


Chi si giudica non giudica – La favola del reato

Chi si giudica non giudica
Non aver paura!
Dissero le Mura ad una donna giudicata impura.
Come potrei fare a non aver paura, sto per morire, mi hanno murata viva.
Donna chi ti ha murato viva tra queste mura?
La gente che mi ha guidicato!
Giudica solo chi non si è giudicato, chi si è davvero confrontato con l’oscurità del sua intimità, giudicare gli altri non potrà. Chi ha compreso l’incongruenza della sua esistenza, saprà che quella “sentenza” è il risultato della sua disobbedienza a una vita di apparenza. Chi si è giudicato non giudica. Non aver paura!
Dissero le Mura.
Ho visto una mano maledetta che alzava mattone su mattone, murandomi viva, la mia una sorte è scritta dalla mano della morte.
La donna s’inginocchiò in quello stretto spazio buio, senza aria in attesa che giungesse la sua fine, pregò il suo Dio affinché la perdonasse di tutti i peccati di cui era consapevole e di quelli commessi nell’incoscienza.
Dio perdona i miei peccati, abbi misericordia di me!
E di nuovo le mura parlarono:
Fintanto ti giudicherai colpevole, colpevolezza e amarezza saranno la tua sola carezza, e la mano disegnerà nella tua mente bassezza. Riconosciti dignità, ricorda giudica solo chi non si è giudicato, il vero peccato è in chi non si è realmente cercato!
E la donna sollevando il viso tristemente disse:
Ho commesso tanti sbagli! Merito questa punizione!
Donna quanto è responsabile un albero, che cresce alla luce di un sole malato, e pertanto cresce piegato?
Non è responsabile!
Rispose la donna.
Donna quanto è responsabile un fiume, il cui corso viene interrotto da un monte e per continuare a scorrere affonda il suo flusso nelle profonde viscere del mondo?
Non è responsabile!
Donna quanto è responsabile un bambino per essere stato violentato, ed essere poi diventato un adulto malato?
Non è responsabile!
Donna quanto è responsabile il tuo essere per aver “peccato”, se per il mondo ogni moto del cuore è “reato”.
Non sono responsabile!
Disse la donna alzandosi in piedi in quello stretto luogo con grande dignità, e fu in quell’istante che la stessa mano che l’aveva imprigionata prese a liberarla, togliendo uno ad uno i mattoni che costruivano le sue mura.
Mura, ma di chi è questa mano benedetta?
Donna è sempre stata solo la tua mano che tu hai maledetto e benedetto, fintanto ti sei giudicata essa non ti ha amata, ma ora sai che il vero reato è nel non essersi cercato, chi si giudica non giudica.
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nn.1783 e 1784 del Catechismo della Chiesa Cattolica