favola bambini favole
La Vita suonerà la mia canzone!
Disse un Topo triste, al Guerriero della Notte che lo ostacolava nel passo. Il Guerriero della Notte rise a crepapelle nell’ascoltar quelle parole, e disse:
Topo, tu piccola e sporca creatura del vivere che canzone potresti mai cantare?
Il Topo prese a cantare una delle sue canzoni, e l’armonia di cui era pregno il suo canto colpì al cuore il Guerriero della Notte ferendolo a morte, e passando poi velocemente sul suo corpo ne superò la notte dirigendosi verso l’aurora di un giorno nuovo.
Topo…!
Disse in un sospiro di dolore il morente guerriero.
Come hai fatto a ferirmi a morte, tu che sei la più piccola ed inutile delle creature, dimmi chi invero tu sei! Rispondimi ti prego, prima che mi dissolva nella mia morte?
Sono un Topo!
A quelle parole la sconfitta del Guerriero della Notte fu definitiva, morire era già tutto, ma morire per mano di un Topo era l’umiliazione più grande.
Con orgoglio il Topo riprese il suo cammino, e nell’avanzare la Sacra Moglie del Guerriero della Notte, aveva cosparso la strada di serpi velenose e di tagliole, e con un ingannevole sorriso lo invitò a passare:
Osserva il cielo Topo e non la strada, è ormai poco umano il tuo procedere tu sei un essere alto?
Ma il Topo era sempre e solo Topo anche nel cuore, guardò negli occhi la Sacra Moglie, riconoscendovi rancore e odio, e fece il contrario di quello che la sua languida voce aveva suggerito.
La Sacra Moglie del Guerriero della Notte, era metà donna e metà albero, con profonde radici conficcate nel terreno, e quando vide il topo superare agevolmente gli ostacoli che aveva messo in terra, prese ad urlare furiosamente forzando il suo tronco e i suoi rami, nell’inutile tentativo di catturarlo, e nel farlo spezzò il suo tronco ferendosi a morte, e negli ultimi istanti del suo vivere disse:
Topo, topo dimmi tu invero chi sei, qual è la tua vera natura, sto morendo fallo per pietà confessami chi si cela dietro il tuo cuore?
E il Topo senza fermarsi nel passo, e senza neppure voltarsi disse con orgoglio:
Sono un TOPO!
Il cammino era lungo ma ora il Sole era più vicino e il Topo prese a spogliarsi di quel abito che aveva amato ma che ora non era più la sua essenza. E come un Fiore che si schiude al Sole, e come un Fiume che trova il suo Mare, e come una Stella che trova il suo Cielo, il Topo trovò la sua vera dimensione, la Luce lo illuminò divenendolo essere alato e il cammino lo completò volando alto nel Cielo.
Quel Topo aveva creduto fortemente nella sua natura e aveva camminato nel giusto, non si era nascosto al vivere vergognandosi per quello che era, e usando le sue sole capacità era riuscito a superare gli ostacoli della Vita. In quei passi compiuti da Topo ci aveva creduto con tutte le sue forze.
Si alzò in volo il nuovo essere e quando il Cielo gli chiese:
Dimmi tu invero chi sei?
L’essere nuovo pianse lacrime di gioia dicendo:
Sono solo un angolo di cielo che ha sperimentato la Vita!
Ci dobbiamo accettare per come siamo e per quello che la natura ci ha dato e non vergognarsi, non dobbiamo accettare le cattiverie che l’uomo commette, noi siamo stati creati ad immagine di Dio.
Cleonice sei partita dal topo per superare te stessa. Questa morale la dovevano ancora inventare. Ora non serve più, l’hai inventata tu. Ok