


La Strada dell’Amore – La favola della Seconda Esistenza
La Strada dell’Amore
Luna parlami del divenire:
Saprai coltivare passioni, saprai volare oltre i tifoni, saprai condurre gli occhi oltre il monte oscuro del passo proibito e al canto dei lupi danzerai nella nera notte figlia mia. Consacra ora la tua Vita al mio respiro ed io ti darò un domani di luce.
La Donna alla luce di quella Luna, tolse dalla cinta che aveva stretta in vita, il suo affilatissimo pugnale e si trafisse il Cuore. La morte e il freddo la colsero in pochi istanti ed un morbido avvolgere la trascinò lontana da quella vita.
Ridestata dal calore di un Sole Nuovo aprì occhi diversi sul Mondo, e con parole sane prese a chiamare la Luna non trovandola più. Il cielo era cambiato la Notte aveva ceduto il passo al giorno e la Luna nel baciare il Sole gli aveva affidato sua figlia.
Accettai le parole di mia madre la Luna e sulla corrente di quel dire finì la mia prima esistenza, ora in forza del mio nuovo fluire chiedo a te o Sole meraviglioso, cosa questa figlia possa per te altissimo.
Figlia mia dal Buio portasti il tuo ultimo cordone scioglilo qui alla mia luce, e divergi il tuo passo verso il monte d’oro.
La Donna si voltò e riconobbe nel paesaggio che la circondava lo stesso paesaggio dell’altro vivere, ogni cosa era perfettamente al suo posto, gli alberi come i massi, i fiori come i fili d’erba, non era in un altro vivere ma nello stesso posto di sempre ma illuminato dal Sole. E la montagna d’oro che il Sole le indicava era l’enorme monte buio che da sempre l’aveva limitata nel cammino. Colta da questa illuminazione disse:
Padre di questo viver riconosco sembianza, esso è il mio vivere di ieri ma diversamente acceso!
La Vita è una, figlia mia, cambia solo il modo con il quale l’osserverai, raggiungi la Montagna d’Oro e chiedile il passo.
La donna raggiunse con pochi passi la Montagna, era talmente tanta la sua leggerezza che ogni passo sembrava lanciarla nell’aria:
Montagna sono qui mandata dal Sole, egli mi dice di chiederti il passo?
Figlia del Sole, riconosco in te colei che nella notte stesse cose chiese, onore a te per esser giunta al giorno del tuo esistere, ti sia dato accesso al divenire oltre.
Detto ciò la Montagna si dissolse di fronte agli occhi smarriti della donna.
Procedere nel passo? Procedere nel passo?
Ripeteva come colta da uno strano raptus.
Procedi nel passo – disse il Sole – è lungo il cammino per chi come te ha scelto di avanzare, segui il sentiero indicato troverai ad attenderti primavere inattese e grandi salti ti porteranno a sfiorare il cielo, lasciati condurre oltre il vivere che conosci, si morbida creta tra le mani della Vita.
La Donna seguì quel sentiero sino alla fine dei suoi giorni e quando la clessidra del tempo fece cadere il suo ultimo granello, si unì al Sole con un solo grande salto.
Cosa del tuo cammino in terra ricordi figlia?
Chiese il Sole.
Ricordo l’amore padre, solo l’amore dato e l’amore ricevuto.
E del dolore hai qualche ricordo?
Si ricordo, tu lo chiami dolore per me è la Strada dell’Amore, perché attraverso questo irto sentiero ho conosciuto la vera Vita.
Le Favole della Vita
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Si ricordo, tu lo chiami dolore, per me è la strada dell’amore, perchè attraverso questo irto sentiero ho conosciuto la vera vita. Vuoi dire che si impara “tutto” dalla sofferenza? Anche l’amore, anzi soprattutto!Un grande paradosso, ma credo che sia così. Cleonice, facciamole conoscere ‘ste favole. Sei veramente, secondo me, una caposcuola, allora apriamola questa scuola per adulti giunti!Dopo Obama nobel per la pace mentre fa la guerra, non vedo niente all’orizzonte.
Grazie Peppino …più che una scuola aprirei centro vetrine come questa, dove pubblicarle…perchè una cosa è scrivere “favolette” un altra insegnare la vita…io sono una scribacchina…