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La Scelta del Cuore – La favola della Cattiveria

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La Scelta del Cuore

“Le umiliazioni che hai inferto, come il più disumano degli aguzzini,
non sono volate via ingoiate dal tempo,
esse vagano sul tuo capo come avvoltoi affamati che inseguono la loro preda, TU.”

La Dea della Vita, giunse al vivere dei suoi campi, e prese a camminare per i prati in fiore. Era bellissima e piena di luce, ed uno Scarafaggio guardandola ne restò incantato:

Meravigliosa creatura, tu al di sopra di tutte, tu luce che rischiari la Vita, tu anima gentile, si inchina il mio capo al tuo cospetto.

Ma la Dea della Vita,  sapeva bene chi invero fosse quel buio animale e pertanto al suo gentil parlare, rispose con voce arida:

Alza pure la fronte, non devi a me questo rispetto, ti conosco e so che non hai mai dimostrato gentilezza al vivere, se non a chi ti è apparso superiore.

Io????

Disse offeso lo Scarafaggio.

Madre della Vita, ti starai confondendo con un altro, non esiste scarafaggio più altruista di me, te lo dimostra il fatto che mi sia rivolto a te con grande rispetto, senza neppure conoscerti.

Continui a creder che il viver dorma, figlio ingrato, ho osservato ogni passo del tuo cammino e le umiliazioni che hai inferto al più  piccolo dei miei figli e come se le avessi inferte a me! Non posso dimenticare il dolore che hai procurato, e sino a quando i miei figli continueranno a piangere sui tuoi misfatti,  io non ti perdonerò!

Cara Dea della Vita, a me non interessa avere il tuo perdono, la mia vita è stata bellissima e piena di soddisfazioni. Posso  ritenermi davvero soddisfatto, cosa puoi togliermi la Vita? Prenditela pure, era già previsto ma non cambierei una virgola del mio passato.

Tu dici? Parli così in virtù della tua limitata visione, ma se comprendessi che la tua esistenza e solo all’inizio e non alla fine  le tue certezze incomincerebbero a vacillare. Le umiliazioni che hai inferto, come il più disumano degli aguzzini, non sono volate via ingoiate dal tempo così come pensi, esse vagano sul tuo capo come avvoltoi affamati che inseguono la loro preda, TU! Avrai una grande lezione, visto che alle piccole non hai prestato ascolto, e quella che ai tuoi occhi potrà apparirti crudeltà, sarà invece, l’ennesimo gesto d’amore che la vita avrà avuto nei tuoi riguardi.

La mia distruzione tu la chiami gesto d’amore, il mondo va davvero sottosopra, stai zitta e vola lontana da me.

Ascoltami, vecchio scarafaggio sei stato sordo e cieco per un intera vita, e del vivere non hai mai colto alcun messaggio. Ti viene offerta un ultima occasione PRENDILA!

Maledetta  non riuscirai a togliermi ciò che per un intera vita ho accumulato!

Temi per le tue cose? Tranquillizzati non sarà li che ti colpirò! Hai avuto un intera vita per prepararti alla dipartita, e l’hai sprecata nell’accumular cose e nel dissetare la tua sete di vizi.  Ma ora vedrai ti aspetta una bella sorpresa?

Disse la Dea della Vita, nel prendere il volo verso il cielo. Lo Scarafaggio tornò nella sua sontuosa dimora,  ridendo della Dea della Vita:

Ormai sono vecchio, la morte è un appuntamento che conosco cara Dea della Vita!

Lo Scarafaggio riprese la sua solita vita, e dimenticando le parole della dea,  continuò a togliere al prossimo per il proprio meschino interesse,  ma improvvisamente qualcosa cambiò, lo Scarafaggio incominciò a non sentire più piacere nel fare le cose, ogni momento del suo esistere divenne insapore e incolore…era come vivere la morte senza averne varcato le porte.

La tristezza lo soffocò e la disperazione giunse a fargli compagnia. Sconvolto per il dolore  tentò di porre rimedio al male che aveva fatto nel corso della sua vita.  Cercò una ad una le sue vittime, e con le sue ricchezze tentò di portar sollievo e talvolta il sorriso laddove aveva solo procurato dolore, ma il suo prodigarsi nel far del bene non gli procurò alcun sollievo e allora imprecando contro la vita disse:

Ho sistemato tutto, perchè  non mi aiuti maledetta Dea della Vita?

La dea ridiscese dal cielo, e guardò lo Scarafaggio distrutto ed ansimante soffocato dalla polvere.

Ho visto i tuoi sforzi razionali, mio piccolo ed intelligente amico, ma non ho visto luce nel tuo cuore, se i tuoi gesti fossero nati dal cuore ora non sentiresti più dolore, questa è la legge. Le tue azioni sono nate da una scelta di convenienza, e queste scelte nel cielo non hanno eco. Facciamo un patto, se tu ora farai una scelta di cuore, io ti aiuterò.

Dimmi che posso fare?

Le scelte di cuore sono spontanee, va cammina per il tuo mondo e cerca con il cuore la risposta.

Lo Scarafaggio camminò per giorni, senza capire che cosa avrebbe dovuto fare, nel camminare una formica gli chiese del cibo, e lui senza prestarci attenzione spezzò un pezzo del suo pane e glielo diede. Una coccinella cercava di attingere dell’acqua in una profonda pozzanghera e lo scarafaggio le fornì  il suo aiuto. Un piccolo di topo si era perso e squittiva disperato, e lo Scarafaggio gli fece compagnia sino al giungere della sua mamma.  Poi si addormentò stanco e triste, al risveglio era tra le braccia della dea della vita che lo accarezzava con occhi diversi.

Dove sono?

Chiese lo Scarafaggio.

Sei giunto a casa, che tu sia il benvenuto, seppur con passo lento e stentato hai compreso da solo quale fosse il giusto cammino, tutti i tuoi debiti ti sono stati rimessi alla luce delle scelte fatte col cuore.

Sono morto allora?

No, oggi sei davvero nato alla Vita.

Rispose la dea.

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  1. Bella davvero bella.Rinsavire e chiedere perdono per tutti i mali le cattiverie e le angherie fatte è una scelta, che se suggerita dal cuore, può essere accettata.Il perdono non si nega a nessuno.

  2. Grazie Ugo…la Vita offre sempre delle chance…dobbiamo essere noi ad aprire gli occhi in tempo…ed il dolore è il pungolo che ci sveglia.

  3. Quel Tu non sono io e non so dire per fortuna o per sfortuna, dato che la storia è stata sempre governata da ” CARNEFICI “. Ormai ti leggo e ti ascolto da molto e quel pungolo che ci sveglia è un tuo leit motiv. Una della tue interviste, che ho ascoltato, ne parlava. Siccome la favola mi piace te lo dico, mi piace, ora tu mi dici,se puoi, di questo pungolo che ci sveglia, cos’è? Certo per te? Grazie, io torno sempre, lo sai.

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