chi sa già cosa si affronta nella difficoltà
e cerca di guidare chi incontra lungo la strada verso la luce della Vita regalandogli la propria testimonianza, con i fatti e con le parole.
E le tue favole sanno sempre riuscirci. Complimenti
Stavolta di lacrime ne vennero giù tante, ° 0 ° 0 ° 0 °, alcune vennero subito asciugate dal Sole….. altre si impressero su quel volto ma solo fino alla fine del tempo….. quello concessogli…..
Grazie a tutti
)))
Grazie Cleo, bello sempre tutto quello che scribi.
Cari saluti.
Grazie Artemisia è sempre bello vederti…un bacio alla nipotina.