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L’Antico Faggio – La favola dell’abbraccio

9 comments

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L’Antico Faggio

Un Uomo stanco si fermò nei pressi di un antico Faggio per riposarsi dal Viaggio e l’albero prese nel dire:

La rozza e tozza torcia che mani antiche strapparono alla roccia, spenta si è nella liquida pozza, formatasi dal cader di lacrime goccia in goccia, ma la luce del mondo conoscer non può fondo, da torcia a lanterna,  da lanterna e luce eterna, è in questo mutar che la vita alterna, il migrar della coscienza dalla incomprensione alla piena appartenenza, fa della Pazienza, lenza che userai all’evenienza, in questo viaggio che solo all’apparenza è ancora alla partenza, ma che in realtà  l’Uomo ha percorso per ben più della metà.

Faggio sei molto saggio, le tue parole sanno infondermi coraggio!

Uomo, sono un Faggio antico e solo di quel che ho visto dico. La tua realtà non è Verità, perché affonda radici nell’antichità, di quando la Vita non possedeva Dita.

L’Uomo abbassò gli occhi nel guardare le innumerevoli ferite che quel Viaggio gli aveva procurato, e con tristezza disse:

Faggio ci vuole Coraggio in questo viaggio, io perciò procedo adagio!

E il Faggio rispose:

Il Coraggio è solo un braccio!

E l’altro braccio che nome ha?

Chiese l’Uomo incuriosito.

L’altro braccio si chiama Pazienza!

Pazienza e Coraggio…bastano allora per affrontare il Viaggio caro Faggio?

No Uomo, non bastano ho detto che sono le braccia, ma un corpo è composto da una testa, un torace, due gambe e tanto altro…per affrontare questo Viaggio dovrai metterci tutto te stesso.

L’Uomo si era riposato abbastanza, riprese il Viaggio non prima di aver abbracciato il Faggio.

Uomo ti ringrazio di avermi abbracciato con tanta Pazienza e Coraggio!

Disse riferendosi alle sue braccia.

E l’Uomo rispose.

No Faggio, io ti ho abbracciato con tutto me stesso.

La Coscienza Individuale
è un frutto che matura nei suoi tempi,
e la sua consapevolezza trasmigra
di uomo in uomo a cavallo dei tempi.

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  1. elisa montinaro says:

    L’uomo però, fin dagli inizi della storia abusò della sua libertà cedendo alla tentazione e commettendo il male.

    Conserva il desiderio del bene, ma la sua natura porta la ferita…
    E’ diventato incline al male e soggetto all’ errore: così si trova diviso in se stesso. A causa di ciò, tutta la vita umana, sia individuale che collettiva, presenta i caratteri di una lotta
    drammatica tra il bene e il male, la luce e le tenebre.

    E’ la grazia di “Cristo” a restaurare ciò che il peccato aveva in noi deteriorato.

    Sarebbe forse troppo bello sentire nella propria pelle tali affermazioni del Conc. Vat. II nella Gaudium et spes.
    E’ POSSIBILE!

  2. elisa montinaro says:

    Pazienza e coraggio saranno quindi utili per affermare che quella “rozza e tozza torcia” non si è ancora spenta, anzi,
    è una delle Verità che affondano le radici nell’antichità!

  3. elisa montinaro says:

    E infine, purtroppo, braccia, testa, torace e gambe, non bastano per affrontare il Viaggio.
    Con affetto (purtroppo rumoroso)!

  4. Comprendo il tuo intendo…ma col pensiero non vi protendo.

    Per me siamo cieche essenze che sperimentano la vita, senza “capire” il male, il bene non l’avremmo potuto scegliere, quella mela non fu messa lì per caso, e il divieto fu fatto ad arte per renderci parte del disegno divino e non farci rimanere un inetto burattino…

    Il “peccato” per me l’unica strada, per comprendere la strada della luce, se non sbagli e comprendi alla verità mai protendi…

  5. Stralcio tratto dal Cammino dei Peccati:

    Riconsegnami il fardello figlio mio, ed entra pure nel giardino.

    Signore ma io ho peccato, ho avuto fame e sete ed ho attinto dal fardello!

    E cosa ci vedi di strano, secondo te perché te lo avevo dato? In quel sacco c’erano le mille voci del vivere, ma solo di una dovevi ascoltarne il dire. Lasciando chiuso il sacco non saresti mai riuscito a distinguere la voce vera dalle false, hai ben camminato entra pure.

    http://www.cleopa.it/2007/12/01/il-cammino-dei-peccati/

  6. Stralcio tratto dal Il punto di vista della mela:

    Allora la mela era lì affinché la cogliessimo?

    Certo, la mela era li per essere presa, siete stati messi alla prova, ed in questo lungo tempo di riflessione non avete fatto altro che alimentare la paura, seme che la vostra stessa mano ha impiantato nella terra del vivere.

    L’unico peccato commesso, se peccato si può chiamare è nato dalla vostra ingenuità, dall’immaturità dei tempi, dall’intraprendere il giusto cammino per poter giungere sino alla comprensione dei nostri giorni.

    http://www.cleopa.it/2009/06/05/il-punto-di-vista-della-mela-la-favola-del-peccato/

  7. Cleonice Parisi says:

    Grazie dello spunto…un occasione per lasciare traccia a viandanti di questo sito delle mie riflessioni.

    Per completare la mia visione del domani è ottimistica :) )) il domani è nella luce della Vita.

  8. Cleonice Parisi says:

    Leggevo or ora questo bellissimo pezzo di Osho…in qualche modo attinente…

    Non sono mai a favore nè dei compromessi nè delle affermazioni non-contraddittorie.

    Queste ultime sono stupide e infantili. La vita è contradditoria per questo è viva. Solo la morte è coerente e non contraddittoria. La vita accade attraverso le contraddizioni, l’incontro con il polo opposto; tale opposizione, tale sfida, crea energia: si sprigiona dell’energia, l’energia si muove grazie a essa. La vita non è monotona, non è logica bensì dialettica.

    La scienza è logica, ecco perchè non è totalmente fedele alla vita, nè può esserlo. La vita è contraddittoria, illogica, funziona attraverso gli opposti. Non ne ha paura, anzi, li usa.

    Perchè gli opposti sono tali solo in apparenza, in profondità funzionano insieme. E’ una realtà dialettica, non logica. E’ un dialogo tra opposti, un dialogo continuo.

    Pensaci per un istante: se non ci fossero contraddizioni, la vita sarebbe morta. Infatti da dove verrebbe la sfida, l’attrazione? Da dove si sprigionerebbe l’energia?

    La vita sarebbe monotona, morta.

    Solo le menti mediocri si spaventano per delle contraddizioni; menti piccole e meschine si sentiranno a disagio, in imbarazzo.

    Pensano che ogni cosa debba essere non-contraddittoria, coerente.

    Questa è una sciocchezza, perchè la vita è incoerente.

    La vita è contradditoria in sè, quindi la verità non può essere non-contraddittoria, solo le bugie possono essere coerenti. La verità è inevitabilmente incoerente, perchè deve coprire tutto ciò che esiste nella vita: deve essere totale.

    E la vita è contraddittoria. Esistono l’uomo e la donna: cosa possiamo farci? L’uomo è la polarità opposta della donna, ecco perchè si attraggono. Altrimenti non ci sarebe attrazione. La polarità opposta si trasforma in una forza magnetica.

    Per questo, quando l’uomo e la donna si incontrano nasce la felicità. Infatti, quando due poli opposti si incontrano, si negano l’un l’altro. Quando l’uomo e la donna si incontrano – non soltanto fisicamente, ma totalmente; i loro esseri si incontrano nell’amore – per un istante entrambi scompaiono. A quel punto l’uomo e la donna non esistono più, resta solo la pura esistenza. Questa è l’origine dell’estasi.

  9. Sulla favola, a parte la fantasia per i personaggi come il faggio, la coscienza individuale è il frutto della consapevolezza che trasmigra, come dici tu, a cavallo dei tempi è così sicuro. Ma più interessante mi appare quello che inserisci dopo, il bene e poi il male che ne deriva, giacchè non può esistere l’uno senza l’altro e questo è Manicheismo. Sulla mela messa lì la cosa dienta simpatica. La vera religione e il misticismo che ne deriva è sospensione assoluta di giudizio. Basta leggere Husserl e i greci che parlavano dell’epochè, sospensione appunto del giudizio, per entrare in contatto con la realtà. La mela è là ma potrebbe essere dovunque perchè l’amore c’è comunque al dunque

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