minestra

Prutusino ogni Minest’

Prutusino era semplicemente un bambino piccino con un bel caratterino, aveva sempre  qualcosa da dire e da ridire.

La mamma era spesso costretta ad allontanarlo quando parlava con le amiche, perché Prutusino interveniva in ogni cosa, e quasi sempre a sproposito, e le sue amiche lo canzonavano  spesso dicendo:

Prutusino ma perché non fai un poco il bambino, vai a giocare in giardino?

La mamma di  Prutusino sapeva che il suo bambino era  spesso saccente, supponente, intraprendente ma soprattutto era in ogni frangente onnipresente, ma come farglielo capire senza farlo soffire?

Quel giorno Prutusino entrò in cucina e vide che la mamma aveva fatto dei cambiamenti, la tavola era stata messa vicino alla finestra.

Mamma perché hai messo la tavola vicino alla finestra?

Prutusino è primavera possiamo godere del sole mentre mangiamo! Non vedi quanto è bello così?

In effetti era tutto molto più bello, sembrava quasi una giornata di festa.

Che si mangia mamma?

Chiese curioso il bambino.

Minestra!

A quella parola Prutusino, prese a gridare:

Non la voglio lo sai che non mi piace. Non mi piace, non la mangio!

La mamma sapeva benissimo che la minestra non gli piaceva, e quel giorno che sembrava essere nato per far festa, divenne subito nero come un cielo in tempesta.

Prutusino mangia la minestra, mi stai facendo venire mal di testa! Lo sai come diceva sempre il mio papà:

O ti mangi questa minestra, o ti butti dalla finestra!

Ma Prutusino era cocciuto come un babbuino, guardò la finestra, con le braccia conserte e le labbra strette e nei suoi occhietti esplosero due saette.

Fu giusto lo spazio di un secondo nel quale la mamma gli diede le spalle, che Prutusino prese il piattino col minestra e lo svuotò fuori dalla finestra.

La mamma nel voltarsi non vide più la minestra nel piatto, capì e un brevissimo sorrisetto le accese lo sguardo, ma Prutusino non lo notò, era troppo preso dal nascendere la sua marachella, passarono pochi istanti e una voce dalla strada prese a dire adirata:

Maleducati, malnati, ingrati, se vi piglio… se vi acchiappo …e poi dicono che uno diventa guappo!

Prutusino e la sua mamma si affacciarono alla finestra facendo uscire solo un pochino la testa…quell’uomo stava scatenando una tempesta, e purtroppo su quel lato del palazzo c’era solo la loro finestra.

Prutusino che era solitamente un peperino, diventò alla luce dei fatti un microscopico pulcino, e alla mamma si fece vicino, vicino.

Non preoccuparti Prutusino, andiamo ad aiutare quel poverino!

Presero un grande asciugamano e scesero di corsa a portar aiuto al malcapitato signore, che si era sorbito una minestra in testa, proprio in quel giorno che doveva esser di festa.

La mamma chiese scusa al signore, dell’incidente dovuto a quel suo bambino troppo inpertinente.

L’uomo sorrise alla mamma e guardò con sguardo truce Prutusino, dicendo:

Bambino mi viene all’orecchio che sei molto monellino, me lo ha detto un uccellino. Facciamo un patto io dimenticherò questo increscioso fatto, ma in cambio voglio che tu faccia MENO di alcune cose e  PIU’ di altre?

Mangerai senza far capricci, e nei discorsi dei grandi più non ti impicci!

Disse con un gran vocione il signore.

Prutusino mise un triste musino, e acconsentì al patto.

Da quel giorno Prutusino cambiò veramente, divenne MENO intraprendente, saccente e supponente, ma soprattutto MENO onnipresente quando a casa c’era gente, ma si sa la bilancia se da una parte pende dall’altra alta protende, infatti il bambino divenne PIU’ obbediente, compiacente, e sorridente…e quello stesso giorno, perse persino il suo primo dente, segno evidente della sua maturità crescente.

Ogni mamma per il suo bambino è manna, anche se qualche volta lo inganna. La mamma salutò il malcapitato signore con un occhiolino…altro non era che il suo vicino, tra i due c’era un piccolo accordino.

Della serie “conosco i miei polli”, e “che si deve fare per campare”…altri due proverbi che dovrò trattare…

LEGGI LA FAVOLA: LA MAMMA DI MANNA

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