Un Mestolo a Testa

La Vita preparò una ricca minestra, e l’Umanità tutta fu invitata a far festa.

Un mestolo a testa!

Disse la Vita all’Umanità riunita.

E un uomo nel leccarsi le dita dopo che la sua porzione ebbe finita,disse:

Che festa mesta è questa, voglio altra minestra!

E la Vita indispettita, disse:

Non solo tu devi poterti leccare le dita,UN MESTOLO A TESTA, questo vuol dire far festa!

E la fame nel mondo,

finì nel giro di un secondo.

E se fossimo tutti ingannati da una primordiale paura, che noi stessi in tempi remoti legammo alla Vita per assicurare continuità alla nostra specie?

Il Tangibile è solo la voce che ascolti, quello a cui i tuoi occhi sono rivolti. Il Tangibile è la traduzione di una mente primordiale a quello che invece realmente appare. Se la mente, mente… gli occhi sono il suo luogo-tenete e le orecchie il suo attendente. La nostra realtà è apparente.

Creatura guarda la vera natura della Vita?

Disse la voce guida .

E la piccola creatura che ancora non era matura, nel guardar della Vita la vera natura ne ebbe un immensa paura. E con le manine si coprì gli occhi, ma ancora ne ascoltava la voce e allora prese della terra e si tappò le orecchie, la voce si fece soffusa, e la creatura si sentì meno preda della paura, costruendo attorno a quella realtà alte mura.

La creatura non era matura e ne ebbe paura, ma iniziava dal mostrarsi della REALTA’, la prima cura…la sua paura era segno che ne aveva visto il DISEGNO.

LEGGI LA FAVOLA: Un Mondo D’Amore

Sono triste, profondamente triste, non mi riconosco in nessuna cosa, ma cosa ci faccio qui, chi sono Io?

Fu allora che il fiore senza nome prese a guardare in alto nel cielo terso e chiese il dono di capire a che tipo di fiore appartenesse, e quale fosse il suo naturale cammino. In quello stesso istante il cielo si fece specchio e il fiore riuscì finalmente a vedere la sua immagine riflessa.

Vedo e comprendo d’essere un bel fiore, ma non so che tipo di fiore io sia?

E fu allora che la voce riprese a sussurrare:

Rosa, Rosa, Rosa.

LEGGI LA FAVOLA: Un  Fiore senza Nome

Ormai dalla vita non mi aspetto più nulla…

Sirena del Mare, sai chi dovrà incoronare questo Altare?

La Sirena guardò l’Altare con occhio giocondo e poi disse:

Altare, io nuoto nel profondo e non odo il vociar del mondo.

Capisco, sai a chi posso domandare?

Fatti cullare dal Mare e non ti consumare nel cercare, prima o poi giungerà chi merita di salire sul tuo Altare.

LEGGI LA FAVOLA: Un  Altare nel Mare

E se la Mente guardasse troppo in la? Dov’è la verità qua o la?

Sacro Babà io sono solo Mentina e non Divina, e non sono qua per dimostrarti superiorità! Sono venuta ad abbracciarti e a ringraziarti, perché quell’offesa che al mio cuore arrecasti, è stata lo sprono dei miei successivi passi. Ero venuta ad inchinarmi al tuo cospetto con grande rispetto, perché ogni parola detta in coscienza o incoscienza, che abbia attinenza o non attinenza, se colta con lo giusto spirito può essere causa di esperienza e aprirti alla vera conoscenza. Io ho camminato in questo tempo cercando risposte, e non accettando quelle dagli altri imposte.

Mentina tu oggi sei una Regina e il tuo cor è ancora in vetrina, come hai fatto a divenire luce, quando da tutti sei stata messa in croce?

La croce è una passaggio mentale, quello che ti fa l’anima vibrare…

LEGGI LA FAVOLA: Il tempo senza età

L’Irragionevole Signore

Il Dolore aprì la porta del cuore all’Irragionevole Signore, e dall’alto di quella torre che vede tutto quel che scorre, egli prese ad imporre:

Venga portata a me la Mente, da oggi sarà il mio cavalier servente!

La Mente venne trascinata in catena, e grande fu la pena.

Inginocchiati umilmente!

Gridò l’Irragionevole Signore.

Da oggi Mente mi obbedirai ciecamente!!!

L’Irragionevole signore, forte del Dolore che gli aveva aperto il Cuore, iniettò alla Mente questo veleno potente,e quando il dolore gli fu in vena ne sciolse la catena, dicendo:

E’ il momento, và nel mondo e porta tormento.

La Mente per il dolore, divenne folle e in fumo andarono le sue rotelle, e fu così che armò mano e prese a far del male, al prossimo vicino e lontano.

Quando un gran dolore

lambisce un cuore,

non molto lontano è accampato l’Irragionevole Signore,

ora che lo sai non dimenticarlo mai,

muta il tuo occhio in Sentinella,

prima che la follia, diventi di quella mano la via.

Devo dire che questa estate ha portato i suoi frutti, l’intervista e la lettura di una mia favola su RADIORAIUNO, e il mio successivo intervento sempre su RADIORAIUNO come esperta di favola terapia nell’ambito del programma “C’era una volta, che ancora  adesso” un programma di Francesca De Carolis, e Daniela Morandini, previsto per settembre, ringrazio ancora l’Assessore alla Cultura di Sorrento, ROSARIO FIORENTINO per la meravigliosa serata organizzata ai Bagni Regina Giovanna, interamente dedicata alla mia ultima antologia, di autori vari provenienti da tutta Italia, I SENSI DELLA MELA serata all’insegna della sensualità allietata dalla bravissima danzatrice del ventre Loriana Salierno, ed ancora ringrazio e saluto RADIOCLUB91, per la simpatica intervista, insomma un Estate caliente.

Nell’Età del Verde Pensiero cerca il tuo sentiero,

affinchè nel tempo del Pensiero Maturo,

tu possa trovarti su strada,

e non aver dinnanzi un muro.

Cleonice Parisi