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La Riconoscenza – La favola del Bisogno

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La Riconoscenza – La favola del Bisogno

dare

La Riconoscenza

Bisogno aveva le doglie, il parto era ormai imminente, e il suo compagno di una vita Dare, era in trepidante attesa per la nascita della loro creatura. E fu così che Bisogno diede alla luce una meravigliosa bambina, a cui fu dato il nome di Riconoscenza.

Quel volto paffuto e quelle piccolissime manine, furono il suo luminoso biglietto da visita al vivere, e quando Dare, padre orgoglioso la strinse a se per la prima volta, sentì il cuore gonfiarsi di un incontenibile gioia, e innalzando al cielo quel frutto appena nato disse:

Di questa creatura io gioirò in eterno.

Non ebbe neppure il tempo di finire di parlare, che Bisogno prese di nuovo a gridare per i dolori del parto, e l’ostetrica Vita, anziana ma operosa donna, immediatamente accorse in suo aiuto intuendo che la donna stava per dare alla luce un altro bambino.

In pochi momenti l’espulsione fu compiuta, e il volto sconvolto di Vita e il suo urlo soffocato, annunciarono al mondo la nascita di questa nuova creatura. Un bambino livido e disidratato con un corno nero al centro della fronte. Bisogno rabbrividì nel vedere quel piccolo mostro, e Dare non volle neppure toccare quell’essere immondo, nonostante gli fosse figlio. Ma quel mostro, era una creatura innocente, e Vita ne ebbe pietà dandogli un nome:

Ti chiamerai Senso di Colpa.

Lacrime di dolore scesero copiose dagli occhi addolorati dei due novelli genitori, che con una mano avevano toccato il cielo e con l’altra l’inferno. Vita guardò con pietà Bisogno e Dare, avrebbe voluto aiutarli a superare il grave lutto, ed incominciò col dire:

Senso di Colpa è vostro figlio, non lo avreste generato, se entrambi aveste guardato al vostro bisogno e al vostro dare, come ad un incedere naturale del cammino umano.

Invece tu Bisogno nel ricevere, hai innalzato troppo chi a te aveva dato, e tu Dare nel concedere, hai alimentato all’eccesso il tuo Ego.

Da un seme insano nasce frutto amaro, e Senso di Colpa è quel frutto.

Chi ha preso nel bisogno, risparmi al prossimo, ma soprattutto a se stesso troppa riconoscenza, che spesso mutata alla luce di una cattiva comprensione, genera sensi di colpa, nello svilire la preziosità insita in ogni essere umano.

Chi dà, segue solo il sentiero tracciato dal proprio cuore, e allo stesso modo chi riceve.

La vita è una ruota in eterno movimento, oggi dai, domani chiederai. Non sia mai la Riconoscenza ad imprigionare il vostro Cuore, perché solo l’Amore genera semi sani che non partoriranno mai mostri.

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  1. Un comico romano Petrolini, faceva la battuta: il bisogno non mi manca, di quello ce ne ho anche troppo! Nietzsche, grande filosofo, che ha influenzato tutto il’900 e ancora ci influenza, ha parlato dell’eterno ritorno. Cleonìce Parisi ha intuito la vita e ha surclassato sia il grande comico, sia il grande filosofo. Io taccio e aspetto che, un giorno Cleonìce,ci sveli il “segrato” delle sue favole.

  2. elisa montinaro says:

    E’ proprio quel “grazie di tutto cuore” detto ad ogni evento della vita, gioioso o doloroso che sia, che permetterà la maturazione di frutti dolci e succulenti non senza, però, quel lavoro che solo i contadini di una volta sapevano fare!

  3. Cleonìce ho riletto e confermo. Certo è un po’ criptico il commento, ma è colpa tua, a proposito di sensi di colpa, scherzo!! Riduci sempre quello che la vita e le teorie amplificano. E’ questa, probabilmente, la *Favola Sprituale*

  4. Grazie a tutti :) )) Troppa riconoscenza limita l’essenza, generando i sensi di colpa…la vita è una ruota oggi dai domani chiederai…

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