Il Cucchiaio Codardo – La favola del Realizzo nell’Utilizzo
Sbaglio a Sognare di voler essere migliore, di quel che invece sono?
Il Cucchiaio Cordardo
Un Cucchiaio Codardo, aveva da sempre sognato di esser un Dardo, ogni notte chiuso nel suo Cassetto sentiva di starci sempre più stretto, e quello che pensava andava detto:
Ti odio Cassetto maledetto, mi vai più che stretto!!!
Urlava e sbraitava ogni istante quel impietoso verdetto e un giorno il Cassetto lo buttò fuori di getto, dicendo:
Non mi servi Cucchiaio, ti ho barattato per un Telaio!
Cosa dici Cassetto?
Disse incredulo.
Io sono un Cucchiaio e per giunta d’ acciaio, a che ti serve un Telaio io faccio parte di un servizio da 12, così facendo vai a spaiare il servizio?
Vedi mio caro Cucchiaio d’Acciaio, di tavolate ne son state fatte tante, e tu non ti se mai lanciato nel realizzo del tuo utilizzo, hai sempre fatto un passo indietro e mai in avanti, e allora mi sono detto: Se averlo è come non averlo, perché sopportarlo, le sue parole per me sono come un tarlo?
Sono un Cucchiaio di Acciaio!
Sono un Cucchiaio di Acciaio!
Io sono un Cucchiaio di Acciaiooooooooo!
Continuava a ripetere come un disco incantato il Cucchiaio disperato.
Ragiona Cassetto cosa te ne andresti a fare di un Telaio?
Cucchiaio quel Telaio, è sempre gaio anche se del vivere è un semplice operaio!
E fu in quel preciso momento che il Cucchiaio comprese che ogni arnese, dal più piccolo al più grande, da quello utile a quello “inutile”, da quello costoso a quello umile, doveva realizzare quel che per natura sapeva fare.
Lui era da sempre stato un Cucchiaio Codardo, che sognava d’essere un Dardo, ed incantato da quell’illusorio traguardo aveva invece invecchiato lo sguardo.
Il Cucchiaio non diede realizzò alla sua natura solo per Paura.
E il Cassetto incominciò a percepire l’inutilità del suo peso, e pertanto decise di cambiarlo con un Telaio.
Questo Cucchiaio è un guaio lo baratto volentieri con un Telaio!
Ti prego Cassetto non buttarmi via, tienimi a te stretto?
Disse tra le lacrime il Cucchiaio.
Sognavo di essere un Dardo ed invece ero solo un codardo, il vero coraggio stà nell’accettare la propria realtà. Da oggi tra piatti e bicchieri terrò discorsi seri, di quando scioccamente credetti ad un illusione della mente, e per paura non diedi realizzo al mio utulizzo.
Che sia Cucchiaio, resta pure in questo Cassetto che ti andava stretto, e che oggi con le tue parole hai benedetto, vedi nella vita “tutto è” nel saper guardare con gli occhi giusti e il cuore aperto.
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Ogni cosa ha la sua importanza e la sua funzione a questo mondo anche la……..”Cipolla”!!!!
Vero anzi la cipolla è importantissima a me la salsa senza cipolla soffritta non piace
)))) E’ IMPORTANTISSIMA..WIWA LA CIPOLLA…
Approposito se mi mandi il file in Word della favola della Cipolla te la pubblico…
Perché mi è venuta in mente la Metamorfosi di Kafk?Ci penserò
Ci hai pensato poi? Spiega anche a me
Gregor, il personaggio del libro in una fase onirica si sveglia bacarozzo , una trasformazione in animale sulla scia delle tradizioni delle fiabe. Lui, come il cucchiaio nel cassetto vuole mantenere quella condizione che prima il sogno, poi la realtà gli hanno regalato. Ma ci sono interpretazioni psicanalitiche, ma tutte si possono assimilare al cucchiaio codardo nel cassetto.Kafka è così dalle mille interpretazioni
Buon Pomeriggio, a questo punto auguro ad ognuno di trovare la “bussola del proprio spirito”! Non é semplice, soprattutto quando la si ricerca con l’aiuto della favola, nella “verità” della realtà.
Io penso, sig.ra Elisa Montinaro, che spirito e favola non hanno una distanza e invocare la verità non è lo spirito della storia che, dentro di noi, continua ad avere memoria, da sempre, fin da bambini. Per la bussola del proprio spirito io intendo la bussola “smagnettizzata” perchè inutilizzata.
Si, non mi è chiaro, però, il significato di bussola “smagnettizzata”, in genere le bussole se integre permettono di orientarsi secondo i punti cardinali!
Cmq è vero, se non la si utilizza bene, si smagnetizza!
Sig.ra, ho scritto due t, ma è un errore di battitura. Solo se ha il magnete, cioè come una calamita, la bussola segue i punti cardinali. Lo sanno bene i marinai e quelli che vivono nel deserto. Sono, in sostanza, le forze di Newton, fisico inglese che solo Einstein ha messo in discussione, ma solo dicendo che la teoria di Newton valeva solo sulla terra, non nell’universo. Purtroppo nonho lo spazio e il tempo di scrivere un trattato di fisica. Polo sud e polo nord le diranno qualcosa.
Saluti
Buon Pomeriggio, a questo punto auguro ad ognuno di trovare la “bussola del proprio spirito”! Non é semplice, soprattutto quando la si ricerca con l’aiuto della favola, nella “verità” della realtà.
Ciao Elisa…
La mente chiede l’Anima risponde…
L’anima risponde sempre quando la mente chiede, ma purtroppo parlano lingue diverse sono due stranieri che tentano di comunicare, il favolese protrebbe essere una lingua che le accomuna, perchè la “realtà” racconta una storia scritta da mani che non conoscono verità.
La bussola per me è il cuore…
http://www.cleopa.it/2008/11/01/la-tua-bussola-i-raccontini/
Gregor, il personaggio del libro in una fase onirica si sveglia bacarozzo , una trasformazione in animale sulla scia delle tradizioni delle fiabe. Lui, come il cucchiaio nel cassetto vuole mantenere quella condizione che prima il sogno, poi la realtà gli hanno regalato. Ma ci sono interpretazioni psicanalitiche, ma tutte si possono assimilare al cucchiaio codardo nel cassetto.Kafka è così dalle mille interpretazioni…
Bacarozzo, mi chiedo ma che tipo di persona può desiderare di diventare un bacherozzo…in tal proposito…
http://www.cleopa.it/2009/06/05/cuore-di-bacherozzo-la-favola-della-saggezza/
Nessuno Cleonice,solo che le metafore hanno una sponda diversa dalla realtà. Kafka nella Metamorfosi, da qui il nome, vuol siggnificare, forse, che quello che ci sentiamo, non è quello he siamo, neanche sul piano sociale. E’ questa la mia interpretazioe del grande scrittore, per tutti i suoi libri compreso il PROCESSO
Eppure qualche “verità” deve pur esserci! Sono sicura che sia a Nord come a Sud, nella favola (e quindi nella fantasia) come nella realtà, nel prima e nel dopo della storia, nella mente e nell’anima, ma soprattutto nel cuore dell’umiltà e nella presenza silenziosa del Sempre!
Molto mistica la Sua osservazione Elisa e poi mi è piaciuta quella Sua:eppure qualche “verità ” deve pure esserci. Forse è quello che cerchiamo io e Lei e qualcun altro, Kafka compreso, nel nostro viaggio. Non conta il modo forse, ma conta qualcosa che non può essere solo una Cosa.
Gentilissimo, mi hanno sempre affascinato i mistici riferimenti, più di tutti, quelli (finora da me esplorati) di San Giovanni della Croce. Grazie
Gentilissimo, è vero mi hanno sempre affascinato i riferimenti mistici, soprattutto quelli finora esplorati, di San Giovanni della Croce. Grazie
Sono intuitivo, anche, e ho capito. Comunque gazie a lei.